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A COLLOQUIO CON...
MARIO MURACE & CARLO VICENZETTO - CHARIO


FOTO

Mario Marcello Murace a sinistra e Carlo Vicenzetto a desta.
Seduto al centro Mr Christoph Mertens, direttore della filiale tedesca "Chario Deutschland "

Foto Chario in occasione del Top Audio 2007.

(Continua da pagina 1)

sempre dimostrato una preparazione alquanto discutibile a giudicare dalle definizioni delle caratteristiche tecniche, senza contare l'insopportabile protervia nel considerare stupidi gli acquirenti. A mia conoscenza non ci sono non più di cinque-sei aziende, e tutte rigorosamente "storiche" che quando scrivono sanno cosa dicono... Senza entrare nei particolari è sufficiente fermarsi a considerare alcuni concetti:

Impedenza nominale
Le normative IEC 268-13 prevedono che il minimo valore in banda audio sia al più il 20% inferiore al valore nominale: 3.2 per 4 ohm nominali e 6.4 per 8 ohm nominali. Esistono invece una miriade spropositata di sistemi dichiarati per 8 ohm nominali con (tra parentesi) il valore minimo che spesso si avvicina a 3 ohm). Evidente caso di falso commerciale perpetrato ai danni dell'acquirente per far credere che sia possibile l'abbinamento con amplificatori di potenza economici, ovvero tutti quelli (nessuno escluso!) che non possono erogare corrente su carico di 4 ohm. Stendiamo ovviamente un velo pietoso sugli Ohms.... quale uso al plurale dell'unità di misura (leggere il dato dei sistemi Chario);

Sensibilità
Quasi sempre confusa con l'efficienza per la quale è matematicamente necessario misurare la potenza acustica emessa, operazione questa non difficile dal punto di vista del calcolo, ma affatto banale da rilevare,
necessitando di una integrale sferico. Il dato di potenza acustica è correttamente dato solo per i sistemi professionali (quelli seri ovviamente), mentre per i sistemi di uso domestico questa grandezza è inutile, e deve essere sostituita dalla sensibilità ovvero dal livello di pressione acustica espressa in dB per 2.83V misurata ad un metro di distanza (o ad esso normalizzata) applicando ai morsetti di ingresso di ciascun sistema, rumore rosa tramite due generatori indipendenti e misurando CONTEMPORANEAMENTE il diffusore destro ed il sinistro. Questa ultima condizione è ineluttabile perchè moltissimi sistemi di altoparlanti sono realizzati talmente male che
le rispettive potenze acustiche vanno in netto conflitto dimezzando il dato di sensibilità nominale (leggere il dato dei sistemi Chario);

Potenza applicata
...qui siamo in piena concorrenza con la televisione di Stato... di tutto di più… A parte le definizioni in odore di frode commerciale, il novanta per cento dei dati è espresso in Watt RMS. Ma il valore RMS delle componenti di tensione e corrente, una volta combinate tra loro tramite il fattore di potenza forniscono il valore di Potenza Media (Average Power), ovvero un valore EQUIVALENTE CONTINUO per il quale l'espressione RMS è un non senso matematico. Troppi ingegneri in tutto il mondo mostrano questa lacuna teorica, ulteriormente aggravata, senza scusante alcuna, dal fatto che RMS è un attributo riferito ad una grandezza (potenza), e non alla sua unità di misura (watt). Ri-stendiamo ovviamente un velo pietoso sui Watts.... quale uso al plurale dell'unità di misura  (leggere il dato dei sistemi Chario);

Frequenza di taglio inferiore
Anche qui spesso viene dichiarato il falso definendo la minima frequenza riprodotta ad un valore di meno dieci decibel. In realtà la frequenza di taglio è un concetto mutuato pedissequamente dalla teoria dei circuiti
elettrici, che non contempla la pesatura psicoacustica. Al fine di offrire non un dato definitivo quanto rigoroso,
Chario Loudspeakers dichiara unica al mondo il valore a meno tre decibel rispetto al punto centrale della banda audio, che non è posta come tutti credono ad 1 KHz, ma a 250 Hz ovvero prossima al tasto centrale del pianoforte (DO4), valore per il quale l'orecchio cambia la pendenza della curva di sensibilità (isofona) e la modalità di ricezione, passando da auricolare a corporea. Consiglio la lettura del dato dei sistemi Chario in cui la dicitura in italiano è DO4 SOET (sistema occidentale equamente temperato) ed in inglese è C4 WETS (western equally tempered system).

Discorso simile se non identico per quanto riguarda le
curve di risposta delle varie grandezze in funzione del tempo o della frequenza.
Nessun costruttore fornisce tanti dettagli come la Chario Loudspeakers sulle brochures dei propri prodotti, anzi... Per non parlare delle filosofie di progetto e delle teorie riguardanti soluzioni particolari, per le quali la fantasia è impiegata come ingrediente principale del cocktail di marketing.
Un esempio per tutti. Academy Solitaire è un esemplare unico tra i sistemi centrali dedicati alla stereofonia multicanale. Nulla di simile esiste lontanamente paragonabile, un "unicum" progettuale per il quale è disponibile sul nostro sito l'intera teoria di psicoacustica, completa, dettagliata e circostanziata, quest'ultimo attributo si rende necessario in ambito matematico quando un set di ipotesi è soddisfatto per precise condizioni al contorno e non in generale. In altre parole, la mia teoria è talmente robusta che non ho la minima difficoltà ed evidenziarne i limiti di funzionamento. Altrettanto non posso dire della maggioranza dei nostri concorrenti, la cui costante preoccupazione è occultare i necessari "trade off" progettuali, sotto affermazioni pseudo-scientifiche.

Quali sono le misure che più indicano la qualità del suono?
Nessuna, poiché il Suono non esiste in natura, essendo il risultato della sintesi psico-cognitiva di un evento acustico, ovvero meramente meccanico. Ogni persona possiede un layout sinaptico ed una memoria emotiva unica e non condivisa, quindi ciò che noi indichiamo come sensazione sonora, non può essere misurata, ma solo espressa singolarmente da ciascun individuo, stante l'ipotesi che due soggetti non possono per natura "provare" le stesse sensazioni sonore, diversamente essi sarebbero identici.
Ciò che Lei intendeva invece, è l'insieme dei dati fisici che possono esprimere il grado di eccellenza di un progetto, ammesso che la "scala di eccellenza" sia convertibile in numero (!?). Come vede la questione è più complessa di quanto non appaia, e non credo di sorprenderla dicendo che non conosco la risposta. Poiché il
dubbio è l'unica certezza a me nota, mi astengo, lasciando a ricercatori più preparati l'onere della risposta.

Ciò detto, le misure sui nostri sistemi vengono eseguite nel nostro laboratorio di psicoacustica, con
tecniche di finestratura temporale e di campo vicino. Il set completo è formato da un analizzatore FFT bicanale Ono Sokki, un sistema MLS a canale singolo della DRA Labs, un sistema MLS esteso Audiomatica, microfoni a condensatore free-field, testa artificiale riadattata, array di microfoni a DSP per misure direzionali ed una sonda a gradiente.

HFG
Finalmente una risposta seria ad argomentazioni molto serie ed importanti quali sono le misure tecniche sui sistemi di diffusione del suono, in particolare sulla risposta in frequenza verso le basse frequenze e sulla sensibilità.
HFG sin dalla nascita si è battuta per fare evidenziare agli appassionati audio che la qualità complessiva del suono proviene dai diffusori e che nella quasi totalità dei casi i diffusori esistenti in commercio non sono quello che certi costruttori vorrebbero fare apparire. Ne conosco anche troppi che dichiarano i loro diffusori capaci di emettere i 20 Hz… La battaglia di HFG quindi si è concentrata su due aspetti: la lotta contro il minidiffusore quale componente audio di alta qualità e la risposta verso le basse frequenze, così come Lei l'ha evidenziata. Anzi, unici al mondo, abbiamo coniato due termini precisi per definire i diffusori, in virtù dell'estensione della risposta in frequenza:
hi-end i diffusori aventi una risposta compresa tra i 16 ed i 32.000 Hz circa; esoterici - visto che la normalità dei diffusori esistenti nel mercato è tutt'altra cosa - i diffusori aventi una risposta compresa tra i 40 ed i 22.000 Hz, con la possibilità di diventare hi-end se correttamente abbinati a dei subwoofer attivi, come abbiamo dichiarato per le vostre Constellation Ursa Major. Dopo tanti anni, ho notato che finalmente alcuni audiofili hanno cominciato a comprendere che molti diffusori e tutti i minidiffusori non possono rientrare nei canoni di alta qualità della riproduzione musicale così come la intende HFG.
Torniamo a noi.
Da più parti si vocifera che il mercato dell'alta fedeltà è in crisi, specialmente in Italia. Certe volte non posso che prenderne atto, visto che ultimamente ho notato che un prodotto americano in 1 anno ha avuto un incremento del costo del 30% quando il dollaro si è deprezzato del 30%…. per un totale di aumento effettivo del 60%. E' chiaro che siamo in presenza di una "furbata", ma non saprei se attribuirla al distributore italiano o al costruttore americano. Che cosa pensa Chario Loudspeakers della crisi, quali le eventuali origini e cosa occorrerebbe fare per porvi termine?

C. V.
L'Italia sta vivendo una fase critica, insieme ad altri paesi come la Francia, la Germania e l'Inghilterra. Ed il mercato dell'elettronica di consumo, diversamente nei suoi vari livelli, ne è certamente colpito. Negli ultimi 10 anni abbiamo visto, in Italia, una crescita smisurata delle superfici di vendita dedicate all'elettronica di consumo, sono praticamente triplicate. Soprattutto nella fascia più bassa. Questa esasperazione dell'offerta ha generato forzature (volantini mensili, intere pagine dei quotidiani, spot televisivi, ecc.) che si è andata sostenendo con la furbata del credito al consumo ... che ha ingrassato sia il rivenditore che le finanziarie, dando ancora un po' di fiato al mercato in attesa che i nodi arrivassero al pettine.

Altro problema è rappresentato dal
vivaio .... che non c'è più.
I giovani ascoltano molta musica, ma con strumenti inadeguati come i lettori di MP3.. che negli ultimi anni sono letteralmente esplosi sul mercato. Bassissimo costo, facilità d'uso, portabilità, ne hanno determinato il successo. Ulteriormente aiutato dai generi musicali delle ultime generazioni.... Anche se mi sembra di vedere che recentemente stia cambiando in meglio. Almeno secondo me.
L'esasperata complessità delle apparecchiature Audio/Video.... Chi ha voglia di leggere 400 pagine di manuale di istruzioni .... che per essere comprese spesso richiedono una laurea in elettronica?
Internet.... se usata correttamente la rete è uno strumento straordinario... ma, purtroppo, non è sempre così.

La concomitanza di tutti questi fattori ha portato i .... nodi al pettine. E, di conseguenza il sistema vacilla, la perdita di certezze, il calo delle vendite, la competizione globale in rete, tutto ciò è destabilizzante. E i prezzi in generale, ma soprattutto in fascia media e alta, diventano "ballerini ". E questo disorienta ulteriormente i consumatori. Che hanno tutte le ragioni per lamentarsi.
Chario, da sempre, opera con una politica distributiva internazionale di stretto controllo dei prezzi, e le eventuali variazioni non eccedono mai il 10/12% e dipendono prevalentemente da accise doganali o differenze IVA locali. Non forniamo punti vendita solo "Virtuali", nè in Italia nè all'estero;
attenzione quindi quando si trova un prezzo "strano" sui siti virtuali, può trattarsi di prodotti di seconda mano, anche se indicato diversamente, o di bufale. Se poi la società che gestisce il negozio virtuale (che non può acquisire da Chario direttamente i prodotti) decide di comprare il prodotto sul mercato e, per farsi pubblicità, rivenderlo sottocosto sul suo sito .... non abbiamo armi legali per combattere. E mi sono accorto che è già accaduto.

Difficile prevedere dei tempi di "ritorno alla normalità".... ciò che mi appare certo è che coloro che gestiscono i fili da Bruxelles, con il Prime rate al 4,25 (e ho già sentito voci di corridoio di un possibile ritocco in crescita di un altro quarto di punto) continuano a favorire la rendita da capitale, cosa che, oltre a castrare le Euroeconomie, incrementa il valore stesso dell'euro... così, dicono, tengono sotto controllo la possibile inflazione .... !!!!!! E preferisco fermarmi qui...

HFG
Ha parlato dell'avvento dell'MP3 e del mancato ricambio generazionale.
HI-FIGUIDE negli ultimi 4 numeri ha trattato l'argomento "qualità della registrazione" affermando che senza questa non è possibile valutare e giudicare il suono di una catena audio, né tanto meno dei singoli componenti. Qual è il vostro pensiero sui sistemi di registrazione, in particolare sull'LP, il CD, il digitale ad alta risoluzione come il SACD ed il DVD-A, e sul nuovo formato Blu-Ray Disc?

M. M.
Bene, siamo arrivati finalmente al nocciolo della vexata quaestio.
L'argomento riempie i media, con un valore di frequenza di evento in continua crescita. Ciò implica necessariamente che la probabilità di enucleare l'essenza del tema sia essa pure elevata. In tal caso,
cui prodest un'ulteriore replica alla già consistente offerta di risposte? Quindi, sono costretto mio malgrado ed in tutta onestà, a peccare di presunzione sostenendo che forse (ed è a questo beneficio del dubbio che mi appello per essere perdonato) esiste un'altra spiegazione, o più modestamente un punto di vista non ricorrente... I miei studi ormai trentennali in materia di percezione audio, mi hanno definitivamente convinto dell'esistenza di due verità primitive non dimostrabili, quindi in quanto tali, postulati:

1. l'essere Umano non ascolta musica per diletto, ma per imprescindibile necessità psico-fisica di percepire suoni;
2. Il suono non esiste in Natura, quindi dal punto di vista matematico NON E' una variabile indipendente.

Sì, sono consapevole che esordire con due proposizioni di tale portata non sia la strategia migliore per catturare l'attenzione del lettore... Conosco il Marketing, conosco la Retorica e conosco raffinati sofismi per Riempire di Vuoto il Nulla, ma nulla ho da vendere, dal momento che i nostri prodotti si vendono da soli, quindi suggerirei al lettore BEN DISPOSTO D'ANIMO di superare questo scoglio apparente e proseguire fiducioso nella lettura.
L'originalità della mia tesi consiste nel fatto che la genesi del fenomeno MP3 non affonda le radici nel sociale, bensì nel personale, secondo schemi


(Continua a pagina 3)

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