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A COLLOQUIO CON...
DENTRO LE QUALITA' ED IL CUORE DEGLI UOMINI

L'ABBONAMENTO AD HFG
DATA PUBBLICAZIONE
16/09/2008

FOTO

Mario Marcello Murace a sinistra e Carlo Vicenzetto a desta.
Seduto al centro Mr Christoph Mertens, direttore della filiale tedesca "Chario Deutschland "

Foto Chario in occasione del Top Audio 2007.

ESCLUSIVO!
A COLLOQUIO CON…
MARIO MARCELLO MURACE E CARLO VICENZETTO
COFONDATORI CHARIO LOUDSPEAKERS
DI FRANCESCO S. PICCIONE

"A colloquio con…." non è una semplice intervista ma un dialogo tra HFG e l'intervistato attorno ai temi audio per conoscere meglio le persone che animano questo settore, il loro pensiero e le loro filosofie.

PREMESSA

Questa estate ho avuto l'onore di intervistare due persone che negli anni sono divenuti un riferimento per la vera alta fedeltà italiana, quella seria e schietta, che fornisce dati tecnici reali, assistenza ed affidabilità. Mi riferisco alla Chario Louspeakers, in particolare a Carlo Vicenzetto e Mario Marcello Murace, cofondatori della ditta italiana che esporta in tutto il mondo.
Ci tenevo ad effettuare questa intervista, perché, dopo avere provato le Constellation Ursa Major ed avendo in prova il nuovissimo Sovran modello della serie Academy, la serie di punta della Chario, voglio che i nostri lettori conoscano meglio le persone che hanno creato ed animano questa azienda, in grado di realizzare diffusori di elevatissimo pregio ed alta tecnologia.
Buona lettura!

IL NOSTRO COLLOQUIO

Francesco S. Piccione (HFG)
La Chario è parecchi anni che esiste nel mercato, fin dagli anni 70. Potrebbe raccontarci come è nata, come si è evoluta e quali i suoi prossimi obiettivi.

Risponde Carlo Vicenzetto (C. V.), socio cofondatore con Mario Marcello Murace, che si occupo dalla parte commerciale di Chario, sia in Italia che a livello internazionale.

L'atto notarile che sancisce la nascita di Chario Loudspeakers è dell'Aprile 1975, ma in verità già da un paio di anni con Mario ci dilettavamo con le casse acustiche per riuscire a migliorare le prestazioni del nostro impianto di allora. Erano momenti decisamente favorevoli, il mercato dell'HI-FI era nato da pochi anni ed era in netta crescita.
I primi prodotti realizzati erano sistemi stereo a tre diffusori (
sul nostro sito www.chario.it è presente la cronistoria delle tappe scientifiche fondamentali del nostro percorso) che incontrarono un discreto successo commerciale, ma le problematiche di inserimento e lay out ambientale ci spinsero verso lo studio e realizzazione di sistemi stereo a due diffusori. I primi, entusiastici test che apparvero sulla stampa specializzata di allora ci aiutarono a trovare rivenditori disposti a proporre i nostri diffusori nei loro punti vendita, ma la chiave di volta fu la collaborazione che nel '77 instaurammo con la Sipe di Ancona. Già allora era la più grande azienda di altoparlanti italiana, e, quando ascoltarono un nostro diffusore realizzato con dei loro driver restarono colpiti al punto di metterci a totale disposizione la loro camera anecoica, i loro tecnici , le loro conoscenze. E questa collaborazione portò a risultati straordinari, oltre naturalmente, ad un grande sviluppo di conoscenza.
Altra tappa fondamentale fu la partecipazione al Summer Consumer Electronics Show di Chicago dove la fortuna ci fece trovare subito dei distributori internazionali. Il notevole incremento della produzione ci permise di effettuare ulteriori investimenti sia nel laboratorio di ricerca sia nel ciclo produttivo.
La crescita ha naturalmente portato a vari spostamenti in sedi sempre più grandi fino all'attuale di Merate di 2500 m2.
Oggi Chario è nella ristrettissima rosa mondiale di aziende "vere" che realizzano interamente i propri diffusori, dai driver ai mobili, per poter rispettare al 100% i parametri di progetto. E questo senza mai dimenticare il rapporto qualità prezzo, senza aggiungere fumo all'arrosto, mantenendo lo stesso prezzo (fermo restando accise doganali o differenze Iva) a livello internazionale.

L'obiettivo è..... proseguire così: in 33 anni il percorso scientifico tracciato da Chario è diventato patrimonio comune, i nostri modelli matematici sono utilizzati anche dai più blasonati tra i nostri competitori. Questo, unito alla soddisfazione dei nostri fans, è per noi la più bella delle gratificazioni....

HFG
Fa piacere leggere che anche in HIFI vi è un pezzo di italianità di valore indiscutibile. HFG è una rivista esoterica/hi-end ed ho l'impressione che in Italia Chario "non sia molto considerata" tra gli audiofili, sicuramente per la nota esterofilia. Noi, senza nulla togliere agli altri modelli prodotti, consigliamo ai nostri lettori di considerare attentamente prima di effettuare un acquisto, le Constellation Ursa Major, le Academy Sovran e le Academy Serendipity. Quali sono le caratteristiche comuni di questi tre sistemi di diffusione del suono che dovrebbero consentire di catturare l'attenzione degli audiofili più distratti?

C. V.
Purtroppo la sua affermazione, per ciò che riguarda l'Italia, è vera. Noi italiani siamo esterofili, anche se, credo, lo siamo un po' meno di trenta anni fa. Diversamente da Inglesi e Francesi che credo siano più nazionalisti oggi di allora.
E questa "esterofilia" ha certamente una sua parte di responsabilità della scarsa presenza di Chario nei punti vendita High End italiani. Ma la maggiore parte della colpa è nostra. E' colpa della nostra filosofia aziendale, è colpa della nostra politica commerciale e distributiva. NON ABBIAMO MAI INDOSSATO LA TUNICA DA "GURU"..... perchè non fa parte di noi, è qualche cosa che esula dal nostro pensiero. Il percorso scientifico che abbiamo tracciato in questi 33 anni ci ha portato a soluzioni tecniche che, oggi, sono diventate patrimonio comune, riconosciute ed apprezzate dalla comunità scientifica internazionale, e regolarmente utilizzate da molte aziende concorrenti, sia dalle "Aziende Vere" (che in tutto il mondo si contano sulle dita delle mani di un falegname in pensione) sia dalle innumerevoli "Aziende Artigianali" (senza nulla togliere alla
categoria degli artigiani) che, spinte dall'amore per la musica e dalla passione per la riproduzione, realizzano le proprie creature "ad orecchio ", nel box di casa, seguendo i consigli del rivenditore "Guru" di turno. E, spesso, senza nemmeno sapere che ciò che "sentono" è l'inviluppo della risposta in frequenza dell'ambiente stesso.
E non sono pochi i rivenditori italiani di High End che prediligono spingere i prodotti delle aziende dotate di "bacchetta magica" e diffondere così il verbo del Guru che, in quel momento, è di turno.
Evidentemente, noi di Chario, che non abbiamo la bacchetta magica, nè la tunica da guru, non abbiamo sufficiente "appeal commerciale" per attrarre la loro attenzione.

Risponde l'ingegnere Mario Marcello Murace (M. M.), cofondatore della Chario nonché progettista.
Il fatto che siano i tre modelli di punta a pavimento non è ovviamente casuale. La più anziana della triade è Ursa Major, a seguire Serendipity fino alla nuova nata Sovran. Questo per spiegare che la filosofia di progetto che le accomuna, è antecedente e si perde nei ricordi del passato di un lontano 1986 anno in cui Chario offrì la tecnologia WMT™ che per la prima volta al mondo ed in esclusiva assoluta consentiva di:

- controllare l'energia sul piano verticale;
- integrare le medie frequenze senza accentuare l'effetto presenza;
- uniformare la sensazione uditiva nella zona di transizione tra vie adiacenti;
- ridurre efficacemente il mascheramento convertendo una sorgente complessa da puntiforme a distribuita.

Ulteriori perfezionamenti e studi dedicati alla percezione delle basse frequenze in piccoli ambienti, ci hanno condotto a formulare tesi originali in controcorrente con il buon senso comune, quest'ultimo largamente basato su errate interpretazioni o mancanza di una preparazione in psicoacustica ed acustica musicale da parte di moltissimi progettisti. Il risultato è sotto gli occhi e le orecchie di tutti, basta ascoltare senza pregiudizi, e soprattutto senza che alcuno spieghi che cosa Serendipity, Ursa Major e Sovran stanno facendo... qualunque cosa facciano è immediatamente riconoscibile e convertibile in sensazioni sonore concrete.

Una completa analisi dei concetti esposti risulta difficoltosa senza l'ausilio di termini propri della scienza audio, quindi consiglierei il lettore di sfogliare le pagine del nostro sito www.chario.it e leggere i PDF allegati ai vari modelli. Per spiegare brevemente e senza la pretesa di essere esaustivo, credo che gli enunciati seguenti possano essere un ottimo compendio per racchiudere trentatre anni di dedizione alla scienza della riproduzione.

Le ipotesi dimostrate in ambito scientifico sono le seguenti:

- La ripresa microfonica di un evento acustico complesso è un'operazione che introduce nativamente una distorsione spaziale (errore di layout), temporale (alterazione dei transienti), energetico (alterazione del rapporto originale pressione/velocità). La tecnologia a disposizione non è assolutamente in grado di porre rimedio, e se anche lo fosse rimarrebbe il nodo della perdita di informazione (aumento entropico) durante la trasformazione dal dominio acustico a quello elettrico e di nuovo a quello acustico (nella sala di ascolto).

- Le dimensioni dei grandi spazi dedicati alla musica (sale da concerto) non possono assolutamente essere scalati e convertiti in ambienti domestici, poiché non vi è modo di trasformare linearmente la scala temporale; in altre parole riducendo il volume di cento volte gli intervalli temporali non si riducono di cento volte, ma restano invariati, quindi i fenomeni energetici che originariamente avevano un senso musicale in un auditorium diventano letteralmente ridicoli nel salotto di casa...

-
Non esiste un unico driver a potenza acustica costante su tutta la banda audio, quindi è giocoforza ricorrere a sistemi a due o più vie. Ogni via risolve un problema e ne aggiunge due. Morale della favola, la coperta dell'Alta Fedeltà è irrimediabilmente corta.

Altre affermazioni di questo tenore purtroppo costellano il firmamento etereo dell'HI-FI, e non sarebbe utile elencarle poiché il quadro si farebbe via via più sbiadito fino alla perdita totale di certezze.
Ebbene, non tutto è perduto, l
a Scienza Psicoacustica ci viene in soccorso, perché quasi un secolo di studi in questo campo ci hanno fornito lo strumento per "aggirare" i limiti fisici e rendere credibile la riproduzione audio, almeno ad un livello largamente accettato come fenomeno culturale. Esiste un trucco... Il sistema percettivo umano è di una complessità sinceramente imbarazzante e noi ricercatori non abbiamo alcuna remora nel riconoscere i nostri limiti, ma per un motivo che ci sfugge esso è contemporaneamente estremamente ingenuo, nel senso che entro limiti ragionevoli è possibile ingannarlo, facendogli credere di sentire cose che nella realtà non esistono... spacciandole per vere. Esso infatti è dotato di una "intelligenza genetica" e si accorge quando tentiamo di prenderlo in giro, ma se lo facciamo per trarre piacere attraverso la fruizione musicale esso si mostra incredibilmente accondiscendente e finge di essere "sciocco" consentendo a noi umani di provare la strana sensazione di spiccare un salto spazio-temporale e di essere "tele-trasportati" in un auditorium nel momento in cui chiudiamo gli occhi e ci affidiamo al nostro sistema di riproduzione domestico.
Ripeto per i meno attenti, il nostro sistema percettivo sa perfettamente che gli stimoli acustici che riceve nulla hanno a che fare con la realtà, ma se noi dimostriamo a noi stessi di essere sinceramente interessati a vivere un'esperienza musicale e non semplicemente acustica, allora la nostra natura ci viene incontro, e ci consente di vivere "la fiction" della riproduzione audio.

Tutte queste cose sono il risultato di almeno settant'anni di ricerca, un nome per tutti il MIT di Boston, e coloro che venti o trent'anni fa hanno avuto la lungimiranza di intraprendere questo percorso formativo, si ritrovano oggi con un know-how che funge da serbatoio di teorie e da fucina di idee.
Chario Loudspeakers è tra questi privilegiati, per scelte aziendali ed etiche che hanno sempre anticipato i tempi, tanto che oggi il nostro punto di vista in materia di percezione non può essere ignorato da alcun concorrente... Il rovescio della medaglia, purtroppo, è che noi alla Chario sapendo benissimo ciò che si può fare e ciò che non si può fare,
non possiamo mentire a noi stessi ed alla comunità degli audiofili presentando progetti ridicoli, basati su assunti ridicoli, conditi con aforismi da guru last-minute. Oggi, un'azienda che basa la propria produzione su affermazioni circostanziate è un nemico pubblico, perchè fornisce alla persona comune, che si informa e naviga sulla rete, il paradigma per smascherare i prodotti fasulli...

HFG
Interessante e condivisibili i vostri concetti appena espressi. Spero di non essere considerato un guru, non da Voi ma da altri… HFG sin dalla sua nascita ha posto l'attenzione dei lettori sulla veridicità delle dichiarazioni tecniche da parte dei produttori. Succede, ad esempio, che il 95% dei costruttori di diffusori presenti nel mercato, dichiarino caratteristiche tecniche "entusiastiche", per non definirle fasulle…. Noi abbiamo provato le Ursa Major e attualmente stiamo provando le Academy Sovran e devo ammettere che per entrambi i modelli le caratteristiche tecniche da Voi dichiarate corrispondono a verità. Per questo Vi faccio i migliori complimenti: la serietà non si trova così facilmente. Come effettuate le misure sui vostri diffusori e quali sono secondo Voi le misure che più indicano la qualità del suono? 

M. M.
Grazie, accetto di buon grado i complimenti, in quanto la maggioranza dei nostri concorrenti, ha sempre dimostrato una preparazione alquanto discutibile a giudicare dalle definizioni delle caratteristiche tecniche, senza contare l'insopportabile protervia nel considerare stupidi gli acquirenti. A mia conoscenza non ci sono non più di cinque-sei aziende, e tutte rigorosamente "storiche" che quando scrivono sanno cosa dicono... Senza entrare nei particolari è sufficiente fermarsi a considerare alcuni concetti:

Impedenza nominale
Le normative IEC 268-13 prevedono che il minimo valore in banda audio sia al più il 20% inferiore al valore nominale: 3.2 per 4 ohm nominali e 6.4 per 8 ohm nominali. Esistono invece una miriade spropositata di sistemi dichiarati per 8 ohm nominali con (tra parentesi) il valore minimo che spesso si avvicina a 3 ohm). Evidente caso di falso commerciale perpetrato ai danni dell'acquirente per far credere che sia possibile l'abbinamento con amplificatori di potenza economici, ovvero tutti quelli (nessuno escluso!) che non possono erogare corrente su carico di 4 ohm. Stendiamo ovviamente un velo pietoso sugli Ohms.... quale uso al plurale dell'unità di misura (leggere il dato dei sistemi Chario);

Sensibilità
Quasi sempre confusa con l'efficienza per la quale è matematicamente necessario misurare la potenza acustica emessa, operazione questa non difficile dal punto di vista del calcolo, ma affatto banale da rilevare,
necessitando di una integrale sferico. Il dato di potenza acustica è correttamente dato solo per i sistemi professionali (quelli seri ovviamente), mentre per i sistemi di uso domestico questa grandezza è inutile, e deve essere sostituita dalla sensibilità ovvero dal livello di pressione acustica espressa in dB per 2.83V misurata ad un metro di distanza (o ad esso normalizzata) applicando ai morsetti di ingresso di ciascun sistema, rumore rosa tramite due generatori indipendenti e misurando CONTEMPORANEAMENTE il diffusore destro ed il sinistro. Questa ultima condizione è ineluttabile perchè moltissimi sistemi di altoparlanti sono realizzati talmente male che
le rispettive potenze acustiche vanno in netto conflitto dimezzando il dato di sensibilità nominale (leggere il dato dei sistemi Chario);

Potenza applicata
...qui siamo in piena concorrenza con la televisione di Stato... di tutto di più… A parte le definizioni in odore di frode commerciale, il novanta per cento dei dati è espresso in Watt RMS. Ma il valore RMS delle componenti di tensione e corrente, una volta combinate tra loro tramite il fattore di potenza forniscono il valore di Potenza Media (Average Power), ovvero un valore EQUIVALENTE CONTINUO per il quale l'espressione RMS è un non senso matematico. Troppi ingegneri in tutto il mondo mostrano questa lacuna teorica, ulteriormente aggravata, senza scusante alcuna, dal fatto che RMS è un attributo riferito ad una grandezza (potenza), e non alla sua unità di misura (watt). Ri-stendiamo ovviamente un velo pietoso sui Watts.... quale uso al plurale dell'unità di misura  (leggere il dato dei sistemi Chario);

Frequenza di taglio inferiore


(Continua a pagina 2)

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