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Italo Adami  1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14   

(Continua da pagina 8)

poi creati pensando alla curva fisiologica dell'orecchio umano, soprattutto alla sua perdita alle basse frequenze.
La maggioranza degli audiofili italiani vorrebbero azzerare o imbrigliare le basse frequenze, prendendo a riferimento quelle emesse da un minidiffusore con mid-woofer da 13 cm di diametro; tutto ciò che si ascolta in modo diverso da questa tipologia di diffusori sono "bassi di risonanza" e suoni inesistenti negli strumenti musicali.
Qual è il suo pensiero a tal proposito? Esiste ad esempio, la possibilità di confondere le note basse per risonanze e viceversa? Esiste un "trucco" che permetta all'audiofilo volenteroso - che conosce il suono del contrabbasso, dell'organo, del pianoforte, ecc. e li vuole riprodurre correttamente - per distinguere le risonanze dalle basse frequenze nella propria sala di ascolto?

I. A.
Lei, caro Direttore, mi pone questioni per rispondere alle quali debbo abusare della sua pazienza e di quella dei suoi lettori. Se  in questo momento fossimo assieme davanti ad un sistema di riproduzione stereofonico invece che  innanzi a due tastiere di computer, potrei più facilmente e brevemente illustrarle la mia opinione esemplificandola. Credo di riuscire senza difficoltà a distinguere le risonanze proprie di uno strumento musicale, sia da quelle del luogo di registrazione che da quelle del luogo di riproduzione. Potrei inoltre capire meglio la Sua idea circa la riproduzione delle basse frequenze. Così come la si può evincere dalla sua domanda direi che sono d'accordo con Lei. Tuttavia stiamo davanti ad un computer  ed è per me necessario articolare la risposta che le debbo.

Il fine (sano) di un sistema di riproduzione audio è l'ascolto della musica.
Per fare la musica occorrono esecutori, strumenti e luoghi. Per registrarla, locations e apparati di registrazione. Per risentirla,  sistemi di riproduzione che generalmente stanno in ambienti chiusi.

Il
suono degli strumenti dipende da come sono fatti, dai materiali adoperati per costruirli e, importantissimo, da chi li suona!
Gli esecutori sono molto attenti alle qualità sonore dei loro strumenti, al timbro, alla suonabilità, al sustain, ecc.. I più grandi

esecutori  possiedono più strumenti (per es., credo che Accardo abbia 4 o 5 violini di altissimo livello; alcuni fra i più noti chitarristi rock disponevano di più chitarre elettriche) perché essi,  con le loro differenti sonorità, offrono un più ampio panorama interpretativo. Ogni strumento suona diverso da un altro suo simile per il fatto che, prendendo ad esempio i cordofoni e gli archi, non esiste al mondo un pezzo di legno eguale ad un altro. Ogni pezzo di legno risuona a suo modo.
Il suono di uno strumento ad arco o di una chitarra acustica o classica, tenendo sempre presente che il modo di suonarlo conta tantissimo, è dato dalle corde e dal corpo dello strumento, che è un vero e proprio
risonatore che è lì per amplificare la scarsa energia che scaturisce dal vibrare delle corde. I migliori liutai sanno che il carattere dello strumento è dato, oltre che dalla tipologia del legno utilizzato, da come sono  distribuite le risonanze all'interno del corpo cavo dello strumento e, per questo motivo, adottano particolari metodi costruttivi (che si sono via via  evoluti). E' dimostrato che dentro questa cavità vibrante si sviluppano risonanze e cancellazioni (esattamente come in una stanza quando si ascolta musica riprodotta) che rinforzano l'energia di certe frequenze ed impoveriscono quella di altre. La ricchezza armonica e la "potenza"dei migliori strumenti sono generate dalla (quasi) omogeneità del loro modo di risuonare  nell'intero range di frequenze che sono in grado di produrre e dalla capacità, dopo il transiente d'attacco, di mantenere  vivo un suono  il più a lungo possibile  attraverso un decadimento energetico graduale. 
Tuttavia, anche quando uno strumento non fosse costruito in modo accurato o anche quando l'esecutore non fosse molto abile, il suono vero non ha i problemi di fase che ha il suono riprodotto ed è facile riconoscere un cattivo suono vero come dovuto allo strumento o al pessimo esecutore. Il suono vero, per quanto errato e sgraziato possa essere, non avrà mai ….gli "strani problemi temporali"  che affliggono il suono riprodotto in ambiente chiuso perché possiede sempre e comunque una sua totale coerenza, una suo logico legame col tempo musicale.

Uno strumento acustico come il violino, la chitarra, il violoncello, il contrabbasso, ma anche il clavicembalo o il pianoforte e molti altri, senza


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