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Italo Adami  1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14   

materia che però ha un'influenza formidabile sul suono, sia in fase di registrazione che di riproduzione stereofonica o multicanale, una materia che per me è divertente, affascinante ed infine...ddeterminante.

Ad iniziare a ragionare su questa materia mi ci sono trovato un po' per caso ed un po' costretto da eventi  apparentemente insignificanti molti anni fa.
L'inizio, il mio inizio, è banale, molto simile a quello di molti miei contemporanei. Ci siamo affacciati all'adolescenza, quando il mondo era un altro, non so se migliore, ma era un'epoca in cui usciva un capolavoro pop-rock al giorno, un periodo fecondo in cui dalla radio o dal magnetofono a cassette si ascoltava musica nuova della quale poi discutevamo a scuola. Passavamo le giornate ad ascoltare ed a  parlare di musica e dei suoi nuovi protagonisti: De Andrè, Dalla, Guccini, Deep Purple, Genesis, Who, Pink Floyd, Inti-Illimani, e tanti altri. Andavamo ai concerti quando potevamo.  Non pensavamo alla musica come ragione di vita. Avevamo altre cose da discutere e altre idee per il futuro.
Però la musica, quella musica,  ci stava ... segnando per sempre. 
Non eravamo ancora audiofili.

Non so perché, ma da quel periodo in poi il mio interesse per ciò che fosse legato al mondo della musica mi ha sempre coinvolto integralmente: conoscere la storia della musica, gli autori, gli esecutori, chi registra ed i modi per farlo, gli strumenti musicali. Per gli strumenti, in particolare per la chitarra, ho un vero e proprio amore feticista. Li trovo esteticamente attraenti, seducenti. Mentre, io che sono audiofilo, non collezionerei mai apparecchiature hi-fi per il solo gusto di vederle, vorrei avere una stanza dove poter esporre cordofoni, archi e fiati.  Entrando in un fornito negozio di chitarre come quello di Tomassone a Bologna o visitando la mostra dei liutai a Cremona, mi emoziono come un bambino per mano alla mamma alla fiera di paese.
A parte la mania per gli strumenti musicali, attualmente frequento una scuola triennale per chitarra (sono "fuori quota", ma ci provo) e, mediamente, vado ad una ventina di concerti all'anno oltre aì ascoltare musica dal vivo quando capita di dover collaborare a qualche ripresa  di suono, com'è anche recentemente accaduto per l'etichetta Fonè.


(Continua a pagina 2)

Italo Adami di Acustica Applicata

ITALO ADAMI
DI ACUSTICA APPLICATA
Di Francesco Piccione

PREMESSA

L'autunno scorso ho avuto il piacere  di intervistare una persona che negli ultimi anni ha dato un contributo fondamentale all'evoluzione dell'audio, in particolare all'acustica ambientale. Ritenevo doveroso effettuare questo colloquio che devo ammettere è stato molto divertente e costruttivo.
Buona lettura!

IL NOSTRO COLLOQUIO

Francesco S. Piccione, Direttore HFG (HFG)
Sig. Adami siamo lieti di ospitarla nelle pagine di HFG e la ringraziamo a nome di tutta la redazione e dei nostri lettori.
Molti nostri lettori sicuramente la conoscono già, ma è buona regola rinfrescare sempre la memoria. Eppoi occorre pensare ai giovani audiofili.
Lei scrive da tanti anni di acustica ambientale. Si presenti ai nostri lettori raccontandoci un po' di sè e di come è nata la sua passione per l'alta fedeltà.

Italo Adami, socio Acustica Applicata (I. A.) Direttore, desidero anticipatamente ringraziare lei ed i suoi lettori per l'attenzione  che mi riserva.
Ho 52 anni e da oltre 20 mi occupo di acustica, non di acustica civile, ma dell'acustica degli spazi chiusi dove si produce o dove si riproduce musica, ovvero di una materia piuttosto negletta, tenuta in disparte, al margine, una

 

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