HI-FIGUIDE | Guida italiana all'alta fedeltà esoterica ed hi-end internazionale | Rivista di approfondimento sui temi audio
Home Site Map Progetto Chi siamo E-Mail Tutto HFG!

HI-FIGUIDE TEST | DIFFUSORI ACUSTICI > SISTEMI  DINAMICI

Cerca

HI-FIGUIDE TEST > DIFFUSORI ACUSTICI

HI-FIGUIDE TEST
_______________________

Diffusori Acustici
_____________

Sistemi Dinamici

_____________

JBL Ti 10 k

1 | 2 |
3 | 4 


_____________




SISTEMI DINAMICI

JBL TI 10 K

1 | 2 | 3 | 4

Continua da pagina 2

è meglio possedere diffusori che mettono in evidenza le magagne delle diverse registrazioni, piuttosto che il contrario. Solo così sarà possibile entrare dentro l'essenza della musica e pazienza se la maggioranza delle nostre registrazioni preferite sono di pessima o di scarsa qualità.


13. Il test di ascolto

Sin dall'inizio i JBL Ti 10 K hanno mostrato un suono molto convincente, migliorando costantemente in rapporto all'avanzamento del rodaggio.
Il fatto di utilizzare trasduttori di alta qualità, li ha avvantaggiati non poco nell'esprimere la loro qualità sonora.

Un raro esempio di connubio ben riuscito

Subito colpisce la loro notevole trasparenza e velocità ed accuratezza della risposta ai transienti.
Questi JBL Ti 10 K in un batter di ciglio ti trasportano in un'altra dimensione, eterea, fresca, trasparente come l'aria presente al polo Sud.
Una trasparenza paragonabile a certi diffusori planari e dinamici di alta classe e ben altra categoria di prezzo. Ciò grazie all'adozione non solo del tweeters con membrana vibrante trattata in titanio, ma, soprattutto e come detto in precedenza, dall'utilizzo dei midranges a cupola rovesciata da 10 cm di diametro. Si nota che si tratta di diffusori particolari, con un incrocio posto a 1.000 Hz e servito dal giusto trasduttore.

Ne consegue un dettaglio e trasparenza, mai accompagnate da fatica di ascolto.
Si tratta di uno dei rari esempi di connubio ben riuscito tra suono elettrostatico (
o planare in generale) e suono dinamico.
Del planare si ha la trasparenza del suono, il suo dettaglio, la sua risposta ai transienti. Del dinamico possiede la potenza, la quantità di microarmonici, la naturalezza, il suo corpo.

Peccato non averli potuti posizionarli come volevo, sarebbero stati formidabili.

Spazialità

Colpisce immediatamente anche la spazialità del suono.
Nella sala di ascolto, i diffusori scomparivano quali sorgenti sonore, restituendo una spazialità che mi è rimasta impressa fino ad oggi. Il tweeter in titanio, emettendo realmente sino a 30.000 Hz, dona alla riproduzione una spazialità in 3D di rara bellezza. Più di una volta mi sono sorpreso nell'ascoltare particolari provenire dalla mia destra o sinistra. Non è da tutti riuscire a fornire una simile immagine sonora: dettagliata, precisa ed ampia.

Chiaramente il contributo a questa strepitosa prestazione non è data solo dai tweeters: tutto il diffusore partecipa al risultato, a partire dalla conformazione del suo cabinet.
Ciò vuol dire, che questi JBL Ti 10 K mettono in evidenza ciò che è contenuto nella registrazione e la tecnica di ripresa utilizzata. La classe sta in questo: non inventare una spazialità o immagine sonora che non esiste nella realtà della registrazione.

Voci

Le voci si mostrano trasparenti e prive di risonanze evidenti.
Diane Schuur nel CD della GRP, accompagnata dalla Count Basie Orchestra è grintosa, vivida, graffiante, ma sempre naturale.
Anche nei pieni orchestrali, a livelli di pressione acustica elevati, ma sempre nell'ambito della riproduzione domestica, la sua voce mantiene le sue caratteristiche prima descritte, senza sbavature.

Sara K., ad esempio, si mostra in tutta la sua mielosità, ricca di sfumature, ma naturale, con il suo caratteristico timbro che in certe occasioni sembra leggermente nasale.

Questi diffusori sono talmente ben riusciti, che eventuali vibrazioni e risonanze non emergono in modo tale da inquinare il suono e introdurre qualche negativa caratteristica sonora.
Il midrange alto ha un suono pulito, paragonabile a quello di un trasduttore planare, ma senza averne certe idiosincrasie.
Il midrange basso, invece, contribuisce a dare fisicità alle voci, senza scurirle, grazie ad una membrana vibrante ad alta tecnologia e priva di fenomeni di break-up. Inoltre, entrambi i midranges lavorano in ambienti separati e chiusi e ciò favorisce il loro smorzamento e controllo.
È anche per queste ragioni che, sia le voci maschili che quelle femminili, possiedono un corpo, una dimensione fisica, come solo certi diffusori dinamici riescono a restituire.

Quindi, oltre alla qualità timbrica, vi è anche la sostanza, la fisicità delle voci e, di conseguenza, la naturalezza. Parametri che li ritroveremo anche negli strumenti musicali, più semplici da riprodurre, rispetto alle voci.

La velocità dei fraseggi effettuati dai diversi cantanti nei diversi generi musicali, rivela la sempreverde attualità di questi diffusori acustici, che perciò mai potranno essere considerati vintage o obsoleti, soddisfacendo sempre l'Audiofilo che col tempo affina la sua capacità di ascolto.

10. Domestico o professionale?

Si tratta, però, di diffusori per uso domestico.
Non fatevi trarre in inganno dal fatto che si chiamano JBL.
I diffusori adatti per l'uso professionale o anche solo per organizzare delle feste da ballo, festini con orge o per le discoteche, sono completamente diversi da quelli esoterici e hi-end.

Per ottenere elevate prestazioni sonore, le membrane vibranti devono essere leggere, realizzate con materiali tecnologicamente avanzati, etc..
Nulla a che vedere con i pesi da diversi etti di prosciutto delle membrane utilizzate nei trasduttori professionali. Un midrange professionale, infatti, avrebbe un diametro da 25 cm e la sua membrana di cartone peserebbe circa 200 grammi… Persino sono progettati per coprire delle notevoli distanze, non certo per i circa tre metri dove si trova l'Audiofilo.

Inoltre, la sonorizzazione dei locali da ballo, discoteche, etc., richiede una maggiore potenza da parte dell'amplificatore; di conseguenza, occorre che sopportino molta più potenza e ciò richiede una costruzione massiccia, non certo leggerissima ed afona.
Alcuni ignoranti ed ottusi lettori di HFG©, sono diventati ex, perché semplicemente non hanno compreso questa differenza: uso domestico ed uso professionale, ossia due diversi approcci e funzionalità.

Questi JBL Ti 10 K, quindi, anche se sono delle JBL non sono dei diffusori professionali, ma adatti per la corretta riproduzione del suono in ambito domestico. Perciò, sono progettati non per fare rumore o per suonare a livelli di pressione acustica assolutamente fuori norma!

Per concludere una diatriba ventennale e per essere definitivamente chiari, il riferimento dei veri Audiofili è il livello di pressione acustica del pianoforte acustico posto all'interno della sala di ascolto di un Audiofilo, durante il forte orchestrale.
Oltre questo livello di pressione, si è solo dei "rumorofili" o "discotecari".


11. Inserimento in ambiente

Il loro collocamento non è stato molto difficile ed in un certo senso obbligato dalla conformazione dell'ambiente dove è avvenuto il test.
Sono stati, quindi, sistemati, dopo ripetute prove, ad una distanza non inferiore ai 50 cm dalla parete di fondo. Data la conformazione dell'ambiente ed il tetto a scendere verso una parete laterale sinistra, la distanza da questa non era identica a quella di destra, ma differente. Tale asimmetria (
l'unica che concepisco), ha contribuito fortemente nell'espressione delle loro prestazioni, a tutt'oggi decisamente superiori rispetto ai diffusori che gli sono subentrati.

Inoltre, altre prove in altri ambienti di ascolto di differenti dimensioni, hanno evidenziato il fatto che è possibile ascoltarli efficacemente a distanze ravvicinate ed in ambienti più piccoli.

Il punto di ascolto, invece, è stato posto a circa 3 metri dai diffusori e parecchio distanziato dalla parete posteriore.

Infine, entrambi sono stati leggermente orientati in modo millimetrico e perfettamente speculare, verso il punto di ascolto.


12. Condizioni del test

Il sistema HI-FI a cui sono stati collegati, è quello indicato nella prova di ascolto di Roberto Rubino.
Si tratta di componenti che abbiamo già recensito:

  • lettore digitale: Lector 0.5T;
  • preamplificatore: Audio Research SP 9;
  • finale di potenza: Melos TM 90 ST, stereo a valvole.

I JBL Ti 10 K sono stati sistemati sul pavimento tramite i suoi piedini di appoggio. Quindi, il test si è svolto senza l'ausilio dell'esperienza maturata sul contrasto alle vibrazioni e risonanze, perché il proprietario non crede a queste cose.
Ne consegue che tutto il sistema HI-FI poggia sui ripiani in modo tradizionale ed è sistemato su un tavolino di scarsa qualità.

Ovviamente, i diffusori sono stati previamente rodati a lungo con la tecnica in voga presso gli elettrotecnici (
così si faceva prima della scoperta del Massage Disc©).

È noto, infatti, che i diffusori ben rodati suonano diversamente rispetto a come sono conosciuti. Specialmente i diffusori che hanno altoparlanti di alta qualità, come questi JBL (
peccato non averli e non poterli "massaggiare" col rivoluzionario Massage Disc©: andrebbero molto meglio…).

I dischi utilizzati per il test sono in parte quelli indicati nella prova di Rubino ed in parte i miei soliti. Ricordo, ma sembra che parli al vento, che le loro registrazioni devono essere di eccelsa qualità!
Effettuare i test utilizzando sempre gli stessi CD è a volte molto noioso, ma permette di svolgere le prove in modo esauriente ed affidabile.
Sono sempre stato dell'idea, che in trent'anni si è rivelata più che corretta, quasi una profezia, che

Continua a pagina 4


All Rights Reserved ® Copyright © | Francesco Piccione | 1998/2018