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PREMESSA
Scusate la mia premessa, ma dato il carattere e la natura della recensione è pressoché doverosa. Ormai tutti voi sapete che "Alla Ricerca dell'Oggettività negli Ascolti" è la rubrica di punta, insieme a "Strumenti Sonori", di Hi-FiGuide, specie se la recensione è curata da me personalmente. E proprio su questo punto che vorrei attirare la vostra attenzione.
La recensione in oggetto oggi, verte su un cd Velut Luna allegato ad Audiophile Sound, ed è curata da Gian Luca Marchetti. La genesi di questa recensione ha origine complessa. Sin dall'uscita del cd, trascorso il periodo di tempo necessario per appurare se lo stesso è di buona qualità (Standard Minimo) è iniziata una fitta comunicazione tra me e Gian Luca, che ha coinvolto anche Rubino e Cotzia, allo scopo di verificare le nostre impressioni di ascolto. In particolare l'argomento di discussione verteva su punti ben precisi del cd, dove l'effetto sonoro era particolare o dove non si era sicuri dello strumento musicale in azione. Ne consegue una recensione a dir poco straordinaria, ad opera del bravissimo Gian Luca, che in tutte le occasioni, dico in tutte, in cui non era sicuro al 100% delle sue impressioni di ascolto, cercando conferma si è accertato che non ne ha sbagliata nemmeno una.
Io leggo riviste audio dal 1978, per cui mi rendo subito conto della qualità del recensore. Dirigendo adesso HFG mi accorgo di quanto non sia facile e di quanta attenzione occorre avere per ottenere buoni frutti. Quest'opera proietta Gian Luca Marchetti nel novero dei Magnifici Giornalisti Audio, circolo alquanto ristretto, numerabile, come dice l'Aloia, nelle dita di un vecchio falegname, di cui diversi sono nel mio staff. Qualcuno è stato anche oggetto di tentativo di sottrarlo a noi. Sono orgoglioso di avere Gian Luca nella redazione di HFG e credo in tutta sincerità che ci delizierà ancora con altri suoi scritti. Intanto leggete e godetevi la recensione di questo splendido cd.
Francesco S. Piccione
LE QUATTRO STAGIONI di VIVALDI e LE CUATRO ESTACIONES di PIAZZOLLA
La recensione di questo CD ha rappresentato per me un'esperienza molto interessante, addirittura istruttiva: mi ha permesso, infatti, di appurare con assoluta certezza che è possibile eseguire registrazioni di musica classica ad alto livello, fatto purtroppo non comune nel panorama discografico attuale. L'altra riflessione che mi è sorta spontanea è che, probabilmente, i margini di miglioramento del "vecchio" CD sono tali che per avere un reale miglioramento della qualità dei nostri ascolti basterebbe maggior cura in sede d'incisione, senza doversi per forza avventurare nel campo del DVD o DSD che dir si voglia. Sospetto, infatti, che la maggior parte degli appassionati di musica, me compreso, potrebbero tranquillamente essere ingannati e convinti di avere tra le mani un "nuovo formato" semplicemente avendo a che fare con semplici CD registrati a "regola d'arte". Vedremo......
Intanto, avrete capito che il CD in oggetto è registrato veramente bene. Per questo motivo, nell'occasione ho deciso di assegnare un giudizio unico a tutti i brani, ritenendo che le differenze riscontrabili tra le varie tracce siano da attribuire soprattutto alla caratteristica dell'esecuzione. Il giudizio complessivo è un bel +++\++++ che, probabilmente, potrebbe essere un ottimo in assoluto se il parco discografico in mio possesso per il confronto fosse più ampio. Vi rimando alla lettura di Audiophile Sound per maggiori informazioni sul CD.
Prima di passare all'esame traccia per traccia, Vi anticipo che la registrazione di questo CD è caratterizzata da un buon soundstage, da ottimo dettaglio, bella dinamica, splendido timbro e musicalità. Ritengo addirittura troppo schematico e freddo presentarvela come se si trattasse di un razionale resoconto, infarcito di riferimenti al preciso istante in cui una particolare sensazione sonora è stata catturata dalle mie orecchie. Per questa caratteristica della mia recensione mi scuso, ma spero che capiate il mio intento di rendervi possibile la valutazione della resa del vostro impianto in particolari momenti, che è, in fondo, uno degli obiettivi che ci proponiamo noi di Hi-FiGuide. Quindi un consiglio: leggete la mia recensione, valutate cosa restituisce il vostro impianto di tutto ciò che di bello è inciso in questo CD, dopodiché lasciatevi trascinare dalla bellezza della MUSICA che state ascoltando!
Ah, dimenticavo! Attenzione che i solisti si muovono letteralmente, in alcuni passaggi, sulla scena sonora: è quindi normale notare slittamenti a destra o sinistra rispetto alla posizione preminente. Ritengo che tali spostamenti possano risultare in parte evidenti secondo il posizionamento dei diffusori e della capacità di risoluzione degli stessi.
Per conoscere i componenti, le caratteristiche del mio impianto stereo - che nell'occasione ha come finale l'Aloia ST 14.01 - e del mio ambiente d'ascolto, potete vedere la mia recensione presente nella sezione "Impianti Completi".
Le Quattro Stagioni di ANTONIO VIVALDI
Brano 1 La Primavera- Allegro Brano molto dinamico, con ottima focalizzazione degli strumenti, cosicché il palcoscenico sonoro risulta ben scolpito sul piano orizzontale, con profondità donata dalla presenza sul centro destra del clavicembalo. Il dettaglio è ottimo, per questo l'esecuzione risulta molto incisiva. Il suono del violino solista risulta difficilmente localizzabile in un punto ben preciso, ma sembra shiftare da destra a sinistra (tra 0.38 e 1.05 il movimento è netto). I violoncelli ed il contrabbasso sono invece ben localizzabili nello spazio sul centro destra: essi risultano incisivi e presenti, anche se mai protagonisti. Il timbro dei violini è bello, incisivo ma non aggressivo. Il clavicembalo risulta ben a fuoco. L'assolo del violino dal minuto 1.53 è un esempio di ottima registrazione di questo strumento: c'è tutto, dall'equilibrio timbrico al dettaglio, molto buono ma non tale da togliere il giusto calore all'esecuzione. Il tutto è impreziosito dall'esecuzione orchestrale, con i violini in evidenza ed i violoncelli ed il contrabbasso che contribuiscono a disegnare un'immagine sonora corposa..Bello il dialogo trai due violini solisti tra 2.20 e 2.40 circa: sfido chiunque a non vederli materializzati di fronte ai propri occhi,......naturalmente se l'impianto lo permette........E che dire al minuto 3.10 circa del sottofondo creato dal violoncello all'assolo del violino al centro (con lievi spostamenti a destra e sinistra).
Buona la corrispondenza tra la mia recensione e quella di AS, con l'eccezione della localizzazione del violino solista, a mio avviso meno netta di quanto dichiarato nella rivista.
Brano 2 La Primavera- Largo La viola al centro ha il timbro caldo della...viola! Bello il sottofondo creato all'assolo del violino sul centro sinistra. Al minuto 1.20 circa il solista lo troviamo spostato sulla destra. E la viola, prevalentemente sul centro destra, siamo proprio sicuri che non si sposti un po' a sinistra?. La caratteristica che colpisce in questo brano, al di là della bontà generale dei parametri analizzati per investigare la qualità della registrazione, è indubbiamente la presenza di movimenti evidenti degli esecutori sulla scena sonora. Buona la corrispondenza tra la mia recensione e quella di AS, con l'eccezione della localizzazione del violino solista e della viola,a mio avviso meno netta di quanto dichiarato nella rivista.
Brano 3 La Primavera - danza pastorale, Allegro L'inizio del brano presenta una novità: l'impatto dell'esecuzione del contrabbasso a destra, con il tutto sormontato dall'organo a partire da 0.55 circa.Bello l'assolo del violino a 0.45, molto dettagliato e ricco di armoniche. Tra 1.07 e 1.11 circa l'organo ed il basso dialogano all'unisono con il violino solista al centro: tutte le gamme sonore sono interessate, in un amalgama veramente buono. Circa al secondo minuto, i bassi sulla destra e l'organo creano un tappeto sonoro che risalta l'esecuzione dei violini e del solista. A 2.40 circa entra l'organo, delicatissimo sullo sfondo ed armonizzato al suono dei contrabbasso e dei violoncelli sulla destra.
(Continua a pagina 2)
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