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24 HOURS OF LOVE
Il Cd oggetto del nostro approfondimento, sempre allo scopo di verificare l'esistenza di parametri oggettivi a tutti coloro che ascoltano questo cd, è stato realizzato da una giovane etichetta discografica, che in pochi anni ha saputo imporsi all'attenzione degli audiofili di tutto il mondo. Si tratta dell'Americana Chesky Records. Per saperne di più consiglio la lettura della rivista Audiophile Sound in cui troverete il cd allegato.
Del compact disc posso dire che si tratta della raccolta di brani provenienti da cd diversi, realizzati in posti e tempi diversi sempre dalla Chesky. In questo modo è possibile farsi un'idea sulla qualità delle registrazioni e valutare l'opportunità di acquistare il cd contenente il vostro brano preferito. Per quanto riguarda il contenuto musicale, quasi tutti i brani sono cantati da soliste di buona fama e tutte vecchie conoscenze per noi audiofili: Sara K, Carla Lother, Rebecca Pidgeon (toh, un piccione americano…), Ana Caram, Badi Assad (notare la foto di copertina del suo cd!!!), Kelly Flint. Ognuna di loro con precise peculiarità sonore facilmente riconoscibili che permettono di affibbiare loro dei soprannomi scherzosi che rendono bene l'idea. Ad esempio "La Selvaggia " per Sara K e "The Sensual" per Kelly Flint.
La qualità media delle registrazioni dei brani contenuti in questo cd è nella media Chesky, perciò alta. L'appunto più importante risiede nell'eccessiva ricerca del riverbero ambientale, attuata in diversi brani, che se rende bene l'idea dell'acustica dell'ambiente, spesso si perde in definizione e qualità. Infatti quando la registrazione riesce bene, i risultati rasentano lo straordinario. Infatti in questo CD troviamo due perle di registrazione, tanto da fissare un nuovo riferimento nella qualità suprema da parte del brano inedito, ossia il numero 10, cantato proprio da Kelly Flint. Non mancano delle delusioni ed addirittura un'autentica sorpresa che lascio svelare solamente dopo attenta lettura.
Il CD come sempre è stato ascoltato a lungo, in diverse condizioni e con tre impianti diversi, i soliti, terminati con altrettanto diffusori diversi. Ma ho potuto ascoltare questo cd anche con un quarto impianto, stavolta nuovo terminato con un diffusore Celestion. Si tratta dell'impianto di Roberto Rubino, ancora in fase di messa a punto. Anche con questo ennesimo impianto, le prestazioni sonore del CD coincidono, nel senso dell'oggettività, con i risultati esibiti dagli altri impianti.
Analizziamo, adesso, il cd brano per brano, confrontandolo con la recensione di AS. Per una maggiore comprensione è opportuno dotarsi della rivista.
Brano 1 Ball 'n Joint - Sara K Questo brano è tratto da un cd che io conosco bene in quanto in possesso del nostro Roberto dal titolo: "No Cover". Il suono del brano 1 non è ben riuscito, con il basso in primo piano un po' gigante e tronfio, voce arretrata non molto naturale, alti asciutti, smagriti pur se presenti. Tutto sommato, difetti a parte, la registrazione si erge dalla media generale. Il brano in ogni caso rispetto a quelli presenti nel cd da cui è stato estratto non è tra i migliori. Basta ascoltare il n. 12, veramente straordinario ed anche il n. 4 è veramente eccellente. La recensione del brano effettuata da Italo Adami, calza perfettamente con quanto da me ascoltato, con piccole variazioni. Il problema principale risiede nel riverbero del locale, la Chiesa di San Pietro a New York, abbastanza eccessivo, anche se controllato maggiormente rispetto ad altro brano di questo cd. Per cui i suoni non sono precisi, ma se si è dotati di ottimo impianto non è confuso. Ed è questo il parametro che innalza la votazione finale. Voto: BB+
Brano 2 I Couldn't Change Your Mind - Sara K Con questo secondo brano, si volta pagina. Siamo, infatti, in presenza di un autentico capolavoro in fatto di registrazioni musicali. La voce di Sara K impressiona per veridicità ed analiticità. Ad impianto caldo la risoluzione è tale da scendere sino alle più recondite sfumature. Anzi per farla breve, sta cantando una donna, e di essa sentirete chiaramente il richiamo sessuale, tanta è la qualità della registrazione. Immaginatevi lei con un bel vestito corto di colore rosso, tacchi a spillo, che canta seduta ed a volta sdraiata sopra un pianoforte: ecco questa è la sensazione che questo brano restituisce. Gli strumenti sembrano finti a confronto con la voce, ossia non essendo in carne ed ossa, rendono perfettamente l'idea dello strumento musicale. Una stupenda registrazione. Per quanto riguarda il confronto con quanto si legge su AS, devo dire che non sono d'accordo su quanto scritto nelle sua parte iniziale. Tutta questa gran spazialità non sembra esistere nemmeno con gli altri impianti. Viceversa siamo in presenza di un soundstage sonoro corretto dove ogni strumento è perfettamente posizionato al suo posto. Il fatto che la recensione s'incentra esclusivamente sulla spazialità senza un accenno alla voce, mi ha lasciato alquanto perplesso, ma ciò può essere facilmente spiegato da un fatto: sicuramente la voce non è restituita dall'impianto in possesso del Cecchini con la dovuta risoluzione. Voto: Stato dell'Arte Assoluto AAA+++
Brano 3 Jaelish - Carla Lother Con questo brano si ritorna alla normalità. La registrazione in pratica risente di una costrizione e ricchezza di risonanze nei momenti di pieno orchestrale, in particolare quando canta il coro. Tale effetto si nota maggiormente ad impianto freddo ed in assenza dello stabilizzatore del cd. E' questo il difetto fondamentale. Per il resto niente da segnalare tranne la parte iniziale del brano che si apre con la percussione del tamburo, la cui vibrazione della pelle è ben restituita. Leggendo la recensione su AS, noto che la tecnica di registrazione utilizzata in questo caso, fa uso del nome "Surround", al che mi è subito venuto in mente che la costrizione descritta all'inizio è tipica di tutte le registrazioni legate a quel nome: ovviamente esagero…. Anche questo brano è stato registrato nella chiesa di San Pietro ed il risultato non mi sembra tanto diverso da quello ottenuto con il primo brano. Ben cosa diversa è la dinamica. La voce della Lother, pur non essendo così reale come quella presente nel brano precedente, spicca nei momenti di massima espansione sonora. In questo caso il suono sembra essere particolarmente, e stranamente, pulito. Per il resto nulla da eccepire su quanto dichiarato da AS. Voto: BB+
Brano 4 The Lake - Carla Lother Decisamente migliore è questo brano, dove l'ambiente non occupa una posizione predominante per cui gli strumenti ed esecutori trovano il loro giusto spazio. La voce è di buona qualità, pur presentando qualche punta di finzione soprattutto nella parte alta dello spettro. Nulla da dire sulla restituzione degli strumenti musicali. Solamente il contrabbasso risente di una restituzione sonora non molto felice. In pratica, pur essendo svincolato dai diffusori, soffre di qualche punta di indurimento che lo limita non poco. Tale difetto si presenta però esclusivamente quando suonato nella sua parte più bassa dello spettro sonoro, lasciandolo intatto nel resto della gamma di frequenze. Sono perfettamente d'accordo con quanto riportato da AS. Voto: BBB
Brano 5 Fhear a bhata - Rebecca Pidgeon La ripresa della voce ravvicinata è il tratto saliente di questo brano. Complice un livello di registrazione più elevato degli altri rende questo brano non molto felice. La voce non è molto pulita ma nemmeno sgraziata. Di essa potrete ascoltare tutti: presa di fiato, spostamenti del capo e… sputacchiamenti. In ogni caso, l'eccessivo gigantismo della voce è causa del basso voto attribuito al brano. Nessuna nota di rilievo è compiuta da AS. Ritengo inoltre infelice la scelta di questo brano: sicuramente all'interno del cd di provenienza non sarebbe mancato brano più adatto. Voto: CCC+++
Brano 6 24 Hours of Love - Rebecca Pidgeon E' questo il brano che ha dato il titolo alla raccolta di brani contenuti in questo Chesky. Ecco un brano niente male come qualità (Continua a pagina 2)
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