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ALLA RICERCA DELL'OGGETTIVITA' NEGLI ASCOLTI
CONFRONTO DI ASCOLTI EFFETTUATI DA DIVERSI SOGGETTI


DATA PUBBLICAZIONE
05/12/1999

FOTO

MARC COPLAND
BLUE IN GREEN
CD Savoy/Denon allegato ad Audiophile Sound n. 6

BLUE IN GREEN

Eccoci così giunti, dopo tanta attesa, al nostro secondo appuntamento con la nostra Ricerca dell'Oggettività negli Ascolti. Brevemente per riassumere, questa consiste nel verificare se esiste uniformità di giudizi e prestazioni di un unico CD alle prese con impianti diversi, confrontato anche con la recensione effettuata dalla rivista a cui il cd è allegato, in questo caso Audiophile Sound. Su quest'ultima, nel caso vogliate saperne di più, vi rimando alla mia breve descrizione effettuata al tempo della prima prova-confronto.

Il cd di oggi è della Denon/Savoy Jazz, note etichette di qualità, con raccolta di brani presenti in altrettanti cd. Con questo sistema si ha la possibilità di conoscere il contenuto musicale oltre alla qualità tecnica dei diversi cd, in modo da decidere se acquistarli per nostro piacere o meno. Il cd è dedicato a Marc Copland, noto jazzman cui vi rimando alla rivista AS per saperne qualcosa in più. Troverete anche due brani con le performance vocali della nota cantante Ethel Ennis.

La registrazione del cd rientra nella famiglia delle iper-trasparenti, perciò molto aperta a scapito del basso, un poco leggero, ma non si rivela particolarmente sgradevole e nemmeno entusiasmante. Infatti la risoluzione non è molto elevata, specie in gamma bassa dove tutti i contrabbassi presenti nei diversi brani, non spiccano certo per l'imperiosità tipica di questo strumento. Dal punto di vista musicale i brani con esclusione dei nn. 5 e 7, non rientrano nella categoria dei miei preferiti. In ogni caso il cd ha diversi punti a suo favore, come l'ottima spazialità, dove non si notano mai le torri dei bassi svolgere funzione di prime donne e la decisa bontà globale delle diverse registrazioni. Un cd che ci servirà sempre, nel caso vogliamo fare dei confronti o prove, come ad esempio il controllo della fatica d'ascolto con alcuni brani ed in alcuni impianti.
Come sempre consiglio di seguire la mia recensione in parallelo con quella effettuata da Audiophile Sound a cura di Daniele Cecchini, di cui non conosco la composizione del suo impianto.

Il cd è stato ascoltato con il mio impianto e con quello di altri due miei collaboratori, uno terminato con ESB 7/06 II e l'altro con Magnepan MG 2.7.

Brano 1
Softly As In A Morning Sunrise
Questo brano è particolarmente gradevole sia dal punto di vista musicale che tecnico. Si lascia soprattutto apprezzare verso la fine in occasione dell'assolo della batteria (intorno a 5.00). Il tintinnio dei piatti si fa particolarmente apprezzare pur non raggiungendo vette elevate di qualità. La batteria nel suo complesso è ben registrata, anche se nella gran cassa un poco mitigata, ma rientra perfettamente nell'ottica della registrazione. Nel confronto con la recensione con AS non vi è nulla da eccepire, tranne le lievi differenze più imputabile alle diverse rese soniche dei due impianti che alla soggettività.
Voto: BBB+++

Brano 2
Not A Ballad

Veramente gradevole l'inizio di questo brano tratto dallo stesso cd d'origine del primo brano. I piatti sembrano realmente presenti e soprattutto fluidi: in pratica succede con alcune registrazioni che i tweeter sembrano aggrippati. Non con questo brano, pur se una leggera traccia di sporco deve essere rivelata. Il contrabbasso, per converso, soffre di eccessivo smagrimento, ma come detto all'inizio, fa parte della filosofia di registrazione. Sembra più suonato con le corde che con la cassa armonica, ma vi è da notare che nonostante questo non s'impunta risultando sciolto nell'esecuzione. Veramente bello il pianoforte. Buona dinamica, microcontrasto non da record ma sufficiente. Il pieno è perfettamente bilanciato, mai sporco  o confuso. Il brano è comunque registrato meglio del precedente.
Il confronto con la recensione di AS non rivela discostamenti degni di nota tranne il caso del "contrabbasso che arriva dritto in faccia": nulla di tutto questo succede, anzi pur nell'ottica di un leggero miglioramento, la spazialità è maggiore del brano precedente.
Voto: A

Brano 3
If I Should Lose You
Il brano inizia con il pianoforte accompagnato dal piatto, con successivo intervento della chitarra. Il piatto denota una grande qualità. Meno bene la chitarra che appare offuscata (felpata) ed altalenante (cangiante). Il brano soffre di scarsa risoluzione e bassa dinamica, che non fa certo un campione di riferimento. La sua eccessiva durata ci porta a considerare un errore l'inserimento di questo brano nel cd. Con 9 minuti circa ci potevano entrare tre brani, magari tratti da altri cd che ci avrebbero permesso di scrutare nuovi orizzonti. Gli assoli degli strumenti si caratterizzano per una scarsa risoluzione e totale smagrimento della gamma bassa. Ne fa le spese il contrabbasso privo della sua gamma bassa. La batteria, priva di verve anche se molto bella nei piatti. Il pianoforte troppo striminzito.
Il confronto con la recensione di AS non mostra segni evidenti di discordanze, tranne nel giudizio favorevole.
Voto: CC

Brano 4
Au Privave

Questo brano è tratto dallo stesso cd del precedente. Pur tuttavia mostra dei chiari sintomi di diversità, pur nell'ottica della bassa risoluzione e bassa dinamica: tutto sembra molto uniforme, anche se ad un livello più alto. I piatti sono sempre presenti, ed il resto degli strumenti esattamente come nel brano precedente, tranne la chitarra, decisamente più presente ma anche più "rompi". Il pieno orchestrale soffre di una lieve compressione, che a tratti consiglia di abbassare il livello del volume. Per il resto confermo pienamente la recensione di AS.
Voto: CC++

Brano 5
Blue In Green

Questo brano è uno dei miei due riferimenti di questo cd. Il suo equilibrio è sulla falsa riga degli altri: leggermente spostato verso gli altri. Ciò favorisce la bella trasparenza offerta da questo brano con un duetto dei fiati in cui chiaramente si distinguono nettamente i diversi attacchi e rilasci. Molto bello anche il pianoforte e la solita batteria. Il contrabbasso è ricco di risoluzione ma sempre nell'ottica della timbrica offerta dalla Savoy: possiamo certo dire di essere presenti dinanzi ad un contrabbasso alla "Denon" opposto a quello alla "Telarc".
Per il resto nulla da segnalare riguardo alla recensione di AS, segno che questa è ben fatta. Solamente una cosa: il brano è migliore di come viene presentato.
Voto: A+++

Brano 6
I Got Rhythm

Anche questo brano è tratto dallo stesso cd del brano precedente. Al contrario del precedente, essendo il brano musicale più movimentato, qualche lieve imperfezione si coglie, soprattutto in termini di fluidità e di dinamica, non molto elevata. Se i brani musicali sono tranquilli, tutto procede bene, viceversa tutto tende ad indurirsi mettendo in mostra la non buona dinamica che caratterizza l'intero cd, costringendo in alcuni casi ad abbassare il volume. Buoni gli assoli, in particolare la batteria sembra più sveglia delle altre volte.
Voto: BBB++++

Brano 7
God Bless The Child

Il brano inizia con la voce della Ennis. Questa, per tutta la durata del brano, è al limite tra la buona e la brutta registrazione, complice tutta la ripresa oltre che al microfono utilizzato. Quando la giornata è no, la voce è a tratti, specialmente nel forte, vetrosa. Nonostante questo occorre segnalare il controllo totale delle sibilanti, che ne fanno un vero gioiello. La risoluzione è infatti sui buoni livelli, permettendoci di apprezzare sottili sfumature, anche se il fiato della cantante non è molto evidente: insomma niente risucchi nel momento in cui prende fiato. Gli strumenti musicali che accompagnano la voce sono al livello del brano n. 5. Un plauso particolare va al brano, sicuramente il più bello del cd.
Nulla da eccepire nella recensione di AS, anche se non sarei così categorico riguardo la presenza della voce.


(Continua a pagina 2)

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