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L'ASSASSINO E' SEMPRE IL MAGGIORDOMO? DI ALDO…
Egr. Direttore,
ho acquistato dei diffusori ProAc Response 1.5, da inserire allo stato in un catena attualmente composta da:
lettore e amplificatore Arcam cavi di potenza e segnale MIT
da "upgradare" successivamente per motivi di budget.
L'ambiente d'ascolto non è particolarmente ampio (5x4) ed è abbastanza assorbente (libreria alle spalle dei diffusori, tappeti, tende alle finestre, parquet e divani) ma molto irregolare. Ascolto in prevalenza jazz e classica ed in misura minore pop.
Vorrei acquistare (usati per circa tre milioni) un pre e finale Copland.
Non mi lamento del suono attuale (sufficientemente profondi e fermi i bassi, realistiche le medie, dettagliati gli alti) ma mi piacerebbe un suono un po' più grande e coinvolgente (un filo di calore in più?).
Che dice potrebbe essere la soluzione una amplificazione valvolare quale quella indicata? Oppure ho sbagliato tutto e i diffusori non sono in grado di offrirmi il suono che volevo quale che siano i componenti a monte (insomma l'assassino è sempre il maggiordomo come in ogni giallo che si rispetti)?
Grazie
Aldo…
Risponde Francesco S. Piccione
Egr. Sig. Aldo,
occorrerebbe indagare l'origine del suo desiderio di un suono più ampio e caldo e la causa della provenienza del suono un po' più piccolo e freddo.
Tendenzialmente la sostituzione delle elettroniche apporta pochi benefici se i diffusori non cambiano. L'impressione iniziale a seguito della sostituzione dell'amplificazione è sempre positiva. Passata la novità, il nostro apparato uditivo comincia ad abituarsi ed a scorgere nuovi difetti o a riproporre i soliti, in quanto il sistema di diffusori è rimasto immutato. Solitamente tutti consigliano di sostituire le elettroniche o il lettore cd, o i cavi di collegamento. Difficilmente si parla di sostituire i diffusori, se non in casi in cui sia effettivamente necessario. In questo modo di procedere l'idea è che i diffusori contino poco ai fini del risultato finale. Alla sorgente è addebitata la maggior parte di responsabilità nel cambiamento del suono in generale. Tale modo di procedere è totalmente errato già nei suoi presupposti. Premesso che responsabile della qualità sonora è l'intera catena audio, ambiente compreso, i responsabili principali sono, innanzitutto, i due estremi: le registrazioni ed i diffusori.
E' chiaro che se siamo in possesso di un pessimo lettore e degli ottimi diffusori, il suono non sarà il massimo, ma ad analizzare bene, in questo modo avremmo già una percentuale elevata di bellezza sonora. Non sarebbe così nel caso inverso, ossia di ottima sorgente e diffusori mediocri: in questo caso il suono risulta fortemente penalizzato, contrariamente alla configurazione precedente dove il suono potrebbe essere migliorabile nei dettagli, anche con la sola messa a punto ed un'oculata scelta dei cd da ascoltare. Indubbiamente una gran bella differenza.
Per quanto riguarda la dolcezza del suono, si è diffusa la convinzione che con l'adozione di un'amplificazione o sorgente valvolare il tutto può essere risolto. Conosco amplificazioni a valvole che di dolce hanno poco, in quanto finalizzati ad ottenere il massimo della trasparenza. Per cui non sempre la presenza della valvola funge da scalda suono... E' vero, invece, il fatto che è più facile trovarsi al cospetto di amplificazioni a valvole ricche di distorsioni, colorazioni e tagliate in gamma alta. Queste amplificazioni, per molti, hanno caratteristiche sonore calde... Ne risulta che in tantissimi casi non è che ci troviamo al cospetto di amplificazioni valvolari di gran qualità, ma semplicemente di amplificazioni mediocri, di cloni dei primi del '900, il cui precipuo compito è quello di modificare il segnale in ingresso in... peggio. Che poi ciò voglia essere chiamato suono valvolare, che si arrangino... per me sarà solo un suono colorato! Che senso ha, ad esempio, scaldare il suono di cd registrati con un suono acido e metallico? Che senso ha correggere gli errori o costruire un impianto che corregga gli errori a monte o a valle? E' più semplice, invece, fare una selezione della musica, sulla base della qualità artistica e soprattutto tecnica. Così facendo, dato che gli audiofili sono un numero non esiguo in tutto il pianeta, si creerebbe una forte corrente commerciale in grado di influire sulle scelte dei discografici, in specie di quelli che del pessimo suono ne fanno un motivo di speculazione. Ne consegue anche nel settore hifi, la scomparsa di quei produttori a cui piace riproporre oggetti progettati nel corso della preistoria dell'hi-fi (anni '20-'60) spacciandoli per rimedi miracolosi.
Un altro motivo di origine del suono poco ampio e freddino, potrebbe essere quello da Lei già individuato: nel maggiordomo... ossia nei diffusori. Sappiamo bene che diffusori di piccole dimensioni fanno un suono poco caldo, in virtù di una gamma bassa spesso in secondo piano. Però in alcuni casi tali sistemi hanno ampia spazialità. Purtroppo per lettera non è possibile individuare con precisione i punti sonori sfavorevoli o favorevoli. Io posso solo dare delle indicazioni di massima. Sostituire i diffusori è operazione non semplice e rischiosa. Inoltre spesso si ci accorge che prima si era soddisfatti... senza saperlo. Se ha la possibilità verifichi il risultato sonoro dell'inserimento dei Copland nella sua catena audio. Certo, la soluzione più facile è quella della sostituzione delle elettroniche: danni irreparabili se i prodotti sono buoni, come in questo caso, non ne fanno. Inoltre è più facile rivenderli. Il diffusore invece... è come la fidanzata... rivenderlo è un problema se non si trova il giusto amante
Proverei inoltre a posizionare tutto il suo sistema su tre punti di appoggio, come tante volte suggerito. Sulle modalità ampia letteratura trova nelle lettere precedenti. Potrebbe essere un'ottima soluzione in quanto all'origine di un suono piccolo con poca spazialità e di un basso striminzito o di mancanza di calore vi è anche il posizionamento del tutto su quattro punti di appoggio. Poi se questi sono attuati tramite punte acuminate... apriti cielo....
Davvero l'assassino è sempre il maggiordomo?
Francesco S. Piccione
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