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ANCORA SUI PROBLEMI AMBIENTALI
DI GIORGIO….
Egr. Direttore,
approfitto ancora una volta della sua cordialità e disponibilità per metterla al corrente degli ultimi sviluppi in tema di problemi ambientali.
Siccome, come avrà capito, sono uno che tende alla perfezione, nei giorni scorsi ho fatto misurare la risposta in frequenza della stanza da uno studio di acustica di Parma. Allegato trova il grafico risultante dalle riprese. Il commento della persona che mi ha fatto il servizio è stato questo: "I tempi di decadimento sono validi, un pelo corti sugli acuti ma non mi preoccuperei più di tanto; nel complesso è una buona risposta, scende regolarmente se facciamo eccezione per la zona attorno ai 125 Hz". Ed ancora: "Purtroppo non vedo soluzioni diverse dall'acquistare un buon equalizzatore in banda d'ottava e settare la risposta fino a portarla alla curva ideale". E qui mi ha consigliato il rivenditore al quale mi sarei potuto appoggiare (toh, che combinazione!) Ora la domanda: io non ho mai avuto a che fare con degli equalizzatori. Lei, vedendo il grafico, pensa che la spesa valga la resa? Orecchio sente e portafoglio non duole o orecchio non sente e portafoglio duole?
Per completezza aggiungo ulteriori informazioni riguardo l'opera di ripresa. 1) presa microfonica fatta al punto d'ascolto con microfono immobile. 2) segnale in rumore rosa. 3) nei prossimi giorni farò fare per scrupolo anche la prova sui diffusori in ambiente libero, tanto per verificare la coincidenza o meno delle due risposte. 4) il posizionamento attuale dei diffusori nell'ambiente è stato identificato come il migliore ottenibile utilizzando il disco test della Chesky Records, il quale contiene una sweeppata da 300 Hz a scendere. In tutte le altre posizioni la risposta cambiava (anche di parecchio con minimi spostamenti dei diffusori) ma con una unica costante: carenza sui 125 Hz.
Giorgio
Risponde francesco S. Piccione
Egr. Sig. Giorgio,
ho guardato con curiosità (guarda caso) il suo grafico. Questo, secondo il mio modesto parere, rientra nella normalità. I bassi un po' enfatizzati, 125 Hz un po' dismessi ed il resto in linea con i diffusori in suo possesso e con la gran parte dei sistemi audio.
Due parole sulla ripresa microfonica ad uso dei lettori. Quando si utilizza un tono puro (frequenza con suono costante) si verifica una maggiore possibilità d'infedeltà alla reale situazione d'ascolto, a causa dei continui cortocircuiti acustici che avvengono utilizzando questo tipo di suoni. Invece, utilizzando il suono filtrato a terzi d'ottava (un suono più simile al rumore del mare) allora le discordanze con l'ascolto della musica riprodotta sono minime, perché i problemi poc'anzi individuati sono mitigati. Se si prova ad effettuare riprese microfoniche non rigide nella posizione, effettuando ripetute riprese con microfono spostato di poco, entro una circonferenza il cui raggio varia di circa 10/20 cm, si avrà maggiore idea dell'andamento della reale risposta in frequenza del diffusore, o per lo meno quella che dovrebbe essere con la riproduzione della musica, ottenendo grafici anche in totale contrasto tra loro. Infatti certi autocostruttori mettono a punto i diffusori con l'ausilio esclusivo della ripresa microfonica in posizione fissa, dimenticando (o ignorando) che il segnale musicale è molto diverso e che soprattutto il diffusore non funzionerà con l'ascoltatore posto a 50/100 cm dal tweeter…..
Ritornando al suo grafico, occorre vederlo secondo una doppia visuale: quella dello standard internazionale, che ammette variazioni di +/- 3 dB e quella dell'orecchio umano che ammette variazioni maggiori o minori secondo la sua sensibilità. Posto che la frequenza di riferimento è di 1 Khz (83.5 dB secondo il grafico) le variazioni sono:
31 Hz + 4 dB 63 Hz + 1.5 dB 125 Hz - 4 dB 250 Hz 0 dB 500 Hz + 1.5 dB 1000 Hz 0 dB 2000 Hz - 2 dB 4000 Hz - 2 dB eccetera
Dal punto di vista squisitamente tecnico verifichiamo che il sistema rientra nello standard internazionale di tolleranza entro i +/- 3 dB, con la sola eccezione di 1 dB di sforamento per i 31 ed i 125 Hz. Ma a nulla serve la pignoleria. Anzi il fatto che i 31 ed i 125 Hz mostrino un identico dato numerico ma opposto, indica un certo problema la cui origine potrebbe risiedere nella particolare configurazione dell'ambiente (vedi lettera precedente) o del diffusore (non esageriamo però). In ogni caso ciò rientra nella normalità della media degli ambienti d'ascolto.
Analizziamo il grafico da una visuale particolare: quella dell'orecchio umano, e per facilitare il compito allego il grafico delle curve di Fletcher e Munson. Secondo l'ottica delle nostre orecchie, data la loro cospicua perdita di sensibilità in gamma bassa, recuperabile esclusivamente a volumi molto alti, l'enfatizzazione dei 31 Hz non solo non è avvertita ma è addirittura auspicabile. La depressione a 125 Hz è aumentata dall'effetto visivo del grafico. Essendo di 4 dB potrebbe sembrare grave. sennonché si trova in una zona dove l'orecchio umano perde una buona dose di sensibilità ma si trova anche nella zona del calore, dove in genere i diffusori, per rendersi accattivanti all'ascoltatore, sono esaltati dal progettista. Ne risulta un certo ridimensionamento dei suddetti problemi. Ciò non deve dare ragione ai teorizzatori dell'inutilità delle misure: esse serviranno sempre per la verifica della regolarità di funzionamento degli apparecchi, solamente che in fatto di diffusori il problema non è così semplice.
Rimane da analizzare il diffusore. Escludo problemi di incrocio essendo questo a due vie, perciò situato lontano dalla gamma interessata. La linea di trasmissione potrebbe, invece, in parte essere responsabile di tale differenza (+8 db tra 31 e 125), ma la dichiarazione deve essere presa in modo alquanto flessibile. Consiglio di lavorare sul posizionamento e sui tendaggi. Un ambiente più ricco di arredamento può essere una buona soluzione, in quanto tende a tenere sotto controllo i tempi di riverbero, ossia l'eco. L'influenza del tetto verrà analizzato alla fine, ma lì entreremo nel limbo..... per cui guai a color che con tanta spregiudicatezza osan entrar........
Veniamo al consiglio del tecnico da lei interpellato. Alla luce di questa mia risposta, è intuitivo che la risposta più semplice per la risoluzione dei problemi è quella da lui consigliata. Ma noi siamo audiofili e sappiamo bene che gli equalizzatori sul percorso del segnale sono quanto di pessimo ci sia per la salvaguardia della sua qualità. Bisognava anche specificare che tipo di equalizzatore utilizzare, che in questo caso il parametrico è l'unico adatto allo scopo. Sfortunatamente non sono per niente diffusi….. Occorre anche rifarci al discorso prima fatto circa la sensibilità dell'orecchio umano, ritenendo non grave la carenza a 125 Hz e tralasciando del tutto l'esaltazione a 31 Hz, anzi apprezzarla.
Se però noi volessimo intervenire su questo problema in ogni caso, allora dovremmo analizzare il problema da un'altra ottica. Sappiamo che 1 decibel (dB) è la minima variazione acustica, mentre 3 dB corrispondono al raddoppio di potenza (dal punto di vista elettrico). Per cui se è nostra intenzione riportare i 125 Hz a livello occorre intervenire con un aumento di ben 4 dB. Significa che la potenza immessa per regolarizzare il buco, alla luce di quanto sopra esposto, non è certo indifferente, le cui controindicazioni risiedono in un aumento dell'escursione del woofer, con pessimi effetti sulla distorsione e ripercussioni in uno spettro ampio di frequenze. Risultato: certo i 125 Hz saranno finalmente in parità, ma il suono sarà peggiorato. Per poi magari renderci conto che aumentando i 125 Hz, utilizzando il classico equalizzatore a terzi d'ottava, sono aumentati anche i livelli delle due frequenze adiacenti cioè 63 e 250 Hz. Oppure che tutto sommato i 125 Hz all'ascolto non mostrano così tale differenza….. Rischiamo così anche l'incolumità del diffusore, che, ad elevati livelli d'ascolto, si vede appioppare un + 4 dB di potenza che lo metterebbe alle corde, fino a lanciarvi addosso i woofer…..
In definitiva il consiglio dato dal tecnico risente di eccessiva leggerezza nell'affrontare problemi alquanto complessi. Ma ciò non deve stupire in quanto è così che operano la maggior parte degli operatori del settore. In questo frangente, ha potuto toccare con mano il perché il 99% dei dischi è registrato male..... Per quanto riguarda la risoluzione del suo problema, verifichi se con piccoli aggiustamenti ciò possa essere mitigato e/o continui con il trattamento ambientale.
Francesco S. Piccione
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