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ESCLUSIVO! A COLLOQUIO CON…. ALEX CEREDA TITOLARE DELLA SUBLIMA DIALOGO AI MARGINI DEL MILANO HI-END 2000 DI GIORGIO CAPELLI Riproposizione
PROLOGO Nel 2001 HI-FIGUIDE pubblicò l'intervista di un personaggio poco noto nell'ambiente audiofilo: Alex Cereda. Tanti anni sono passati e tante cose sono cambiate, tranne il fatto che Alex Cereda e Sublima sono ancora esistenti, a dimostrazione dell'impegno profuso dal suo autore, il quale vi ha speso tutto se stesso in ciò che crede, impegnandosi in prima linea, non come fanno molti dopolavoristi. Nell'attesa della nuova intervista, riproponiamo quella precedente nella nuova versione grafica, secondo lo spirito di Biblioteca dell'Audio che ha animato la creazione di HI-FIGUIDE.
PREMESSA
Come dicevo nell'articolo di introduzione alla manifestazione milanese, durante la visita ad uno dei più significativi stand, quello dell'ing. Bartolomeo Aloia per la precisione, la mia attenzione e' stata attirata dalla presenza di Paolo Bonolis, ops… scusate volevo dire Alex Cereda - come poi ho scoperto chiamarsi - ma la somiglianza era tale che sul momento ero convinto fosse veramente lui. Non che la cosa potesse sorprendere più di tanto (anche nel mondo dello spettacolo ci sarà pure chi apprezza l'audio di qualità), ma vedere "quel personaggio" con in mano due coppie di cavi d'interconnessione che dialogava con l'ing. Aloia sicuramente poteva quanto meno incuriosire più di una persona.
Accertato lo scambio d'identità, da lì ad attaccare bottone il passo è stato breve. Giudicandolo un personaggio interessante e competente mi e' sembrato giusto segnalarlo all'attenzione dei nostri lettori, almeno per quello che sembrano essere le sue idee, i suoi progetti, le sue realizzazioni. Vi propongo quindi un sunto della piacevole chiacchierata con l'avvertenza che non si tratta dell'esito di una prova d'ascolto comparato effettuato dalla nostra rivista, quindi senza l'intento di trasformare quest'incidentale incontro in un'analisi tecnica della produzione Sublima: argomento sul quale torneremo a breve, non appena Alex Cereda ci avrà messo a disposizione il materiale di sua produzione.
IL NOSTRO COLLOQUIO
Giorgio Capelli (HFG) Alex, raccontaci di te e presentati ai nostri lettori. Alex Cereda (A.C.) Ho 32 anni, studi di elettronica alle spalle e per hobby da sempre il suono e il video. Pensa che già a otto anni mi dilettavo con una Super 8, a tredici ho potuto anche svolgere un'attività di aiutante tecnico audio in una radio privata. Non che potessi fare granchè, ma per me è stato utilissimo per il solo fatto di poter osservare e riflettere; tanto che a quindici anni mi dilettavo come tecnico di bassa frequenza e speaker. In seguito e per altri dieci anni ho potuto svolgere attività di cameraman e tecnico R.V.M.. per diversi studi di post-produzione sempre qui a Roma. La frequentazione con questo mondo mi ha facilitato poi l'ingresso nel settore commerciale: a 27 anni ero responsabile vendite per un'azienda che commercializzava elettroniche hi-fi, hi-end e H.T.
HFG Quindi si potrebbe dire che sei nato con il suono e l'immagine e sei cresciuto con l'audio. Ma da quest'esperienza alla Sublima quanto tempo è poi trascorso? A.C. Dopo sei anni passati a comprendere prima, consigliare e vendere poi i prodotti di altri, forte degli studi e delle esperienze passate ho deciso di fare il salto: le conoscenze tecniche non mi mancavano, poi di persone amanti del suono di qualità cui proporre le mie sperimentazioni ne conoscevo tante per il mestiere che facevo e questo ha certamente facilitato la mia scelta. Tieni presente, comunque, che era dal 1993 che dedicavo il mio tempo alla sperimentazione, studio e progettazione di cavi: anche gli amici audiofili, con fior di impianti hi-end, ai quali proponevo le prove delle mie produzioni hanno contribuito nella decisione. Nel senso che a furia di vedermi rifiutare la restituzione dei cavi prestati e, anzi, ricevere richieste d'acquisto di altre coppie per gli amici degli amici, mi ha fatto pensare che potevo mettermi a fare sul serio! HFG Ritieni ci sia spazio per nuovi micro produttori in un mercato dove già ora l'ostracismo (degli altri e dei distributori) è sovrano nei loro confronti? A.C. Vedi, io non ho mai dato molta importanza a questa concorrenza o a queste barriere che dir si voglia. Per me questo lavoro è una filosofia di vita che ognuno è libero di abbracciare. Anzi, penso che il mercato delle micro aziende possa offrire di più e sia più interessato a soddisfare il cliente; la grossa azienda impone dei prezzi che lievitano ad ogni passaggio e, questo, porta spesso a rapporti prezzi/qualità senza alcun senso; senza contare che spesso l'errato acquisto avviene proprio perché non si è avuto il giusto consiglio o perché influenzati dalle recensioni delle riviste. L'azienda di hi-fi/hi-end per la quale lavoravo era di dimensioni contenute, non poteva permettersi mega sale d'ascolto: io basavo la mia vendita sull'esperienza, sull'ascolto, sulla qualità verificata del prodotto (e aprendo certe elettroniche definite hi-end ti posso assicurare di averne viste delle belle…). Poi consigliavo, una volta capito il gusto dell'acquirente: non vendevo per vendere ma per dare soddisfazione. Ma questo mi faceva vendere di più!!
HFG Sante parole, lo facessero in tanti altri probabilmente non avremmo la crisi e la confusione che c'e' da parecchio tempo a questa parte. Su questo argomento, come vedi il mercato hi-fi e come interpreti la spaccatura dell'anno scorso che ha dato luce al Milano Hi End come rassegna alternativa dopo la messa al bando dei produttori c.d. "minori" dal Top Audio? A.C. Non credo che il mercato hi-fi sia morto né che sia in crisi: sta solo cambiando, sta scomparendo l'audiofilo di fascia bassa che per la stessa cifra preferisce acquistare un Dolby Digital magari con diffusori altrettanto inascoltabili; ma si sa, il mercato è anche questo. Anzi, a mio parere, aiuterà a selezionare chi preferisce e difende ad oltranza il purismo dell'ascolto e quindi l'Hi-End vedrà un maggior interesse. Il Milano Hi-End credo sia la base del "nuovo" audio, del settore che si stacca da un mercato che si è evoluto troppo in fretta e a volte male. Il Top Audio ha accolto positivamente e giustamente l'H.T. come nuovo elemento impulsivo per stimolare un mercato che stava annichilendo. Ecco, io penso che dalla "spaccatura" nascerà qualcosa di buono. Tra i due non saprei scegliere: il Milano Hi-End è ancora troppo giovane per essere giudicato, aspettiamo che maturi perché ha ottime carte e dalla mia partecipazione "non ufficiale" ho potuto constatare che la minore affluenza dei partecipanti rispetto al Top Audio ha aiutato gli operatori negli ascolti e gli appassionati nella scelta del probabile oggetto del desiderio.
HFG Dicci ora un po' come si articola la tua produzione. A.C. La mia attività si sviluppa su quattro filoni:
1) cavi di interconnessione, 2) cavi di alimentazione, 3) filtri, disaccoppiatori e condizionatori di rete, 4) progettazione di meccaniche CD e DVD nonché upgrade di elettroniche in generale.
HFG Beh, fin qui niente di nuovo all'orizzonte….. A.C. Aspetta, aspetta. Prima di tutto devi sapere che prima di costruire (e mi riferisco sia ai cavi che ai filtri e condizionatori) chiedo sempre di conoscere quali elettroniche vi dovranno essere collegate (un impianto valvolare non e' la stessa cosa di uno a stato solido e i cavi, ma non solo quelli, devono avere caratteristiche diverse) poi le caratteristiche elettriche (in particolare se mi viene commissionato un condizionatore o un filtro di rete, è importante conoscerne la potenza per ottimizzare condensatori, induttanze ecc. che seleziono e testo personalmente). Circa i cavi poi utilizzo, come materiale, combinazioni di rame/argento/rodio in geometria particolare secondo la destinazione del cavo.
HFG Uhm… ma se cambio un'elettronica che faccio? Capisco i cavi che sono ovviamente sempre da sposare con l'impianto ma il condizionatore lo butto? A.C. No, tranquillo. La mia assistenza continua anche post-vendita. Prima di tutto, nei limiti della distanza visto che lo faccio a titolo gratuito, cerco di curare personalmente la messa in fase a casa del cliente poi, in caso di cambio elettroniche è sufficiente che mi si dica i nuovi parametri e con una modica spesa adeguo l'oggetto. Per i cavi, invece, sto sperimentando una sorta di soddisfatto o rimborsato: il cliente prova i cavi per un certo periodo; poi se non è soddisfatto me li rende e rimborso il prezzo.
HFG Beh, devo dire che o sei veramente sicuro di quello che produci o sei matto e rischi di trovarti in casa una quantità di reso! Ma…. con il rodaggio come la mettiamo? O il cliente è autorizzato a tenerseli per settimane o mesi? A.C. Niente di tutto questo. Nel senso che il rodaggio è talmente importante che i cavi sono consegnati già rodati: utilizzo un'apparecchiatura di mia invenzione che, sostanzialmente, procede all'auto magnetizzazione/smagnetizzazione dei conduttori, poi "inietta" flussi cadenzati di tensioni e correnti via via diverse. Questo fa sì che dopo solo 30 minuti il cavo si trova a suo agio nell'impianto e gli elettroni fluiscono già nelle loro corsie preferenziali.
HFG In cosa si differenzia un cavo SUBLIMA? In altre parole, sui cavi d'interconnessione c'è ampia letteratura: se ne sono occupate riviste di autocostruzione, Cardas stesso fornisce spiegazioni scientifiche e tecniche ai suoi progetti (i suoi brevetti sono anche consultabili on-line sul web), diversi siti ne trattano. Perchè oggi un'audiofilo dovrebbe rivolgersi a te piuttosto che ad uno dei vari produttori più o meno noti o ricorrere all'autocostruzione? A.C. Prima di tutto si parla di autocostruzione evoluta e non tutti hanno le competenze, la voglia o il tempo di farlo ma, principalmente per il fatto che io mi baso sugli studi fatti sui cavi del settore aeronautico e delle trasmissioni. Da lì (dai progetti, dagli studi, anche da materiali nuovi per il settore audio) parto sperimentando, modifico, affino e riprovo verificando la variazione dei parametri; poi provo a studiare i perché di ogni cambiamento.
HFG Ok, finora tanto marketing che non guasta mai, però i nostri lettori hanno il diritto di sapere: entriamo un po' più nel merito. I cavi: rame, argento e rodio. Poi cosa succede? A.C. Uso esclusivamente multifilari a sezioni diverse, rigorosamente schermati. I modelli top beneficiano di ben quattro tipi diversi di schermatura: metalli e vari polimeri; questi ultimi (per mezzo di particolari reazioni di polimerizzazione) influiscono fortemente sulle caratteristiche meccaniche e di resistenza del cavo. Il risultato finale è una migliore focalizzazione, ridottissima interazione con i disturbi e le vibrazioni delle onde stazionarie della sala d'ascolto, ovvia la totale reiezione ai disturbi RF. Utilizzo, nei limiti del possibile, lo stesso cavo argentato per tutte le interconnessioni, magari di sezione, schermature e intrecci diversi, così ottengo una sorta di "equalizzazione" con un impianto, quindi, che lavora alla stessa velocità senza alterazioni o colorazioni. Ma questa non è una novità: mi risulta che tante aziende giapponesi lo facciano da anni. Proprio stamane l'ing. Aloia mi ha consentito una prova con i miei cavi di segnale Yasoda: devo dirti che il risultato è stato buono, la differenza si sentiva e gli sguardi d'approvazione dei presenti non sono mancati.
HFG Ci vuoi dire in sintesi cosa significa per te upgradare le elettroniche? A.C. Per i lettori CD sto sperimentando alcune migliorie sulle meccaniche Philips CDM 5 - 9 - 12 con parziale/totale sostituzione del carrello, motore disco, illuminazione laser. Agisco raramente sui chips di conversione sostituendoli, preferisco dedicarmi all'analisi ed alla miglioria degli stadi d'alimentazione, della schermatura e della meccanica di lettura.
HFG Per finire, dai cavi ai condizionatori e/o filtri di rete: da un prodotto per tutti ad una nicchia in un mercato piccolo, popolato da nomi di lignaggio. Qui la sfida è anche più seria: cosa propone di diverso Alex Cereda? A.C. La sfida è quella di costruire sempre su misura, come ti accennavo, ogni apparecchio secondo le esigenze del cliente, portando quanto di meglio e di realmente valido nei componenti che costituiscono il condizionatore. Solo questo.
Giorgio Capelli
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