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XLO - REFERENCE RECORDINGS TEST & BURN-IN CD LA RISOLUZIONE…. SMAGNETICA! Di Giacomo Pischedda
I. INTRODUZIONE
Come ben sappiamo, la rubrica "Strumenti Sonori" è nata per segnalare quei dischi che, grazie alle loro eccellenti caratteristiche tecniche, possono essere efficacemente usati dagli audiofili per la corretta messa a punto e per la valutazione del proprio sistema.
Vedremo che in questo caso, si tratta di un CD che merita la definizione di strumento sonoro, sia nel senso letterale del termine, sia come complimento riferito alla eccezionale qualità della registrazione. Questo disco test, è distribuito dalla XLO Electric Company, la compagnia americana fondata nel 1991 dall'eclettico Roger Skoff, ben nota in tutto il mondo per la qualità dei suoi prodotti. La XLO è stata a dir poco oculata nella scelta della casa discografica alla quale ha affidato l'incisione del suo strumento sonoro, infatti la registrazione è stata effettuata dalla Reference Recordings. Il nome di questo prestigioso marchio è legato a quello del suo ingegnere del suono, il geniale "Prof." Keith O. Johnson, che con i propri capolavori ha conferito alla sua casa discografica il prestigio e la reputazione che tutti conosciamo.
E' importante premettere, che l'utilizzo di questo CD test, avrà, in alcuni casi, risultati strabilianti, che potrebbero lasciare interdetti gli audiofili che non l'hanno mai provato. Se l'impianto non è mai stato smagnetizzato, potrebbe sembrare addirittura che il suono sia peggiorato, a causa di un apparente sbilanciamento tonale, introdotto dalla liberazione dei trasduttori e delle elettroniche, dalle "scorie" magnetiche accumulatesi negli anni. In questi casi potrebbe essere necessario riposizionare i diffusori o più in generale rivedere la messa a punto dell'impianto, in modo tale da "convogliare" la, ormai rinata, capacità di emissione del sistema verso i migliori risultati musicali.
Uno degli aspetti, di questo straordinario disco, che mi ha sempre affascinato maggiormente, è la sua universalità. Contrariamente ad altri dischi "prova", che sono dei veri e propri aguzzini, soprattutto nei confronti dei diffusori di piccole dimensioni, il CD test XLO consente dei sensibili miglioramenti ad un gran numero di impianti audio. Anche i miei minidiffusori preferiti, gli LS3/5A, che utilizzo nella versione della Spendor, come riferimento per questo genere di ascolto, hanno beneficiato della "terapia" smagnetizzante, migliorando la riproduzione degli strumenti alla loro portata. I diffusori planari, sia gli elettrostatici che gli isodinamici, sono tra quelli che più si avvalgono della smagnetizzazione. Bisogna però tenere ben presente, che molti tipi di trasduttori, soprattutto dei planari e dei piccoli diffusori, sono MOLTO DELICATI, quindi alcune "operazioni" dovranno essere eseguite con la massima cautela, come spiegherò in seguito nei paragrafi dedicati alle singole tracce.
Un metodo che sarà opportuno usare, soprattutto nel caso in cui il sistema di diffusione del suono sia equipaggiato con un elevato numero di trasduttori di grandi dimensioni, è quello di "trattare" periodicamente l'impianto con questo strumento sonoro, in modo tale da tenerlo sempre in perfetta efficienza; diciamo che, ovviamente quando il sistema è già ben rodato e correttamente messo a punto, sono sufficienti 2 trattamenti mensili da circa 15 minuti ciascuno, per evitare l'accumulo di cariche magnetiche dannose e per far si che i trasduttori siano sempre reattivi ed "elastici". La maggiore reattività, sarà particolarmente apprezzata da chi possiede diffusori isodinamici, che hanno i filamenti incollati ad un "foglio" di mylar e che, quando sono stati rodati senza seguire le giuste procedure, tendono a suonare con una certa rigidità ed a sembrare meno estesi ed articolati in basso, di quanto siano realmente.
Anche quando si ha poco tempo per ascoltare musica, oppure si vuole "rivitalizzare" velocemente l'impianto, nel caso in cui sia spento da vari giorni, basta dedicargli i 2 minuti esatti, necessari per la doppia riproduzione della traccia numero 7, che con il suo incredibile sweep smagnetizzante aiuta il sistema ad andare a regime molto più velocemente, in modo tale da poterne sempre godere nel miglior modo possibile. Un accessorio che aveva una resa simile, ma comunque inferiore, anche perché "trattava" quasi esclusivamente i tweeters, era il The Exorcist, prodotto dalla Gryphon Audio Design negli anni '90. Quest'ultimo, oltre ad essere costoso, è abbastanza scomodo da usare, in quanto va collegato ad un ingresso linea.
L'unico "limite" del CD test XLO, è dato dall'utilizzo del procedimento HDCD (High Definition Compatible Digital), ideato da Keith Johnson e Michael Pflaumer, che richiede uno specifico processore di decodifica. La resa dei CD incisi con la codifica HDCD, nel caso manchi il processore di decodifica, cambia da un apparecchio all'altro, ma in ogni caso deve risultare molto buona. I miei Wadia, ad esempio, "gradiscono" molto questo genere di incisione. In altri casi ho riscontrato sonorità un po' asciutte, con una certa tendenza all'indurimento del mediobasso, ma comunque è sempre stato possibile constatare l'eccellenza delle incisioni, nella maggior parte dei parametri che caratterizzano la riproduzione audio.
II. GUIDA ALL'UTILIZZO DEL CD TEST
A. I BRANI PER I TEST
Intanto, segnalo che l'XLO TEST & Burn-In CD, contiene un ottimo libretto d'istruzioni scritto in inglese e che esiste anche la versione tradotta in italiano. E' consigliabile leggere attentamente queste istruzioni, magari facendo un parallelo con le mie considerazioni.
I parametri, nei quali i sistemi di riproduzione, si avvantaggeranno dell'utilizzo di questo straordinario strumento sonoro, si dividono sostanzialmente in 3 tipologie: - controllo della correttezza dei collegamenti; - valutazione della resa sonora e dell'acustica ambientale; - ma soprattutto smagnetizzazione e rodaggio dei componenti audio.
Vedremo durante la descrizione, che alcune tracce sono utilizzabili per più di uno scopo.
TRACCIA 1 Identificazione e bilanciamento dei due canali stereo
La voce incisa in questa traccia, ci consente di stabilire in modo semplice e comodo, se i due canali, destro e sinistro, siano stati collegati correttamente. Il problema è meno banale di quanto possa sembrare, perché quando si provano gli apparecchi o semplicemente si sia reso necessario scollegare i cavi per un qualsiasi motivo, è sempre possibile invertire i 2 canali. Soprattutto quando non si può accedere agevolmente alla zona retrostante al tavolino portaelettroniche e gli spinotti devono essere inseriti senza vedere bene le prese, è molto facile sbagliare. Anche se ho sentito qualcuno, arrivare a dire che "semplicemente si invertono le posizioni degli strumenti", in realtà, quando i canali vengono erroneamente invertiti, i brani musicali sono irriconoscibili e l'impianto suona in modo indecente. È importante fare in modo, che la voce "guida", sia riprodotta dai 2 canali nel modo più simile possibile od addirittura in maniera indistinguibile. Cioè, quando non vi sia una perfetta simmetria nella disposizione dei diffusori rispetto alle pareti laterali o l' arredamento sia diverso per i due lati della sala d'ascolto, ci potrebbero essere eccessive differenze nelle "sonorità" dei 2 canali; in tal caso sarà necessario intervenire, con gli accorgimenti atti a risolvere il problema. Prima di spendere cifre ingenti in "magici" trattamenti ambientali, è fondamentale essere sicuri di aver fatto tutto il possibile con il posizionamento dei diffusori e con la disposizione degli arredi.
Quando il bilanciamento tra i due canali è corretto, la voce deve essere perfettamente centrata tra i 2 diffusori. Sempre per motivi legati ad una non perfetta simmetria, potrebbe essere necessario spostarsi verso uno dei lati, per sentire la voce in centro. Soprattutto quando ci si debba spostare eccessivamente, è necessario risolvere il problema alla radice, verificando il perfetto funzionamento di tutti i componenti, oppure uniformando le pareti laterali, in particolare, per quando riguarda le caratteristiche di assorbimento e di riflessione delle frequenze medioalte.
Chi ha difficoltà a "centrarsi" correttamente nel punto di ascolto, potrà facilmente farlo grazie a questa traccia. Mi riferisco al fatto che molti audiofili, soprattutto quelli che adorano cercare il pelo nell'uovo negli impianti altrui, muovono in continuazione la testa, avanti, indietro ed ai lati, come degli struzzi, trovando il modo di stare fermi e zitti solo quando il brano è già finito….
TRACCE 2 e 3
Test per la fase relativa: traccia 2 in fase - traccia 3 fuori fase
Negli anni, sarà capitato a tutti, di ascoltare il suono orripilante, che l'impianto produce quando è stato collegato fuori fase relativa; ovvero quando il collegamento delle polarità è stato invertito in un solo canale. Questo errore, può manifestarsi con maggiore frequenza, quando si collegano i cavi di potenza, ma può accadere anche nel caso si autocostruiscano i cavi di segnale ed ancor di più quando si effettuano i collegamenti tra braccio e testina. L'inquietante pseudoeffetto surround della "controfase", viene riconosciuto dopo un attimo, da chiunque abbia l'esperienza necessaria, ma mi è capitato di sentire vantare l'incredibile trasparenza del proprio giradischi, da qualcuno che lo ha ascoltato (per anni) fuori fase relativa; sfido io, che il suono "sembrava totalmente svincolato dalle casse"….
Il libretto d'istruzioni fornito dalla XLO, suggerisce di utilizzare queste 2 tracce per 3 scopi:
- corretto collegamento dei cavi; - corretto posizionamento dei diffusori; - miglioramento dell'acustica ambientale.
Per quanto riguarda il posizionamento dei diffusori ed il "trattamento" dell'ambiento d'ascolto, io personalmente preferisco usare altre metodologie, ma è comunque utilissimo imparare ad usare le ottime tecniche consigliate, che permettono sia di fare dei confronti costruttivi con i propri metodi, sia di tenere in "allenamento" l'udito. In sintesi, il metodo suggerito ha a che vedere con il fatto che durante l'ascolto fuori fase, i diffusori non devono mai essere identificabili come fonte di emissione sonora, perché qualsiasi sonorità dovrebbe essere cancellata dall'opposizione di fase. Ogni volta che un'informazione sonora sembri provenire da uno dei diffusori, viene consigliato di spostarlo di pochissimo, fino alla completa "delocalizzazione" del suono. Conclusa la fase di posizionamento, viene consigliato di trattare acusticamente, con i metodi giudicati più adatti, i punti "riflessi" dai quali sembri provenire il suono, riverificando sempre la posizione dei diffusori.
L'ascolto di questa traccia è utile, oltre che per controllare con la solita comodità la correttezza dei collegamenti, verificando velocemente che il suono sia perfettamente a fuoco nella traccia 2 ed a dir poco "sparpagliato" nella traccia 3, per farsi una prima idea delle "influenze" ambientali e della bontà del posizionamento dei diffusori, in un impianto audio sconosciuto.
TRACCIA 4 Battiti di mano "artificiali"
I battiti incisi in questa traccia sono molto particolari, perché essendo stati "ripuliti" dall'eco che normalmente li accompagna, grazie ad un trattamento digitale, simulano un battito di mani effettuato in camera anecoica. Il fatto che nell'incisione non vi siano echi dovuti all'acustica dell'ambiente originario e che il battito ripetuto sia sempre uguale, ha una certa utilità, ma anche il "tradizionale" battito di mani è assolutamente efficace per farsi velocemente un'idea orientativa dell'acustica di una sala. Non è comunque male avere a disposizione anche questo test, quantomeno per confrontare le impressioni che i due diversi tipi (Continua a pagina 2)
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