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LETTERE ALLA RIVISTA
DIALOGHI INTORNO ALL'HIFI DI QUALITA'


DATA PUBBLICAZIONE
16/05/2007

ESPERIMENTI ED AUFIOFILI ESOTERICI

Gentilissimo Direttore,

la ringrazio personalemte per gli articoli pubblicati sulla sua rivista on-line, mi riferisco soprattutto alla rubrica del laboratorio esoterico.
Io sono un appassionato di musica e di tutto ciò che può riprodurla ed ho unito questa passione a quella dell'autocostruzione. Premetto che non sono nè un ingegnere elettronico, nè un fisico, nè un ingegnere del suono; sono commercialista quindi ho una formazione molto lontana da tali campi, però sono molto curioso e curiosando in qua e in là qualche nozione l'ho assimilata.

Vengo subito al cuore della mia mail, in particolare sulla costruzione dei cavi di potenza e poi sulla lotta alle vibrazioni.
Innanzi tutto devo ancora ringraziarla per la semplicità di esposizione degli argomenti unito sempre ad un approccio scientifico e rigoroso; grazie a ciò mi è stato relativamente semplice costruire i cavi di potenza come suggerito. In questa costruzione ho però apportato una, chiamiamola, integrazione in quanto ho usato come schermo esterno sia una calza fittissima e spessa in rame sia un rivestimento con lamina di piombo di 1,2 mm.
Il risultato è stato straordinario inquanto ho avuto un doppio vantaggio: uno per aver incrementato l'isolamento da interferenze a radiofrequenza provenienti dall'esterno; l'atro perchè il priombo è per eccellenza uno dei migliori materiali smorzanti per la lotta alle vibrazioni.
Il foglio di piombo è stato tagliato come quando la nonna fa la pasta in casa cioè a fettuccine di circa 1,5 cm e successivamente arrotolato in diagonale per tutta la lunghezza del cavo (beh il cavo ora pesa circa 6 kg per 2 metri!!!!).
Un altro aspetto riguarda sempre la lotta alle vibrazioni ed ho letto con molta attenzione gli articoli pubblicati, anche gli ultimi riguardo la costruzione degli smorzatori.
Mi fa piacere aver letto tutto ciò perchè anche io già dal 1995 avevo poggiato le mie elettroniche e diffusori solo su tre punti prendendo spunto da alcune case famose come Pierre Lurné o YBA, (ah non a caso i mie cavi di riferimento erano i Diamond YBA e il lettore cd è il Mephisto di P.L.), quindi su tale aspetto ha aperto una porta.
Inoltre sono stato ulteriormente contento quando ho letto dello smorzamento e isolamento: su questo aspetto però  vorrei dare alcuni spunti riflessivi generati da molte prove di ascolto e considerazioni logiche.
Sono convintissimo che la migliore situazione per far suonare bene una elettronica e un diffusore sia quella di creare un oggetto intrinsecamente non risuonante e isolarlo il più possibile dall'esterno. Per tali motivi ho costruito per le mie elettroniche dei cabinet con materiali che vanno verso questo obiettivo, in particolare usando alluminio Ergal (il più duro in assoluto), piombo e marmo, creando cioè dei multistrato auto smorzanti. Non parlo ovviamente del peso che ne viene fuori solo un esempio per il cd sono a circa 45 kg.
Il tutto ovviamente deve essere posizionato con tre punti su un supporto a sua volta non risuonante con materiali isolanti (come per es. da lei suggerito).
Fin qui forse non ho detto niente di particolare però invece di realizzare questi cabinet, si potrebbe optare più semplicemente per la realizzazione di una base di appoggio non risuonante (che è sicuramente più semplice da costruire rispetto a un cabinet completo) e procedendo all'accoppiamento con l'elettronica su un punto con una punta in acciaio speciale, meglio se temprata con ampia base almeno 4 cm, e sugli altri due con gli smorzatori. Tale soluzione è ottimale per questi motivi:

1. perche la punta ha l'effetto di sommare la massa della base (non risuonante) con quella dell'elettronica che così può scaricare le vibrazioni indotte dalla musica su un supporto non risuonante.
2. i due punti smorzanti evitano indesiderati ritorni di risonanza, in modo cioè che l'elettronica scarichi solo in un punto.

Tale soluzione dopo tante prove è stata la migliore rispetto ai tre punti smorzati e di isolamento, però ripeto solo su elettroniche con cabinet risuonanti che hanno necessità di scaricare le loro vibrazioni.
Non so se le ho fatto drizzare i capelli con tale mail (soprattutto alla fine) ma se ha la voglia di provare tale soluzione sarei contento che mi dicesse le sue considerazioni. La ringrazio ancora per tutto quello che sta facendo per il questo pazzo mondo dell'esoterico.
Un saluto.

Leonardo Pelli
Firenze

Risponde Francesco S. Piccione.

Egr. sig. Pelli,
la ringrazio per i suoi complimenti ed il suo sostegno.

Questa lettera è particolarmente indicativa dell'esistenza di audiofili che amando la musica e la sua riproduzione in alta qualità, non si stancano mai di cercare soluzioni tese al miglioramento delle prestazioni sonore del loro impianto. Sono questi gli
audiofili esoterici, che un po' per studio, un po' per sensibilità agli ascolti ed un po' per intuito, scoprono nuovi metodi e mezzi utili per il miglioramento della qualità del suono.

Il nostro lettore, per l'isolamento e l'abbattimento delle vibrazioni e risonanze, ha privilegiato il principio della
massa, ossia utilizzare il peso dei materiali come forza in grado di isolare e smorzare le vibrazioni. In più mediante l'accoppiamento di materiali dalla diversa natura fisica, di modo da controllare ulteriormemte le risonanze.

Ma come avviene una corretta sperimentazione in modo da ottenere dei risultati omogenei, confrontabili con tutti gli impianti?
Innanzitutto, occorre utilizzare un buon sistema di diffusori, dotato di notevole banda passante. Succede che certi esperimenti si rivelano sottrattivi o additivi in gamma bassa, soprattutto sotto i 40 Hz causando alterazioni del bilanciamento tonale del suono. Con un buon sistema si ci accorge se l'esperimento ha effetti positivi o negativi.
In secondo luogo occorre
interpretare correttamente i risultati. Succede che, prendendo ad esempio i bassi profondi, l'esperimento potrebbe causare diversi effetti: aumentare o diminuire il basso profondo; pulire o gonfiare il basso; ecc. L'interpretazione consiste nella corretta valutazione di ciò che si ascolta; spesso si scambia per una maggiore pulizia una diminuzione della discesa sotto i 40 Hz; oppure uno sbilanciamento in gamma alta per maggiore pulizia ed aumento dei particolari; ancora, una emissione della gamma bassa priva di code e particolarmente controllata per bassi puliti, mentre in realtà sono assenti.
Per finire occorre
procedere per gradi: Se volessi verificare il risultato di un esperimento è necessario che mi concentri su quello e non contemporaneamente provarne altri. Ammettiamo che voglia verificare cosa succede sollevando i cavi di potenza dal pavimento: l'esperimento dovrò condurlo con lo stesso cavo e non con altri. Dopo aver compreso bene i risultati, allora procederò alla sperimentazione con un altro cavo o sollevando anche i cavi di alimentazione..

Detto ciò, non conoscendo direttamente gli impianti dei lettori ed il loro modo di procedere nel coeso degli esperimenti, soprattutto i diffusori, è difficile giudicare i risultati da loro ottenuti.
In linea di massima posso affermare che per quanto riguarda le modifiche apportate ai cavi di potenza, non ho nulla da eccepire a parte il peso spropositato che raggiunge il cavo con l'aggiunta del piombo.
Per quanto riguarda la sperimentazione del cabinet o della base di appoggio come suggerita dal nostro lettore, posso solo dire che la via dell'aumento del peso spesso nuoce alle prestazioni, specialmente in gamma bassa. Il peso elevato dei materiali immagazzina energia per poi rilasciarla lentamente e con discreta potenza, incidendo maggiormente sull'emissione del suono. Di qui la necessità di smorzare ancora di più per permettere al supporto di assorbire l'energia immagazzinata. Come detto precedentemente questo problema si nota soprattutto con diffusori dalle generose dimensioni, e nei casi più gravi si arriva all'innesco di risonanze che sembrano ambientali, ma lo sono della base.
Non mi convince appieno l'utilizzo della punta: abbiamo verificato la fallacità della teoria dell'accoppiamento tramite punte, una teoria che mi ha lasciato sempre perplesso e che all'atto pratico si è rivelata sempre dannosa per gli impianto dotati di buoni diffusori. 

Concludendo, per esperienza posso affermare che i nostri esperimenti effettuati con i nostri impianti dotati di  diffusori di un certo peso (ripetuti senza effetti collaterali anche su impianti dotati di mini), portano a privilegiare la via dello smorzamento su tre punti. Per quanto riguarda le basi di appoggio ed i tavolini questi devono essere smorzati possibilmente impiegando materiale di natura differente, come suggerito nell'articolo dedicato alle modifiche ad un normale tavolino o come fatto con i miei tavolini di prossima descrizione, lasciando inoltre la possibilità all'aria di potere passare dai quattro lati, per evitare l'innesco di risonanze e vibrazioni generati dalle onde acustiche.

Gli esperimenti del nostro lettore sono in ogni caso da apprezzare e da tenere presente per ulteriori spunti di riflessione e sperimentazione.
Saluti.

Francesco S. Piccione

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