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LETTERE ALLA RIVISTA | 2000

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LETTERE ALLA RIVISTA

2000

LETTERA N. 3/2000  1 | 2 | 3 | 4 | 5

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vicini e familiari.
Se in un ambiente di medie dimensioni ascoltassimo musica con una pressione media di 94/96 dB al punto di ascolto, la stessa pressione acustica in un grande ambiente si otterrebbe con la manopola del volume sensibilmente spostata verso destra, con aumento dell'emissione sonora dal punto dei diffusori, per ottenere la stessa pressione acustica nel punto di arrivo, cioè il punto di ascolto. In più, un ambiente di grandi dimensioni (ad esempio, 8 x 6) dovrebbe essere più curato dal punto di vista acustico, soprattutto in funzione del riverbero che non sarà certo contenuto. 

Il soffitto a spiovere potrebbe essere una buona soluzione o essere controproducente.
Da un lato, non abbiamo il pavimento ed il soffitto paralleli, per cui parte delle risonanze sarebbero mitigate; dall'altro, potrebbero esserci delle cancellazioni particolarmente accentuate in certe frequenze. Una prova sul campo, metterebbe in evidenza eventuali problemi, ma sarei piuttosto ottimista.
Per quanto riguarda il posizionamento dei diffusori in ambiente, consiglio sempre di metterli nel lato più corto, in quanto non ci si troverebbe a distanza ravvicinata con questi, ma anche per motivi di resa dell'ambiente. Inoltre, la maggiore lunghezza, favorirebbe una ampia libertà di spostamento sia dei diffusori che del punto di ascolto, lungo la direzione avanti-indietro, rispetto alla parete posteriore. A tal proposito le consiglio di leggere le lettere "Problemi Ambientali", pubblicate nel 1999.

Discorso dettagliato merita la
sensibilità.
Sappiamo che qualsiasi diffusore presenta una misura in sensibilità in decibel (dB) con 1 watt ad 1 metro di distanza. Questa in parte indica anche la sua capacità dinamica, in quanto, fissando in 200 W il valore massimo che i diffusori domestici riescono a malapena a digerire, senza bruciarsi o

senza stonare in modo evidente, si raggiunge il tetto massimo di pressione acustica "certa", al di là dei semplici grafici e sterilismi tecnici.

Faccio dei banali esempi, già ripetuti in altre occasioni, ricordandovi che in sintesi 1 decibel è la minima variazione acustica e 3 dB richiedono il raddoppio di potenza.

1.
Partiamo con un diffusore che abbia 80 dB di sensibilità ad 1 W/m.
Per raggiungere 90 dB, occorrono circa 10 W. 100 dB con 100 W circa; 103 dB con 200 W di picco; 106 dB con 400 W. Sarei curioso di vedere quale diffusore da 80 dB riuscirebbe a stare fermo ed integro con 400 W di picco anche se questa potenza viene inviata per qualche millisecondo. E tralascio ulteriori dettagli….

2.
Facciamo adesso l'esempio del diffusore da 90 dB W/m.
Per raggiungere 100 dB, occorrono 10 di watt. Con 100 W otteniamo 110 dB; la soglia dei 113 dB è raggiunta con 200 W di picco. Abbiamo un vantaggio di 10 decibel rispetto al primo diffusore. Di conseguenza, a parità di potenza otteniamo contemporaneamente due cose. La prima importante, è che possiamo raggiungere picchi di pressione acustica più elevati a parità di distorsione. La seconda, è che è possibile ascoltare ad un livello medio con maggiore qualità del segnale, grazie soprattutto ad una più bassa distorsione esibita da una minore potenza. Se poi il diffusore da 90 dB di sensibilità fa schifo rispetto a quello da 80, è altro problema.
Nessuna rivista sinora l'ha detto, perché ostaggio degli operatori truffaldini: non è la potenza che fa suonare il diffusore con più bassa distorsione, ma il valore della sua sensibilità.

3.
A conferma di ciò, analizziamo adesso un


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