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LETTERE ALLA RIVISTA | 2000

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DIFFUSORI: CROCE O DELIZIA
DI MASSIMO…

Egr. Direttore,

innanzi tutto complimenti per la sua bellissima testata.
Sono un quarantenne appassionato da molto di hi-fi con un problema che ora mi assilla e che lei è sicuramente in grado di risolvere.
Sono da poco entrato in possesso di elettroniche a valvole AUDIO TEKNE IT I e IT II (molto ben suonanti secondo me) e devo trovare dei diffusori da accoppiarci nella mia stanza di 3,5 x 5,5 m:

1) provo con le naturali compagne IT III? Posizionate come?;
2) passo a KLIPSCH (LA SCALA o le più grandi HORN)? Riescono ad andare a fuoco nella mia stanza? Posizionate come?
3) passo ad altro? Cosa? (sempre alta efficienza).

Mi affascina di più la scena che non la timbrica.
La ringrazio anticipatamente per le cortesi risposte e la saluto.

Massimo

Risponde Francesco S. Piccione

Egr. sig. Casciola,

La ringrazio per i suoi complimenti e veniamo rapidamente ai suoi quesiti.
Anzi tutto mi preme sottolineare il fatto che non ho conoscenza diretta degli amplificatori da Lei posseduti, di cui però sento parlare un gran bene. Lo stesso dicasi sui diffusori della Audio Tekne, per cui i miei consigli saranno generici.
Apprezzi la mia sincerità in tempi in cui molti consigliano senza nulla sapere.

Il suo ambiente d'ascolto pur se piccolo, sembra ben proporzionato, adatto all'inserimento di diffusori come il Klipschorn che deve necessariamente essere sistemato negli angoli. In questo modo le rimarrebbe un bel po' di spazio. Gli altri diffusori devono essere, invece, posizionati non troppo a ridosso della parete posteriore e lontano dagli angoli, almeno una 50 di cm. E' chiaro che sono ipotesi di massima, ché possibilmente distanze inferiori non sortiscono effetto alcuno.

Preferirei che il posizionamento avvenisse nel lato più corto, in modo da sfruttare la lunghezza nel posizionamento del punto d'ascolto, che deve essere posizionato a non meno di 50 cm dalla parete posteriore..
4.5/5 metri di distanza dai diffusori sembra ottimale. Io ad esempio sono contrario a distanze superiori, il cui effetto è quello di disperdere informazioni preziose nell'ambiente.

Sulla scelta dei diffusori non posso sbilanciarmi più di tanto tra i modelli da lei citati per il semplice motivo che non conosco i diffusori Audio Tekne. Conosco gli altri e se proprio devo darle un'indicazione sceglierei, data la bassa potenza del suo finale, il diffusore dalla sensibilità più alta e quello dal minore ingombro in ambiente dei tre, quindi il Klipschorn.

Tuttavia, non saprei se lo troverà di suo gradimento.
Il sospetto mi è venuto quando ha espresso la sua predilezione verso la scena sonora.
Approfitto di questa sua per cogliere la palla al volo e parlare di un aspetto della riproduzione domestica particolarmente importante ai fini di una ricreazione credibile dell'evento sonoro.

L'audiofilo dotato di buona esperienza, saprà certamente che esiste due modi di restituire il suono. Il primo è quello proiettato in avanti, proteso verso l'ascoltatore; il secondo si manifesta con soundstage sonori posizionati nel retro dei diffusori, con punti di fuga molto distanti.
In epoca come questa, dove ormai danno per morta la stereofonia, parlare di spazialità di una coppia di diffusori in contrapposizione al suono full immersion del multicanale, tanto finto quanto indigesto, sembrerebbe anacronistico parlarne. In realtà molto vi è da dire, soprattutto spiegare perché esistono i due tipi di spazialità prima descritti.

Beh? Capisco che siete curiosi di sapere e conoscere, ma che bisogno c'è di starmi così vicini. Sedetevi che vi racconto una piccola storia.
Occorre cercare di comprendere che la spazialità deve anzitutto essere presente nella registrazione, perciò incisa sul cd. Solo con l'esistenza di questo presupposto si comprendono determinati fenomeni, ma soprattutto si scopre l'arcano che regge il tutto.

Quando la spazialità è incisa, quindi presente nella registrazione, se l'impianto è perfettamente tarato si assisterà alla restituzione di un suono particolarmente grande e svincolato dai diffusori.
In questo caso, il soundstage che posizione assumerà: sarà proiettata in avanti oppure dietro i diffusori?
Si avranno contemporaneamente entrambe le dislocazioni spaziali.

Allora, perché succede i due fenomeni descritti inizialmente?
E' presto detto. Il suono si proietta in profondità in assenza di gamma bassa ed in presenza di bassa sensibilità. Viceversa tutti i diffusori ad alta sensibilità hanno la tendenza a spiattellarti ciò che è stato registrato e siccome la normalità sono le brutte registrazioni, ecco che il suono è proiettato in avanti con quell'effetto monitor che spesso si unisce a suoni taglienti o fastidiosi. Ecco che gli audiofili, prediligono e scambiano per buoni, diffusori a basso dettaglio, sempre morbidi, frutto di bassa risoluzione.

I diffusori a tromba sono diffusori ad alta risoluzione che poco spazio lasciano agli errori nelle registrazioni. La tendenza è quella di proiettare il suono in avanti, esibendo quell'effetto monitor tipico degli ascolti dal vivo.
Nulla vieta loro, nonostante il carico acustico a tromba non faccia presagire spazialità da record, con punti di fuga posti ad un centinaio di metri dietro ai diffusori, di esibire in presenza di ottime registrazioni una certa dose di profondità della scena acustica.

Per concludere, alla sua richiesta su quale altro sistema rivolgersi oltre a quelli da lei citati, dato che occorre necessariamente rimanere sull'alta efficienza o sensibilità, potrebbe prendere in considerazione qualche bel Tannoy, di quelli con woofer da 38 cm come il GRF o il Canterbury, le cui dimensioni sembrano adatte al suo ambiente. Sono diffusori molto corretti, timbricamente perfetti anche per la musica classica.

Infine le ricordo che nei salotti esoterici giapponesi, si usa inserire mastodontici diffusori in ambienti grandi la metà del suo: provare per credere.

Francesco S. Piccione

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