HI-FIGUIDE | Guida italiana all'alta fedeltà esoterica ed hi-end internazionale | Rivista di approfondimento sui temi audio
E-Copmmerce | Acquista | E-Shopping Home Web Edition | Indice On-Line Progetto Servizi Chi siamo Registrazione Newsletter | No Spam! Invia posta Tutto HFG!

GLI EDITORIALI | 2009

Cerca

EDITORIALI

2009

EDITORIALE N. 2/2009  1 | 2 | 3 

(Continua da pagina 1)

innumerevoli volte.

Come detto poch'anzi,
l'unico limite di questa definizione, risiede nella soggettività.
Spesso le persone, in particolare gli audiofili, sono poco inclini ad affermare che il proprio impianto non è granché o che sono stati commessi errori gravi ed irreparabili nell'attuare qualche modifica. Di conseguenza, spesso succede durante l'ascolto che all'obiezione dell'ospite circa la qualità timbrica, l'audiofilo risponda con questa fatidica frase: "ma il suono di questo strumento è così! Evidentemente non lo conosce bene…". E tante altre frasi similari. Peccato solo che in quel frangente, ad esempio, il suono del pianoforte fosse identico a quello del clavicembalo con le unghie di oca…
Difficilmente si trovano persone che ammettono i deficit del loro impianto. Ho assistito a numerose metamorfosi, di persone che cambiando tipologia di diffusori, andando verso una tipologia particolare o, semplicemente, perché hanno sbagliato acquisto, hanno cominciato a dire cose opposte che in precedenza, magari dette per anni. Improvvisamente, l'altro audiofilo con cui ha condiviso per anni la stessa passione, diventa una persona incompetente; ciò semplicemente perché costoro non vogliono ammettere di avere preso una cantonata o confessare la loro inesperienza.

A parte questi casi,
il concetto di suono ideale degli strumenti musicali, regge benissimo.
Un qualsiasi impianto di buona qualità, sarà in grado nel corso della riproduzione di rendere efficacemente l'ideale sonoro di uno, più o tutti gli strumenti musicali. Il solo fatto di saper materializzare il suono ideale di un determinato strumento musicale è una conquista che va assecondata e non tralasciata o trascurata. Si tratta di un impianto che possiede delle doti positive e su queste occorre lavorare per migliorarlo.

Anche per le
voci, il concetto è lo stesso: l'ideale della voce.
Se per gli strumenti musicali, vi possono essere margini per le diverse timbriche o interpretazioni, per la voce la faccenda si complica. Una voce è difficilissima da riprodurre, poiché non si tratta di un oggetto inanimato costruito dall'uomo. Chiunque, mentre ascolta un impianto che riproduce la voce, può

contemporaneamente ascoltare la voce di un'altra persona presente e rendersi conto se quella riprodotto è finta o veritiera e naturale. L'ideale della voce è quindi ancorato al concetto di veridicità e naturalezza, non a quello di identicità
Se per gli strumenti musicali esiste una enorme varietà di sfumature timbriche all'interno di un medesimo strumento, per la voce non esiste altro che la sua veridicità e naturalezza. Un conto è uno strumento costruito dall'uomo, quindi un oggetto inerte, un conto è la voce; questa è generata da un essere vivente, di conseguenza difficilmente potrà essere riprodotta facilmente. Una traccia di finzione ci sarà sempre, a meno che…. l'impianto non sia di elevata qualità! Qualità della registrazione a parte.

Ma recentemente è accaduto un fatto interessante, un fatto che mi ha permesso ulteriori riflessioni e valutazioni. Mi riferisco al recente concerto di Diane Schuur a Siracusa.
La seguo da quando ero quindicenne, non certo dal vivo, ma registrata in modo encomiabile dalla etichetta americana GRP. Di conseguenza, prima in LP, poi in CD, è da circa un trentennio che la ascolto in tutti gli impianti possibili ed immaginabili: con diffusori dinamici, planari, a tromba, minidiffusori, ecc.. Saputo dello straordinario evento, la mia curiosità di ascoltarla dal vivo era elevatissima. Tanto era l'ansia di sedermi nel posto migliore, che andai al concerto un'ora e mezza prima dell'inizio…. Alla fine, la sua voce dal vivo non mi stupì più di tanto:
era la stessa che conoscevo da sempre!

Anzi, un altro fatto allietò l'evento.
Poiché l'impianto in dotazione dell'ex Cinema Lux faceva schifo, la voce della Schuur è migliore nel mio impianto, specialmente con alcune incisioni. Con tutto che si tratta di voce riprodotta! Non è stata solo una mia impressione. Non ci sono andato da solo al concerto. C'era il prof. Cotzia, la Laganà ed altre persone che conoscono bene il mio impianto. Con tutti convenimmo sul fatto che la voce dal vivo della Schuur è identica a quella riprodotta, come l'abbiamo ascoltata per anni nei migliori impianti. Addirittura superiore qualitativamente nel mio impianto con certe incisioni, a causa della pessima qualità


(Continua a pagina 3)

 

All Rights Reserved ® Copyright © | Francesco Piccione | 1998/2013