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EDITORIALI
EDITORIALE N. 6, SETTEMBRE 2008

L'ABBONAMENTO AD HI-FIGUIDE
DATA PUBBLICAZIONE
10/09/2008

SIAMO AL TOP AUDIO: VENITE A TROVARCI!

ASSOLUTISTI? DIPENDE….
DI FRANCESCO S. PICCIONE

Prima di addentrarci nel vivo dell'argomento di questo mese devo fare una premessa.
Voglio
ringraziare gli innumerevoli sostenitori di HFG, i quali a pochi mesi dall'apertura della nostra campagna abbonamenti 2008/09, celermente vi hanno aderito (un saluto particolare va al nostro primo abbonato, sig. Ferruccio), testimoniando così la loro fede alle nostre idee. Sono rimasto sinceramente colpito dalle innumerevoli testimonianze di stima per questa rivista, per il nostro operato e dalle esortazioni a continuare su questa strada, anche nella nostra nuova veste professionale. Grazie a tutti: vedrete già da questo numero, quanto HFG è cresciuta secondo le vostre indicazioni e sempre a tutela della vera alta fedeltà. Vi esorto a partecipare maggiormente ed a darci ulteriori suggerimenti per l'evoluzione della nostra e vostra rivista. Grazie ancora, anche a nome di tutta la redazione.

Veniamo al nostro argomento. Il mese di Settembre di ogni anno, storicamente coincide con l'inizio dell'Anno Audio, in particolare in occasione dello svolgimento della mostra Top Audio & Video di Milano, una volta chiamata SIM, a cui noi parteciperemo ospiti nella saletta Chario.
Anche quest'anno il nostro scopo è sempre lo stesso:
quello di proteggere e divulgare i corretti concetti che presiedono alla fedele riproduzione della musica, in altre parole quei concetti utili e necessari per il conseguimento di una riproduzione della propria musica preferita in vera alta fedeltà! E' quello che abbiamo fatto finora e che continueremo a fare, anche a scapito della nostra popolarità.
Purtroppo, nonostante le innumerevoli stime di affetto ed i nostri sforzi protesi a difendere al vera alta fedeltà,
mi dicono che stiamo antipatici a molti.… Per brevità non entro nel merito delle probabili ragioni. Se fossimo simpatici a tutti, ci sarebbero, però, altri che ci accuserebbero di qualunquismo o di altri atteggiamenti  similari: ci sarà sempre qualcuno che si lamenterà. La cosa che più mi sorprende è il fatto che stiamo più antipatici agli audiofili (quelli che ovviamente non sono nostri abbonati), che ai costruttori o distributori, ossia a coloro che a maggior ragione dovrebbero trarre esperienza dalla lettura di questa rivista.

Non solo saremmo antipatici, ma persino
assolutisti….
Sinceramente questa affermazione la prendo come un complimento, perchè per certi aspetti lsiamo assolutisti. Il fatto di non approvare, ad esempio, certe soluzioni tecniche come la
Classe D o T, i file MP 3 e l'I-Pod (quest'ultimo venduto anche a costi hi-end senza miglioramento alcuno delle prestazioni sonore….) non ci pone in una posizione populista, sullo stile di altre riviste anche non hifi. Non ci interessa fare contenti tutti!
Noi di HFG rabbrividiamo al pensiero che la
Classe D - che per inciso permette guadagni enormi ai costruttori - è stata osannata quale rimedio per il risparmio energetico…. Una tesi discutibile che non sta né in cielo né in terra, di cui i sostenitori dovrebbero vergognarsi immensamente! Il risparmio energetico è un argomento estremamente serio, che si attua in tutt'altri modi e che non dovrebbe neppure essere nominato così a sproposito.
Sì, certamente siamo assolutisti! Noi sosteniamo per i nostri lettori - i veri appassionati audio che conoscono la musica e gli strumenti musicali - la migliore tecnologia, ossia la
Classe A (o in alternativa le migliori realizazioni in Classe A/B), quella che restituisce un suono ricco di armonici e sfumature, dalla filigrana finissima, pieno, dolce e naturale. I fautori della Classe D, con il loro sostegno hanno dimostrato pubblicamente di non conoscere la riproduzione audio di alta qualità. Viene anche da pensare che costoro non hanno mai assistito ad un concerto di musica dal vivo non amplificata di classica e jazz. La loro idolatria verso il suono della Classe D, evidenzia maggiormente la loro carenza di conoscenze specifiche in tutti quei settori determinanti per la corretta riproduzione musicale, tra cui la conoscenza del suono degli strumenti musicali. Probabilmente la Classe D, grazie soprattutto all'immenso guadagno economico per chi la fabbrica, potrà purtroppo essere la Classe delle amplificazioni del futuro, già ampiamente utilizzata in hifi car e nel settore professionale, ma ciò non significa che è la migliore, ma solamente che è conveniente per i produttori, come l'MP 3 è conveniente per chi vuole della musica liberamente scaricabile da internet. La Classe D (come l'MP 3 e l'I-Pod) non costituisce un progresso tecnologico, ma semplicemente l'applicazione delle regole di marketing tese a massimizzare i profitti.

Sì, siamo assolutisti! Soprattutto nei confronti di tutti coloro che
adattano le leggi della Fisica per giustificare le scelte tecniche operate per la realizzazione di un determinato prodotto audio. Spesso si sente dire quando si ascoltano dei diffusori in genere, che nella musica non esistono le basse frequenze o, peggio, che queste possono essere emesse da piccoli altoparlanti. Che miserabili affermazioni… Se sono dette in modo sincero, sono il sintomo della non conoscenza del suono degli strumenti musicali, che già basta ascoltare il Rock per andare in tilt, tanti sono i bassi. Ultimamente sono stato ad un matrimonio, dove gli sposi hanno fatto eseguire in chiesa musica per organo e tromba. Ho lasciato in tredici tutti e mi sono messo a fare esperimenti di ascolto, posizionandomi in tutti i posti possibili ed immaginabili, persino fuori dalla chiesa. Uno spettacolo di dolcezza, presenza della gamma alta, energia delle basse frequenze e bilanciamento timbrico… Cosa ascoltano i fautori dell'assenza delle basse frequenze, non so, ma è indubitabile che le loro affermazioni siano tese solo a giustificare magagne e carenze del prodotto da loro costruito o vantato.

Sì, siamo assolutisti! Soprattutto nei confronti della
produzione industriale, commerciale, di massa e di bassissimo costo. Nell'elettronica industriale un amplificatore è un amplificatore e basta. Un amplificatore per disk-driver deve amplificare, punto e basta: quando ha amplificato ha svolto la sua funzione. Nell'elettronica commerciale o di consumo, ugualmente, un amplificatore deve amplificare e difatti tutti svolgono questa funzione. Anche l'amplificatore a basso costo presentato da qualsiasi rivista sotto forma di kit o venduto completo, proposto come il non plus ultra agli innumerevoli estimatori, amplifica. Quando si entra nel settore dell'audio esoterico e hi-end, invece, amplificare non basta più. Scusateci se siamo assolutisti perché per noi non basta solo amplificare….

Sì, siamo assolutisti! Perché
non ci interessa la notorietà nazionale ed internazionale, facilmente acquisibile recensendo benissimo un amplificatore super economico. Anzi preferiamo essere degli sconosciuti piuttosto che barattare le nostre idee con la notorietà, proponendo come miglior amplificatore al mondo un giocattolo da pochi spiccioli o come migliore diffusore un minidiffusore dal costo insensato. Nel settore automobilistico, persino la nonna della mia amica comprende che una BMW Serie 3 è meglio della Fiat 500, nuova o vecchia che sia. Nell'elettronica, a causa del livellamento verso il basso delle conoscenze specifiche in materia, è facile fare credere a molti audiofili, specialmente i novizi, che sia possibile acquistare a costo irrisorio un amplificatore in grado di competere con altri di qualità eccelsa e dal costo centuplicato. Se solo si potesse abilmente visualizzare il confronto tra un triciclo di plastica ed una bicicletta da corsa per professionisti, molti audiofili non cadrebbero nell'abile illusione.

Sì, siamo assolutisti! Specialmente nei confronti di coloro che impegnano il tempo di parecchi redattori per la realizzazione di una
recensione su un apparecchio notissimo e supereconomico, solo per usufruire della sua notorietà internazionale, garantita dai motori di ricerca (scrivendo il nome del giocattolo, vengono visualizzati i giocattolai…). Le recensioni di alta fedeltà sono come il boomerang: una cattiva recensione ritorna indietro, anche a distanza di anni. Per cui il recensore che, ad esempio, è stato autore di false recensioni, sarà ricordato solo come colui che faceva false recensioni; il recensore che ha parlato bene di un giocattolo, descrivendolo come in grado di superare i mostri sacri dell'hi-end, prima o poi sarà ricordato come colui che parlava bene del giocattolo! E qualche chiacchiera contro costoro, a distanza di tempo (era ora!), sta emergendo… Qualcuno ancora in attività è già mal nominato da tempo….ed anche se continua a recensire, la sua credibilità è zero….contenti i suoi amici! Sì preferiamo essere assolutisti ed essere apprezzati per la costanza delle nostre idee, anziché fare l'orrenda fine a cui col tempo andranno incontro i recensori fasulli o di giocattoli!

Per certi versi non siamo assolutisti! Noi difendiamo e promulghiamo quelli che per noi sono i corretti principi che presiedono alla riproduzione fedele e naturale della musica. Lo facciamo anche
recensendo prodotti audio non più in commercio o non di "nuova generazione", in modo da guidare i nostri lettori non propensi a spendere grandi somme, verso l'acquisto dell'usato di ottima qualità. L'elettronica applicata alla corretta riproduzione audio, nel corso di tutti questi anni non si è evoluta come molti vogliono farvi credere! Anzi! Spesso abbiamo assistito all'involuzione. Tanti costruttori, facendo leva sulla voglia di sostituzione, insoddisfazione ed insicurezza degli audiofili, strumentalizzano commercialmente i loro prodotti, presentandoli come il frutto dell'avanzamento tecnologico. Nella realtà, spesso dietro questi avanzamenti si celano abili operazioni di marketing o la realizzazione di un telecomando dall'alluminio pieno. Il concetto di avanzamento tecnologico, di vecchiaia dei componenti ed argomenti similari, fanno breccia presso gli audiofili più insicuri, i quali incautamente si disfano di prodotti meravigliosi, frutto dell'ingegno umano spesso irripetibile, per orientarsi verso il nuovo che non consente risultati sonori paragonabili. Costoro spesso nemmeno se ne accorgono di avere fatto un errore, fin quando un giorno… cambiano passione dedicandosi ad altro.

Non siamo assolutisti! Recensire solo prodotti audio di alta qualità, nuovi e non più in produzione, ci differenzia dalle altre riviste. Poco ci importa se il mercato del nuovo spesso non soddisfa le nostre richieste di qualità. L'importante è orientare i nostri lettori ad un sano acquisto, guidarli nei meandri tortuosi delle vie dell'Alta Fedeltà, indicando gli apparecchi giusti. A tale scopo, il numero di questo mese è interamente dedicato al progettista italiano che è considerato tra i padri dell'alta fedeltà esoterica moderna: l'ingegnrere
Bartolomeo Aloia. 
Con la recensione del suo preamplificatore di punta a stato solido, con alimentazione induttiva separata e zero feedback di controreazione, Aloia PST 11.01i, continuiamo nella nostra strada intrapresa quasi 10 anni or sono. Anche se questo preamplificatore è nato circa 10 anni fa, il suo progetto, le sue soluzioni tecniche, il suo suono sono sempre attuali e, ciliegina sulla torta, si trova nel mercato dell'usato a prezzi convenienti in rapporto a ciò che offre il nuovo. Qualsiasi sia il suo prezzo di acquisto si tratta di un prodotto sempre concorrenziale rispetto al nuovo, con soluzioni tecniche spesso più avanzate rispetto a molti prodotti similari. Alla faccia di tutti coloro che credono nella evoluzione tecnologica descritta da certi pubblicitari. Vi sono apparecchi che da anni sono realizzati allo stesso modo, grazie ad un progetto azzeccato che non conosce le ingiurie del tempo, subendo solo piccole evoluzioni. Basti pensare, per citare i primi che mi vengono in mente, a Jadis e YBA per farsene un'idea. Peccato che altri costruttori non seguano il loro esempio, preferendo cambiare le sigle ed i nomi dei loro prodotti per farli apparire come nuovi, anziché lasciarli immutati a tutto vantaggio del mantenimento del loro valore nel tempo, magari proponendo gli upgrade di aggiornamento. O peggio, cambiando circuitazione in una peggiore, per guadagnare sulla fama acquisita….
In questo numero presentiamo altri prodotti di Aloia, tutti caratterizzati dall'esclusiva bontà sonora.
La loro recensione è in alcuni casi impostata in modo da rendere definitivamente noto e naturale a tutti gli audiofili, che per ottenere un buon suono, non basta spendere 100 euro o dollari…. Non basta solo amplificare… Ad intenditor poche parole!

Francesco S. Piccione

IN QUESTO NUMERO

La copertina di questo mese è dedicata ad un componente audio che è da considerare tra i riferimenti assoluti in tema di amplificazione, in particolare nel settore dei preamplificatori a stato solido: l'Aloia PST 11.01i nella versione con scheda phono MM/MC. Si tratta di un preamplificatore all'avanguardia dal punto di vista tecnico, non solo per il fatto che non è (veramente) controreazionato, ma soprattutto in virtù della sua alimentazione separata. Questa, contrariamente alla massa degli apparecchi in commercio, attua il livellamento della tensione di rete, tramite grossi induttori anziché i soliti condensatori. Per questo è definita alimentazione induttiva.
Francesco S. Piccione vi illustrerà analiticamente la filosofia progettuale di Bartolomeo Aloia impiegata in questo straordinario preamplificatore dal costo abbordabile, descrivendo tutti i punti di forza, accompagnata da una prova di ascolto particolarmente dettagliata.

La
seconda foto di copertina è dedicata ad un fonorivelatore non MC a riluttanza variabile che necessita solamente dell'ingresso phono MM dell'amplificatore. Si tratta della terza versione della Music Maker della The Cartridge Man, piccola azienda molto nota tra gli analogisti puristi. Roberto Rubino vi illustrerà in modo esauriente come suona la testina, rispetto al suo precedente riferimento, inserita in un giradischi di indiscussa qualità. 

Vi sono ovviamente altri articoli.
Innanzitutto vi segnaliamo la nascita di una nuova rubrica, facente riferimento al nostro Standard Minimo. Si tratta degli
"Esclusi dallo S/M" per conoscenza diretta. Il fine della nuova rubrica, unica nel panorama mondiale delle riviste audio specializzate, di cui leggerete in questo numero l'accurata presentazione, è quello di orientare il lettore nei meandri tortuosi dell'alta fedeltà, indicando i prodotti o i marchi che non deve acquistare né nel mercato del nuovo, né nell'usato. Sono questi i componenti fuori Standard Minimo che non garantiscono prestazioni sonore in alta fedeltà o le cui prestazioni sono risibili in rapporto al prezzo di acquisto. Siamo certi che questa rubrica susciterà il vivo interesse di tutti gli audiofili, anche perché si tratta di un evento unico in tutto il mondo.

Infine, una esclusiva HFG.
L'intervista ai fondatori di Chario, Mario Murace e Carlo Vicenzetto, in occasione del test delle nuove Sovran. Conoscerete meglio il pensiero di coloro che animano il mercato audio italiano dagli anni '70 e scoprirete delle rivelazioni importanti su determinati argomenti audio.

Altri articoli meriterebbero una menzione, ma preferiamo lasciare ai lettori il gusto della scoperta.

Buona lettura!
La Redazione di HFG

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