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EDITORIALI
EDITORIALE N. 5 - LUGLIO 2008


DATA PUBBLICAZIONE
05/06/2008

IL RELATIVISMO AUDIO CONTRO LO STANDARD MINIMO®
DI FRANCESCO S. PICCIONE

Da più parti, lettori ed appassionati di audio, mi pongono sempre domande e mi chiedono chiarimenti relativi al nostro insuperato, quanto vituperato, Standard Minimo®. In particolare, mi chiedono quale sia il suo significato e quali siano i suoi scopi. Solitamente rispondo facendo un confronto tra l'imperante Relativismo Audio e lo S/M, spiegando minuziosamente la contrapposizione ideologica tra queste due filosofie di pensiero ed esponendo gli argomenti sui quali si basa lo S/M. A distanza di parecchi mesi dall'editoriale dedicato al medesimo argomento, alla luce di numerosi episodi in cui si dimostra di non avere appreso appieno il suo significato, ritengo giusto riprendere l'argomento.

Nel precedente editoriale avevo analizzato lo Standard Minimo® mediante il concetto di
destinazione d'uso.
Adesso vorrei analizzarlo con un concetto ad esso contrapposto, quello del
Relativismo Audio, nella speranza che ancora più lettori comprendano senza indugi la sua esatta definizione ed i suoi scopi.
Innanzitutto, cerchiamo di analizzare il significato del termine
relativismo. Prendo dall'enciclopedia: "Posizione filosofica secondo la quale ogni conoscenza è soggettiva, relativa cioè al punto di vista di un singolo individuo, e pertanto non esistono verità assolute in campo epistemologico o principi immutabili in ambito etico". Nel dizionario: "Dottrina della relatività della conoscenza".

Comincio subito con l'affermare che sono contrario: in questo modo, grazie al relativismo, si potrebbe persino sostenere che due più due non faccia quattro…. Mettere poi in dubbio conoscenze assodate per dare spazio alle proprie
convinzioni personali, mi sembra un'assurdità! A meno che queste non siano suffragate da valide argomentazioni scientifiche, come succede ad esempio in caso di progresso della scienza ad opera dei ricercatori.

Lasciamo perdere i complessi discorsi relativi alla validità o meno di questa dottrina filosofica ed ai suoi campi di applicazione. Concentrandoci nel nostro specifico settore della riproduzione audio, ho potuto constatare, nel corso del tempo, che
il relativismo viene utilizzato esclusivamente per giustificare le proprie idee e per sostenere argomentazioni che si rivelano figlie dei propri gusti personali. Recentemente HFG ha pubblicato la lettera di un lettore che la apprezza proprio perché non è vittima del relativismo nelle prove o nei test, come invece accade in molte altre testate, amatoriali o professionali che siano. Ai nostri lettori piace il fatto di avere il conforto dell'applicazione delle conoscenze in contrapposizione all'incertezza del relativismo.

Il contrasto al relativismo significa, ad esempio, affermare la superiorità della
Classe A rispetto soprattutto alla Classe D o T: non si dovrebbe nemmeno porre il problema, eppure succede che spesso queste classi inferiori vengano presentate come il non plus ultra della tecnologia, tramite motivazioni infondate che nulla hanno a che vedere  con la tecnica, né tanto meno con la resa sonora….
Lo stesso dicasi per i
minidiffusori: a nessuno dovrebbe venire in mente di considerarli come prodotti hi-end, eppure succede! Tutto ciò è frutto del relativismo, che fa breccia specialmente nella mancanza di conoscenze specifiche dell'appassionato. D'altronde, quando un audiofilo viene a conoscenza delle presunte elevate qualità da una fonte autorevole, come potrebbe non credergli? Ma basterebbe semplicemente riflettere, per rendersi conto che la fonte di autorevole non ha nulla!

Lo Standard Minimo® si contrappone al Relativismo Audio
con il precipuo scopo di affermare i corretti valori dell'Alta Fedeltà e della corretta riproduzione musicale.
Ciò viene attuato mediante la presentazione di un insieme di regole oggettive, che ovviamente contrastano con le pseudo soggettività del Relativismo Audio. Spesso gli audiofili non conoscono (o fanno finta di non conoscerle) molte regole preposte da appositi organismi, che presiedono al buon funzionamento di una determinata tecnologia. Molti addirittura pensano che molte regole elencate nello S/M siano state da me inventate. Alcune sì!

L'esempio più lampante di
regola oggettiva è il limite dei 40 Hz.
Parecchio tempo fa si stabilì che un diffusore, per essere considerato hifi, debba esibire una risposta in gamma bassa che gli permetta di emettere i 40 Hz a -3 dB, con un preciso tasso di distorsione. Questo limite, non è una mia invenzione, né tanto meno non è più valido o fuori moda. Fa parte del data book delle misurazioni dei diffusori.
I 40 Hz, fanno anche da partizione a due settori di frequenze, che per poter essere tecnicamente ben riprodotte, necessitano di due trasduttori completamente differenti ed incompatibili tra loro.

Questo limite non deve essere inteso come immaginario o puramente elettrico, come spesso si fa utilizzando un buon programma da PC per la progettazione del carico acustico delle basse frequenze. Occorre che ci sia una emissione adeguata, potente e che non superi un certo tasso di distorsione; altrimenti sarebbe stato facile realizzare un bell'accordo reflex anche con un woofer da 15 cm, in soli 20 litri di box.
Ebbene, potete voi stessi verificare le prestazioni dei diffusori con questo
semplice test.
Provate a fare riprodurre da svariati diffusori, dotati di woofers di dimensioni crescenti, il segnale sinusoidale a 30 ed a 60 Hz. Dapprima con un minidiffusore con woofer da 13 cm. Se sentite qualcosa, provate a rendervi conto ad orecchio (
sarebbe meglio con un buon fonometro) qual è la pressione acustica massima che riesce a riprodurre, prima che il woofer vada in forte distorsione o a fondo corsa. Fate caso anche al timbro dei 30 e dei 60 Hz. Dopodiché, rifate lo stesso esperimento con un diffusore, anche economico, purché di dimensioni quadruple e dotato di woofer da 25 cm di diametro. Ascoltate attentamente il suono dei 30 e dei 60 Hz e soprattutto verificate qual è la massima pressione acustica riproducibile.
Rifate lo stesso esperimento con un altro diffusore più grande con woofer da 30 cm. Ripetete l'esperimento con diffusori di grandi dimensioni con woofers da 38 cm di diametro.
In tutti questi casi, a parte il fatto che ad un certo punto scoprirete il suono dei 30 Hz, otterrete un livello acustico indistorto direttamente proporzionale all'aumento del diametro del woofer.
E' questo un dato oggettivo.

Il Relativismo Audio contrasterà questi risultati, oggettivi, insistendo su argomentazioni che fanno parte dei falsi miti, luoghi comuni e leggende metropolitane. Soprattutto facendo leva sugli ormai totalmente strumentalizzati gusti personali. Gusti, che se provengono da una fonte
autorevole si trasformano in verità musicali!
Poiché non è possibile negare l'evidenza del risultato di questi test, si farà leva sull'argomentazione più diffusa, cavallo di battaglia dei
non esperti, ossia che sotto i 100/60/40 Hz non c'è nulla; non c'è la musica! Pertanto è del tutto inutile riprodurre questa gamma di frequenze….
Andate dal vostro maestro di musica della scuola elementare o media (anche se l'asilo nido sarebbe spesso molto più indicato….) e fatevi dire quali sono gli strumenti musicali che suonano sotto i 60 Hz, quali sotto i 30 Hz e quali sotto i 16 Hz.... (che non ho preso a riferimento perché è difficilissimo trovare diffusori o sub che emettono questa frequenza). Soprattutto, fatevi dire, a bassa voce per non spaventarvi troppo, che pressione acustica sono in grado di emettere….
Oppure ascoltatevi il pianoforte, l'organo, il bassotuba, il controfagotto o la grancassa orchestrale, tanto per citare alcuni strumenti, con i diffusori con i quali avete effettuato i test; successivamente ascoltateli dal vivo…. Dopo averli ascoltati, il vostro primo impulso sarà quello di infilare nella vostra sala di ascolto 8 subwoofers da 46 cm di diametro cadauno…. per canale…. in ottemperanza alle leggi della Fisica….

Lo Standard Minimo® svolge egregiamente la sua funzione: selezionare gli oggetti adatti per il fine della corretta riproduzione musicale; scartare quelli inadatti o inadeguati. Ciò grazie all'adozione di regole sicuramente assolute, ma ponderate nel corso degli anni e non di certo inventate di sana pianta sulla base delle mie fantasie personali.
HI-FIGUIDE fa ancora di più: sulla base della regola enunciata, dei 40 Hz, ha sviluppato nel corso degli anni una precisa
terminologia - decisione mai azzardata da nessuno - per differenziare le prestazioni dei diffusori.
Visto che è già difficile trovare diffusori che si spingano realmente sino ai 40 Hz, sono denominati
esoterici i diffusori dalla banda passante compresa tra i 40 ed i 22.000 Hz (Chario Ursa Major, ESB 7/06, Infinity K100, ESS AMT 330, JBL Ti 10 K, ecc.).
Sono, invece, denominati
sistemi di diffusione del suono hi-end tutti quelli che hanno una risposta in frequenza compresa tra i 16 ed i 32.000 Hz (Infinity IRS V, Infinity IRS Beta, The Music Dream Reference System, Genesis One, Tannoy Westminster, Canterbury, GRF, le intramontabili Klipschorn e pochi altri). Anche questi sono dati oggettivi!
Ne consegue che tutti i diffusori dalla risposta in basso superiore ai 40 Hz non possono essere considerati hi-fi, né esoterici, né tanto meno hi-end, come sono tutti i minidiffusori o i diffusori da pavimento a basso litraggio.

Ovviamente vi sono
anche altre regole.
Sempre in tema di diffusori, non rientrano nello S/M quei diffusori dotati di tradizionale altoparlante a cono a larga banda, mentre ad esempio il planare a larga banda vi rientra. Come spiegare questa differenza di trattamento? E' stata ampiamente trattata in due numeri di HFG, il 10 e l'11, in occasione della prova di due diffusori planari, i Magnepan MG 2.6R ed i Podium 1.

Nel nostro esclusivo, quanto unico, Standard Minimo® vi sono, quindi,
numerose regole.
Alcune sono di facile comprensione, altre richiedono un certo periodo di assimilazione ed una buona esperienza d'ascolto, per poter essere comprese appieno.
Chi legge HI-FIGUIDE costantemente può comprendere facilmente anche queste ultime, acquisendo nel tempo tutte quelle cognizioni che gli permetteranno di comprendere quando gli altri esprimono punti di vista soggettivi e non assoluti. Non è possibile, con un semplice elenco, spiegare concetti molto complessi, né tanto meno si può pretendere di comprendere tutto con immediatezza, se non si possiedono basi sufficienti.
L'alta fedeltà è tecnica pura, è come la Formula 1: per fare funzionare correttamente qualcosa, occorre applicare ciò che è
utile e necessario al suo corretto funzionamento. Utile per il raggiungimento degli obiettivi del progetto e necessario per il suo corretto funzionamento.
E' chiaro che se per funzionamento si intende
l'adeguamento ai parametri hi-end, le cose necessarie sono davvero molte…. Ne consegue, ad esempio, che più un apparecchio è semplice, più è sottoposto a compromessi o, inevitabilmente, ad una certa economia di costruzione, come lo sono gli amplificatori integrati, i diffusori monovia, i minidiffusori, la Classe D e T, ecc.. La semplicità in hifi è sinonimo di economia!

La tecnica ad esempio ci indica chiaramente che oggi, anno 2008, non è possibile realizzare un diffusore con un solo altoparlante, a meno di accettare dei compromessi, spesso anche troppo pesanti per potere pretendere di ottenere prestazioni hifi. Attualmente non vi è un altoparlante tradizionale in grado di riprodurre, adeguatamente, da solo, l'intero spettro di frequenze, almeno da 40 a 22.000 Hz. Il Relativismo Audio afferma il contrario e può succedere che a qualcuno piaccia il suono del diffusore a larga banda, ma questa è pura soggettività. Il diffusore dinamico a larga banda possiede dei limiti tecnici, in gamma alta quanto in gamma bassa. Se piace è solo una questione di gusto personale, non una carenza o un'errata valutazione dello Standard Minimo® nell'estromettere questo genere di diffusori. Inoltre, non sarò certo io a vietare a qualcuno di godere di qualcosa che gli piace. L'importante è che non giustifichi il suo godimento denigrando lo S/M…. Se solo foste a conoscenza del fatto che negli anni '90 una azienda europea che faceva ricerca sui diffusori al Plasma, aveva realizzato dei prototipi a larga banda, grandi circa 240x160 cm cadauno…

In definitiva, la funzione dello Standard Minimo®, ed il suo complesso funzionamento, sono ben noti ai nostri assidui lettori ed abbonati. Questo è composto da un insieme di regole oggettive, che devono essere interpretate alla luce delle considerazioni espresse nei nostri articoli. Queste non sono regole fatte a casaccio, ma in parte sono frutto della mia trentennale esperienza personale ed in parte provenienti dalle regole stabilite universalmente per il corretto funzionamento delle elettroniche e dei diffusori.
Lo Standard Minimo® si contrappone fortemente al Relativismo Audio: in questo sta il segreto del suo enorme e straordinario successo; unico poiché nessuno può neanche imitarlo, tranne in tutti quei casi nei quali si fa un elenco di componenti audio favoriti o preferiti (rendendo così la scelta soggettiva….). 

Dopo tanti anni in cui le riviste non hanno fatto altro che decantare e considerare hifi, indiscriminatamente, tutti i componenti in prova, lo Standard Minimo® mette la parola
stop a questo modo di fare e di diffondere l'alta fedeltà.
Per questo motivo esiste un elenco fotografico di componenti audio, soprattutto per guidare il neofita, facendogli conoscere oggetti dei quali spesso non sa neppure l'esistenza. Sono i componenti audio di qualità minima e sono stati tutti personalmente provati da me o dai miei più fidati collaboratori.

Possibile che lo S/M non abbia difetti? Sì, vi è una bugia detta però a fin di bene: quella che gli assenti non ci sono perché non li conosciamo…. Non è proprio così in tantissimi casi…. ma questo argomento anticipa una vera e propria rivoluzione della quale parleremo al momento opportuno….

Tanto per cominciare, in questo numero testiamo un amplificatore il cui suono è confrontato con quello degli altri della medesima
famiglia, in modo da fare una classifica sonora tra i diversi modelli. Altro che Relativismo Audio….

Buona lettura a tutti.

Francesco S. Piccione

IN QUESTO NUMERO

La
copertina di questo mese è dedicata ad un componente audio appartenente ad una serie di elettroniche che hanno fatto la storia dell'alta fedeltà: i Mark Levinson serie 20. Gli esperti, quelli veri, sono concordi nel fatto che gli amplificatori dalla bassa potenza suonano meglio rispetto a quelli di alta potenza, tranne rarissime, quanto uniche e costosissime, eccezioni. Il Mark Levinson N° 27 è un amplificatore da 100 watts per canale su 8 ohm ed è progettato in modo tale da non avere nessun tipo di problema di pilotaggio, con qualsiasi diffusore.
Giacomo Pischedda vi condurrà all'interno del suono Mark Levinson, descrivendo l'apparecchio in prova e paragonandolo, oltre che agli altri amplificatori della stessa serie, ad altri finali a stato solido di riferimento. La resa sonora sarà
scandagliata in modo tale da poter cogliere l'anima di questi apparecchi, grazie agli approfonditi esempi musicali, scoprendo aspetti nuovi e permettendo a chi non conosce l'oggetto in esame, di comprendere veramente come suona….

La
seconda foto di copertina è dedicata ad un accessorio che non deve assolutamente mancare nel vostro harem…. Si tratta del CD della Densen Audio Technologies Beat & OM DeMagic. Con questo CD potrete smagnetizzare il vostro impianto audio e non solo…. Il nostro direttore Francesco S. Piccione vi guiderà alla scoperta delle diverse possibilità offerte da questo straordinario strumento, che può essere usato singolarmente oppure in coppia con altri accessori, spiegandovi cosa è in grado di fare e descrivendo  il suo contributo al miglioramento della riproduzione musicale.

Vi sono ovviamente altri articoli.
Innanzitutto ve ne segnaliamo uno che susciterà enorme attenzione presso i progettisti, a firma di Francesco S. Piccione, dedicato alla tecnica dei trasduttori. Si tratta dell'articolo "
Del Rumore di Fondo dei Trasduttori", che fu scritto tempo addietro per Costruire HiFi, ma con la creazione di HFG è rimasto nel cassetto. L' argomento è piuttosto atipico e difficilmente trattato dai progettisti, anche quelli di fama internazionale. Difatti si scopre che anche i trasduttori….

Infine, riproponiamo un articolo a firma di Giorgio Capelli, su dei diffusori che hanno fatto la storia dell'alta fedeltà: gli intramontabili ESS AMT 330.

Altri articoli meriterebbero una menzione, ma preferiamo lasciare ai lettori il gusto della scoperta.

Buona lettura!

La Redazione di HFG

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