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L'AUDIO STEREO, LE MOSTRE AUDIO E L'OGGETTIVITA'
Un buon successo ha riscosso il primo Sicilia Hi-End, mostra dedicata al solo audio due canali. Noi riteniamo che il classico impianto stereo non solo ancora oggi è nettamente superiore all'impianto multicanale ma che possa ancora progredire dal punto di vista qualitativo, poiché non tutti gli audiofili sono a conoscenza di tutti gli argomenti che regolano il buon funzionamento di un impianto audio.
Tra questi, attirerei la vostra attenzione sulla propagazione delle onde sonore nello spazio. Il multicanale, tra l'altro, è nato con l'intenzione di eliminare il problema della presunta carenza di spazialità dell'impianto stereo due canali. In particolare, il multicanale puro vorrebbe far posizionare l'ascoltatore in mezzo al palco, per fargli vivere la sensazione di trovarsi in mezzo agli strumentisti. Due sono le argomentazioni contrarie a questa soluzione. La prima afferma che questo tipo di propagazione del suono non è naturale, poiché non esiste un concerto dal vivo dove gli ascoltatori siedono sul palco assieme agli strumentisti. In secondo luogo, questa sensazione di full immersion avviene a scapito della qualità sonora. Lo dimostra la realizzazione tecnica di quasi tutti i lettori multicanali, la cui decodifica è affidata ad un solo chip per i 5 canali + 1, mentre nello stesso lettore troverete minimo due chip per la sezione digitale stereo, uno per il canale destro e l'altro per il sinistro. Inoltre, per ottenere questa mancanza di aderenza alla realtà, spesso occorre spendere più che per l'acquisto di un impianto stereo di qualità minima, somma che poteva essere destinata per l'acquisto di componenti audio stereo migliori, in particolare per due buoni diffusori. Per farla breve, il multicanale è un sistema macchinoso, costoso, non adatto alla riproduzione della musica in alta qualità. Il sistema stereofonico, invece, con l'avvento delle nuove sorgenti digitali ad alta definizione (SACD e DVD-A) e con il recente progresso che ha subito il giradischi analogico, soprattutto con le stampe degli LP a 180 grammi, gode di una spazialità encomiabile e naturale, specie se supportata da diffusori dalla estesa risposta in frequenza.
Proprio questa nostra convinzione ci spinge nel corso di eventi audio a carattere nazionale, a ricercare e selezionare le migliori salette audio due canali, lasciando agli altri il compito di descrivere quelle tralasciate. Questo modo di procedere ci ha permesso due cose. Da un lato di segnalare ai nostri lettori i diffusori che meglio si sono comportati all'acolto, in modo che questi possano ricercarli in altre occasioni per una prova di ascolto più approfondita, facendo risparmiare così tempo nella loro ricerca. Ci rendiamo conto che i diffusori da noi selezionati (ed in genere l'intero impianto a cui questi sono collegati) sono molto costosi e praticamente al di fuori delle possibilità del 95% dei nostri lettori. Ne consegue che i diffusori da noi presentati nelle diverse mostre audio sono da prendere come esempi a cui riferirsi nella scelta ed acquisto di un futuro diffusore, magari tra i modelli più economici dello stesso marchio. Questo modo di procedere è identico a quello delle riviste di auto, dove spesso sono descritte auto lussuose che quasi nessuno si può permettere. Però, la lettura della loro descrizione insegna molte cose agli appassionati ed è utile per comprendere come deve essere progettata e realizzata un'auto di qualità straordinaria. Per un appassionato conoscere questi dettagli è importante e lo stesso vale anche per gli audiofili.
In secondo luogo, segnalando le salette meglio sonanti, anche se in questo reportage diamo spazio quasi a tutti, non facciamo altro che far coincidere le nostre sensazioni di ascolto con quelle riscontrate dai nostri lettori. Ciò è possibile solo se si dice francamente come suonava un determinato impianto in una determinata saletta, senza eccedere in lodi sperticate che alla fine si rivelano fasulle. Inoltre, il leggere le stesse impressioni di ascolto effettuate da un esperto, funge da iniezione di fiducia nelle capacità di ascolto dell'audiofilo alle prime armi, rendendolo maggiormente autonomo nei giudizi e scelte personali. Questo per la nostra attività è un bel valore aggiunto e testimonianza di prestigio acquisito.
Sempre su questo tema, mi viene in mente una nostra vecchia rubrica pubblicata in HI-FIGUIDE MUSIC. Si tratta di "Alla ricerca della oggettività negli ascolti". In pratica mettevamo a confronto il test di ascolto di un CD pubblicatato su Audiophile Sound ed allegato allo stesso, con quello effettuato dai nostri redattori. Lo scopo era quello di verificare se l'uomo percepisce il medesimo suono pur nella diversità dell'impianti utilizzati. I risultati sembrarono incoraggianti. Dovremmo riprenderla. Ebbene, nel I Sicilia Hi-End ho avuto occasione di recepire le diverse impressioni di ascolto di audiofili che non si conoscono o non si sono incontrati. Il risultato è stato una omogeneità assoluta tra costoro sulla qualità o meno del suono delle diverse salette. In pratica, quando il suono era di buona qualità lo hanno notato tutti, mentre quando il suono era scadente o aveva delle pecche, la descrizione discostava sulle cause o sulle mancanze, ma sempre nell'ottica di una descrizione negativa.
A questo punto, dopo anni mi sento di dire che nel settore audio non vale il detto "è bello ciò che piace" ma il detto "piace a tutti ciò che suona bene". Il nostro apparato uditivo, pertanto, non è così soggettivo come molti pensano, ma in grado di discernere oggettivamente tra un buon suono ed uno cattivo.
Concludo sottolineando il fatto che per ottenere un buon suono non è necessario spendere cifre astronomiche. In questo senso mi sembra che vi sia il risveglio dei prodotti di fascia media del mercato, le cui prestazioni sono simili ai modelli top pur costando anche 5 volte meno. Finalmente. Di ciò vi daremo notizie in seguito.
Francesco S. Piccione
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