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HFG MUSIC | ALLA RICERCA DELL'OGGETTIVITA'

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ALLA RICERCA DELL'OGGETTIVITA'

PRESENTAZIONE

"Alla Ricerca dell'Oggettività negli Ascolti" è una particolare rubrica che si prefigge lo scopo d'individuare nel corso di un ascolto a confronto tra due soggetti diversi, i parametri sonori che oggettivamente sono stati percepiti dai soggetti che hanno effettuato il test, cercando così di individuare la cosiddetta "Oggettività Sonora". Questa ricerca avviene prendendo a riferimento, volta per volta, un cd recensito in modo dettagliato da un'altra rivista del settore.

Tale confronto è effettuato al solo
scopo scientifico: cioè appurare se esista o meno un Ascolto Oggettivo.
Che significa ascolto oggettivo? Significa verificare se due diversi recensori, lontani tra loro, che non si conoscono, mediante i loro rispettivi impianti, giudicano il suono del compact disc in esame, con larga concordanza di giudizi sul suono. Da ciò deriva il titolo della rubrica: "Alla Ricerca dell'Oggettività negli Ascolti".

Il mito dell'Ascolto Oggettivo riveste grande importanza tra i ricercatori audio.
Questo è contrapposto all'ascolto soggettivo, ossia ad un ascolto la cui caratteristica saliente è la soggettività delle sensazioni sonore percepite da diversi soggetti e che pertanto sfocia in giudizi completamente diversi sul medesimo oggetto.
Se da un lato soggettivizzare l'ascolto implica una non uniformità di sensazioni uditive, avvalorando la tesi che ognuno di noi possiede una percezione dell'udito diversa, generando giudizi differenti, dall'altro lato individuare l'esistenza della oggettività nel giudicare lo stesso cd, implicherebbe il risultato che tutto sommato gli essere umani hanno uguale percezione uditiva e che sono i loro giudizi ad essere inquinati dalla soggettività. Ciò ad esempio succede spesso quando a giudicare un impianto con buoni diffusori è un amante dei minidiffusori. Il suo giudizio è sempre storpiato e fuorviato dal suo amore cieco per quel genere di diffusori, per cui non ammetterà mai ad esempio, che il suono del pianoforte è più realistico con quel buon diffusore che non con il suo amato mini.

Riconoscere ed affermare l'esistenza dell'Oggettività della percezione sonora sarà un grande vantaggio per gli audiofili.
Ad un giudizio oggettivo che verte sulla qualità audio di un apparecchio audio o cd, che esprime la sua qualità universale, sarà possibile affiancare un giudizio soggettivo, che verte sulle qualità

soggettive dell'oggetto sottoposto a test. In questo modo il lettore sarà messo più facilmente nelle condizioni di valutare se l'oggetto in questione merita la sua attenzione o meno. Per raggiungere tale traguardo occorre, però, dimostrare l'esistenza dell'Oggettività della percezione uditiva.

Per dimostrare l'esistenza di questa teoria, abbiamo pensato di confrontare il suono di un cd restituito da impianti diversi e percepito da diversi ascoltatori che non si conoscono tra loro.
La
soggettività risiede nelle persone e negli impianti audio utilizzati a tale scopo. L'oggettività, invece, risiede nel cd oggetto della prova a confronto.
Riteniamo che ogni CD abbia un
impronta soggettiva, ossia un suono ben definito, che oggettivamente dovrebbe risaltare in ogni impianto audio di buona qualità e percepito allo stesso modo da tutti. Se ciò fosse vero, dopo una serie di prove di diversi CD protrattesi nel tempo, con diversi impianti audio e padiglioni auricolari differenti, potremmo dimostrare l'esistenza o meno dell'oggettività.

Affinché ciò riesca occorre che le prove svolte dagli altri recensori audio delle altre testate siano oneste, non nascondendo le magagne presenti nel disco. I nostri confronti non sono tesi né a screditare il recensore troppo soggettivo, né ad avvalorare a tutti i costi la tesi dell'esistenza dell'oggettività, né a nascondere i difetti dei dischi esaminati.
Per verificare maggiormente l'uniformità dei risultati, i dischi in esame saranno analizzati in impianti differenti, con diverse impostazioni progettuali dei diffusori, proprio allo scopo di esaltare il più possibile la soggettività sonora dei diffusori. In questo modo sarà forse ancora più facile svelare
caratteristiche comuni ed oggettive del suono del CD nei diversi impianti.

 

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