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Crossover Threshold

Il crossover elettronico Threshold PCX, pietra miliare nella storia dell'alta fedeltà.

Ormai sappiamo che per ottenere le migliori prestazioni sonore non si può ricorrere al semplice Plug and Play. Occorre una accurata messa a punto dell'intero impianto, nonché l'utilizzo di elementi, ove possibile, che permettano il miglioramento delle prestazioni sonore.

La
multiamplificazione attiva con l'impiego di crossover elettronici è un elemento fondamentale per l'ottenimento di superiori prestazioni sonore.
Il
Crossover Elettronico consente, se utilizzato correttamente, un deciso miglioramento delle prestazioni sonore del proprio impianto, grazie al miglioramento delle prestazioni tecniche del diffusore e del binomio amplificatore-diffusore in genere.

Il crossover elettronico permette di amplificare i diffusori con due o più finali di potenza, la cui gamma audio di funzionamento è prefissata e limitata dallo stesso crossover. Ad esempio, un finale potrebbe amplificare i woofer dei diffusori, perciò la gamma bassa e solo quella, guadagnando così in qualità, bassa distorsione, trasparenza, maggior controllo, ecc. Tutto ciò solo perché il finale è
direttamente collegato all'altoparlante, senza componenti passivi (crossover passivo) in serie al segnale. Peccato che non tutti i diffusori prevedono la possibilità della biamplificazione (o triamplificazione) attiva.

I problemi di fase di cui tanti professano sono inesistenti, se si ha la possibilità di scegliere la frequenza di taglio secondo le indicazioni date dal costruttore del diffusore, in modo da potere incrociare gli altoparlanti nella zona di minore interferenza.
In questo modo è anche possibile migliorare il suono del proprio sistema di diffusori, affiancando a questi due subwoofer passivi di generose dimensioni, amplificati da un finale di potenza stereo e incrociati con i diffusori principali

al di sotto dei 100 Hz mediante l'ausilio di un crossover elettronico. Diversamente si potrebbe optare per il subwoofer attivo, dotato di fimale e crossover elettronico incorporati.

Nell'ottica di miglioramento di un impianto audio preesistente il crossover elettronico potrebbe essere la carta giusta.
Questo permette di far funzionare il finale di potenza alle frequenze interessate, raggiungendo due obiettivi. Da un lato quello di fare lavorare il finale su un limitato range di frequenze limitando così il suo dispendio di energie. Dall'altro, quello di permettere il collegamento diretto tra l'amplificatore ed il trasduttore o altoparlante con tutti i benefici che questa soluzione comporta e che non sono pochi.

Per questo motivo potrebbe essere un ottimo ausilio per il miglioramento del proprio impianto, bi-amplificandolo con due finali di potenza, uno per la gamma bassa e l'altro per quella medio alta, in quei casi in cui sia possibile.
Oppure inserendo nell'impianto un subwoofer di grosse dimensioni, necessario per gli amanti dei grandi complessi orchestrali di musica classica, organo, contrabbassi, pianoforte ed altri strumenti ricchi di basse frequenze, tagliandolo con un crossover elettronico ed amplificandolo con un ottimo finale.

La flessibilità della frequenza di taglio permette la sicurezza matematica del buon interfacciamento tra sub e diffusori principali ma anche tra gli stessi trasduttori di un diffusore.

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