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RIFLESSIONI AUDIO | 2010

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RIFLESSIONI AUDIO

2010  

TECNICA E PERCEZIONE SONORA  1 | 2 | 3

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rimasti stupiti dalla approfondita analisi e scoperta di diversi elementi progettuali. Il semplice ascolto di quei diffusori, potrebbe fare notare il loro punto di forza; ma di questo punto non vi è traccia nelle altre recensioni. Forse, questo punto di forza sarebbe facilmente rilevabile da coloro che sono abituati ad ascoltare diffusori planari, non certo da quelli abituati ad ascoltare diffusori tradizionali. I planaristi, però, non avrebbero riconosciuto alcun merito alle Pegasus….

La realtà del mercato offre i diffusori dinamici similari, con crossover a 6 dB/oct e taglio del tweeter superiore ai 2.500 Hz. Tutti suonano in modo sostanzialmente identico, poiché, prescindendo dalla loro qualità costruttiva, trasduttori utilizzati ed altro, non migliorano quello che è la sostanza: un diffusore tradizionale.
A nulla servirebbero gli "orpelli", ossia quegli elementi che secondo il costruttore dovrebbero contribuire a caratterizzarli. Esempi di "orpelli"? Tweeter con polvere di diamante, tweeter a nastro tagliati oltre i 5.000 Hz, tweeter in berillio, multi trasduttori, componenti speciali, trasduttori dal (presunto) costo astronomico, ecc. Sono tutti diffusori tradizionali, dove per costoro l'esoterismo risiederebbe nella qualità e particolarità dei materiali, esattamente come anticamente si credeva all'olio di serpente…


Lo stesso dicasi per le
elettroniche.
I lettori digitali, ad esempio, sono quasi tutti dotati di operazionali nella sezione analogica. Spesso, fare confronti di ascolto, è inutile: tutti quelli con gli stessi operazionali sono simili, se non identici nel suono… nessuno si distinguerà dalla massa. Nessuna rivista vi dirà queste cose, semplicemente perché è meglio lasciare i lettori all'oscuro, facendogli credere di percepire differenze, contentando i loro inserzionisti.
Perfettamente inutile è poi perdere tempo per ascoltare le amplificazioni in Classe D! Nella malaugurata ipotesi siate convinti di averne sentito qualcuno suonare bene, consiglio di dedicarvi ad altro.

In conclusione, nella valutazione della qualità sonora di un componente audio, concorrono numerosi fattori e non solo l'ascolto o solo la misura strumentale. Ed è quello che faccio nella valutazione di un prodotto: applico tutti gli strumenti in mio possesso per compiere una corretta valutazione, la più aderente alla qualità del componente: analisi del progetto, analisi tecnica e tecnologica, analisi delle misure strumentali ed analisi di ascolto. Tutti fattori che "generano" il giudizio finale. L'uno non esclude l'altro, ma l'uno condizionerà l'altro.

Francesco S. Piccione

 

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