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RIFLESSIONI AUDIO | 2008

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RIFLESSIONI AUDIO

2008  

LA QUALITA' DELLE REGISTRAZIONI - I Concetti di Qualità, Altezza e Spazialità del Suono  1 | 2 | 3 | 4

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larghezza e profondità. Il concetto di altezza è stato esaminato poc'anzi. Occorre quindi trattare della larghezza e profondità della scena sonora.

Occorre riprendere il discorso prima trattato circa le modalità di registrazione di un disco.
Difficilmente possiamo percepire la spazialità del suono così come è generalmente intesa, in tutte quelle registrazioni effettuate in piccoli studi, dove possibilmente tutti gli strumenti e le voci sono dotate di un proprio microfono sistemato in posizione ravvicinata (
riprese multimicrofoniche). Nelle migliori registrazioni di questo genere, dovremmo percepire un suono riprodotto con effetto monitor, ossia con strumenti e voci in primo piano, ben localizzati tra i due diffusori, ma senza conoscere di preciso la distanza tra loro o il posizionamento nell'ambiente virtuale riproposto dal proprio sistema di diffusione del suono. 

Alcune case discografiche, invece, tengono conto
dell'acustica della sala di musica nel concepire le loro registrazioni.
Nella stragrande maggioranza dei casi, l'ambienza viene riproposta con l'aggiunta di
riverbero artificiale. All''ascolto questo genere di registrazioni, si presentano con un modesto riverbero che contribuisce alla sensazione di ascoltare all'interno di un locale dalle precise dimensioni (sala di registrazione, sala da musica, chiesa, ecc.). Esistono pochissime registrazioni dove il riverbero ambientale (riverbero naturale) è catturato con appositi microfoni e miscelato con il suono catturato dai microfoni principali. In rari casi tale ripresa raggiunge vette elevate di naturalezza e veridicità dell'evento sonoro.

In tutti questi casi
è difficile immaginare una corretta riproposizione nello spazio degli strumenti e voci, da parte di un qualsiasi impianto audio, poiché come abbiamo visto tali dati non esistono nella realtà delle diverse tipologie di ripresa del suono. Esistono in parte, ma riuscire a registrare millimetricamente la collocazione spaziale degli strumenti così come si trovavano nella sala di registrazione è impresa utopica.

Ne consegue che la
scena sonora che esprime un impianto audio è il frutto di determinati fattori; in particolare della modalità di emissione dei diffusori e della loro

collocazione in ambiente.
Quando nel corso dell'ascolto si parla delle dimensioni della scena sonora, ci si riferisce alle dimensioni virtuali,
quelle che sono in grado di esprimere l'intera catena audio ed in particolare i diffusori.
Quindi i parametri di profondità, altezza e larghezza sono quelli espressi dalla catena audio e non certo contenuti in una registrazione. Questi parametri variano in funzione della qualità e della capacità dei diffusori di scomparire come sorgente acustica, proiettando le onde sonore nelle tre direzioni. Quando la catena ed i diffusori sono di elevata qualità, il suono verrà diffuso in modo ampio, tanto da oltrepassare virtualmente i limiti fisici dell'ambiente d'ascolto. Più è elevata l'estensione della risposta in frequenza dei diffusori, maggiore sarà il palcoscenico virtuale.

L'effetto stereo, ossia la quantità di suono che il tecnico del suono decide di dare a ciascuno strumento musicale (o catturato dai pochi microfoni posti di fronte agli esecutori), contribuisce a posizionare gli strumenti nello spazio virtuale, ma non nel modo in cui credono molti audiofili. 
Se la
disposizione in linea tra i due canali dei diversi strumenti musicali, catturata o imposta in fase di editing, potrebbe essere fedelmente riproposta, lo stesso non si potrà dire per la profondità o la proiezione in avanti della scena sonora. Questi due parametri dipenderanno dal tipo di diffusori utilizzati per la riproduzione, dalla loro disposizione nel locale di ascolto e dalla qualità delle elettroniche e cavi impiegati, ecc.

Un parametro molto importante e che indica la qualità della registrazione e dell'impianto è l'estensione della spazialità oltre i limiti laterali imposti dai due diffusori.
Mi riferisco a quello spazio che si trova tra un diffusore e la parete laterale. Quando la propagazione del suono, dislocandosi nello spazio oltrepassa tale limite, siamo nel campo dell'eccellenza. Tante registrazioni o tanti impianti riproducono una spazialità che rimane relegata entro il limite fisico imposto dai due diffusori.

Infine, la riproduzione spaziale dei migliori sistemi audio, si avvicina notevolmente alla


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