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RIFLESSIONI AUDIO | 2007

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FALSI MITI, LUOGHI COMUNI E LEGGENDE METROPOLITANE
A SPROPOSITO DI …
CONFRONTI FRA CAVI DI COLLEGAMENTO

Falsi miti, luoghi comuni e leggende metropolitane sono tutti quegli argomenti errati che sono ben radicati nella mente di moltissimi audiofili e che sinteticamente possono essere riassunti in "a sproposito di…". Tali argomentazioni nel tempo hanno generato effetti deleteri e dannosi all'audio di qualità che perdurano ancora oggi. Da ciò la necessità di far chiarezza una volta per tutte.

Sui cavi di collegamento esiste su internet una copiosa documentazione, spesso priva di fondamento. L'argomento è alquanto complesso, ma anche suggestivo: com'è possibile che la qualità del suono viene alterata quando scorre all'interno di un semplice filo di rame?
Sappiamo da anni che i cavi di collegamento sono in grado di alterare la qualità del suono, principalmente a causa di fattori noti in elettronica: resistenza, capacità, induttanza.
Sappiamo anche che vi sono elementi più o meno noti che incidono sul trasporto del segnale, come le interferenze di radiofrequenza ed i campi elettromagnetici.
Vi sono poi altri elementi la cui natura non è ben definita ma che incidono anch'essi, anche pesantemente.

Di fatto, qualsiasi considerazione e studi possiamo fare, su questo argomento vi sono due schieramenti contrapposti: i favorevoli ed i contrari. Ai contrari appartengono soprattutto i maleducati all'ennesima potenza poiché ci mettono un millesimo di secondo - con una destrezza degna della migliore risposta ai transienti dei migliori cavi esistenti in commercio - ad ingiuriare le persone semplicemente perché costoro non ammettono pensieri diversi dai loro. Lo notiamo in tutti i gruppi di discussione. Hanno ragione, non hanno ragione non è questo l'argomento di oggi.
Oggi si tratta di indicare le regole basilari per potere verificare se esistono differenze sonore tra cavi di collegamento diversi, in modo da fare uscire l'argomento da quelle aree perniciose che sono i falsi miti, luoghi comuni e leggende metropolitane.

Le regole da seguire nei confronti dei cavi sono poche e fondamentali.
Innanzitutto, occorre disporre di un impianto stereo di alta qualità, terminato con diffusori dall'elevata risposta in frequenza, tra i 16 e i 32.000 Hz o tra i 40 ed i 22.000 Hz. L'efficienza è un altro parametro importante: più è alta più facilmente si avrà la possibilità di discernere particolari musicali sempre più nascosti.
Se non si possiede un buon impianto, scorgere la differenza tra un cavo ed un altro è particolarmente difficile. Ma ancora più difficile è distinguere il cavo di qualità da uno scadente. I cavi di collegamento hanno sostanzialmente natura sottrattiva, ossia tolgono particolari. Se l'impianto non è equilibrato, potrebbe succedere di premiare il cavo che lo fa suonare meglio, con la conseguenza che in caso di miglioramento dello stesso, quel cavo non si adatterà più.

Il fatto che i diffusori debbano possedere la più ampia risposta in frequenza, è propedeutica all'accertamento della qualità dei cavi in prova. L'esempio che uso frequentemente è quello della risposta alle bassissime frequenze dei cavi di interconnessione. Se l'impianto non riesce a scendere sotto i 40/30 Hz, non vi sarà possibile sapere tra due o più cavi, qual è quello che riesce a restituire i bassi profondi. Per cui nel confronto, potreste privilegiare un cavo sottrattivo in gamma bassa, magari perché rispetto all'altro più equilibrato, produce un tintinnio più preciso, per poi accorgervi con il tempo, che quello scelto è senza bassi e quell'altro magari aveva bisogno di maggiore rodaggio o dell'impianto accuratamente messo a punto. E' questo un errore frequente: secoli fa, ci sono cascato.

Nel confronto diretto tra cavi differenti, specialmente di interconnessione, oltre al fattore dominante della qualità dell'impianto stereo, occorre fare entrare nel gioco due fattori: il
rodaggio e, udite udite, la resistenza da contatto dei connettori….

Se molti non credono al suono dei cavi, figuratevi al
rodaggio di questi!
A che serve il rodaggio in un cavo di collegamento? A creare una sorta di
pista scivolosa al passaggio degli elettroni! Mano a mano che questa pista si liscia, viene facilitato il passaggio degli elettroni e conseguentemente il migliore trasferimento, favorendo tanti parametri tra cui l'allargamento della risposta in frequenza. I cavi scadenti non necessitano di rodaggio, se non in una misura minima: subito da nuovi esprimono le loro massime caratteristiche sonore.
I cavi buoni, invece, hanno bisogno di un lungo periodo di rodaggio per esprimere al massimo le loro prestazioni. Esiste un metodo più veloce per fare il rodaggio e lo sveleremo nel numero di Gennaio 2008!
Ai fini di questo sproposito, vi basta considerare il fatto che se si confrontano due cavi, uno rodato e l'altro no, il confronto non è corretto.

Il fatto
simpatico è quello relativo alla resistenza da contatto.
Dando per scontato che i connettori devono essere dorati e di alta qualità, la resistenza di contatto è quella che
si forma tutte le volte che noi togliamo ed inseriamo lo spinotto del cavo nella sua sede! Sento ululati di disapprovazione… La resistenza da contatto esiste e si nota quando si ascolta tramite diffusori ad alta efficienza. Questa si comporta alla stessa stregua del rodaggio: se il cavo non è nuovo, la resistenza di contatto svanisce dopo 24 ore dal collegamento del cavo agli apparecchi. Se togliete di nuovo il cavo, dovrete attendere altre 24 ore. Così tutte le volte che disconnettete qualsiasi cavo.
Alzi la mano colui che ha sempre avuto l'impressione che, smontato tutto l'impianto per fare la pulizia totale della sala d'ascolto, dopo avere riposizionato tutti gli apparecchi, collegati tra loro ed alla rete elettrica, il suono appena ascoltato fosse diverso o peggio orrendo! E che questa sensazione gli è rimasta anche dopo avere ascoltato per diverse ore… Cosa credete che sia? A parte altri fattori ambientali, è la resistenza da contatto che si forma in tutti i connettori, compresi quelli di alimentazione.

Alla luce di questo imponderabile fatto, sono incongruenti tutte le prove a confronto tra cavi effettuate al
volo, ossia staccandone uno, collegando l'altro ed ascoltando immediatamente il suono. Questa procedura non è corretta.
Occorre invece, attendere che svanisca la resistenza da contatto e fare il confronto mentalmente, fidandosi delle proprie sensazioni. Se si effettuano i confronti nella tranquillità delle mura domestiche e con il proprio impianto e con i dischi che si conoscono a menadito, si potrà avere una idea chiara dell'andamento del confronto. In tutti gli altri casi, non si sa!

L'unica scappatoia se si tratta del confronto tra cavi di interconnessione è quella di utilizzare un lettore CD dotato di due uscite, in cui collegare i due cavi a loro volta collegati ad un preamplificatore dotato di ingressi identici. Questa è l'unica ipotesi di prova corretta, ovviamente dopo 24 ore dal collegamento ed a patto che entrambi i cavi siano stati rodati.

CONCLUSIONI
Effettuare al volo dei confronti tra cavi di collegamento non è una operazione giusta. Questa procedura è errata e spesso causa di errori di valutazione. Meglio portarsi il cavo a casa e valutare con calma la differenza con l'altro o gli altri. Nel giro di una settimana avrete le idee più chiare e possibilmente non errate.

Francesco S. Piccione

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