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RIFLESSIONI AUDIO | 2007

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FALSI MITI, LUOGHI COMUNI E LEGGENDE METROPOLITANE
"A SPROPOSITO DI …"
VELOCITA'
DI FRANCESCO S. PICCIONE

Falsi miti, luoghi comuni e leggende metropolitane sono tutti quegli argomenti errati che sono ben radicati nella mente di moltissimi audiofili e che sinteticamente possono essere riassunti in "a sproposito di…". Tali argomentazioni nel tempo hanno generato effetti deleteri e dannosi all'audio di qualità che perdurano ancora oggi. Da ciò la necessità di far chiarezza una volta per tutte.

Una famosa, diffusissima quanto inossidabile leggenda metropolitana s'incentra attorno ai
diffusori ibridi.
Questi sono sistemi di diffusione del suono che utilizzano trasduttori dalla differente meccanica costruttiva: da un lato il tradizionale trasduttore dinamico (woofer, midrange e tweeter); dall'altro il trasduttore planare  in genere (isodinamico; a nastro; elettrostatico).
In commercio esistono molteplici esempi di diffusori ibridi che utilizzano con successo trasduttori differenti; questi solitamente sono composti da uno o più woofer dinamici per la gamma bassa (o subwoofer per il basso profondo) e trasduttori planari per la gamma medio alta.

Lo
sproposito (e questo è uno di quelli duri a morire) s'incentra attorno al presunto slegamento tra la gamma bassa restituita dal woofer e la gamma medio alta restituita da un trasduttore isodinamico o elettrostatico.
Un'altra variante dello
sproposito è l'esistenza dello slegamento tra una parte della banda audio riprodotta da trasduttori dinamici e il tweeter planare (!).
Lo
slegamento consisterebbe nella percezione della differente velocità di emissione tra il trasduttore dinamico e quello planare.

Questa asserzione è infondate per ovvie ragioni tecniche.
Chi afferma di udire una differente velocità tra trasduttori diversi, afferma semplicemente una sua opinione. La risposta è semplice. Pensateci bene: tutti i trasduttori hanno differenti risposte ai transienti. Queste differenze sono rapportabili alla gamma di frequenze da riprodurre. Trasduttori di grandi dimensioni avranno una risposta ai transienti o velocità di emissione più bassa rispetto ai trasduttori più piccoli,
a prescindere dalla tecnologia costruttiva impiegata. Di conseguenza un tweeter sarà sempre più veloce del midrange e questo del woofer.
Inoltre, la risposta ai transienti o fattore di accelerazione è una caratteristica qualitativa del trasduttore: più veloce è l'altoparlante, migliore sarà la sua risposta ai transienti; ma la velocità di emissione sarà sempre più alta man mano che si sale in frequenza. Per cui se abbiamo due trasduttori che riproducono la medesima banda passante, sarà migliore quello che esibirà una migliore risposta ai transienti o maggiore fattore di accelerazione.
Quando si tratterà di riprodurre la musica, però, non è che un trasduttore più veloce la riprodurrà più velocemente, come se il disco andasse più veloce; semplicemente quel trasduttore riprodurrà tutte le frequenze per cui è stato costruito. 20.000 Hz sono ventimila cicli al secondo e non potranno essere riprodotti da un trasduttore lento tipo il woofer, ma solamente da quei trasduttori dotati di membrane talmente leggere da essere in grado di muoversi a tale velocità. Se, per esempio, un tweeter è dotato di una membrana particolarmente leggera, questo sarà in grado di suonare oltre i 20.000 Hz; questo fatto indica però una qualità del trasduttore, non che a 5.000 Hz suonerà più velocemente di un altro che non supera i 20.000 Hz. Tuttalpiù potrà suonare più preciso e quindi più dettagliato, ma a scapito delle frequenze più basse, dove aumenteranno le possibilità di una sua rottura e la necessità di incrociarlo più in alto rispetto all'altro tweeter (ad esempio a 2.500 Hz il tweeter più lento e a 4.500 quello più veloce): tutto è concatenato.

Che problemi vi sono in un incrocio? Anzitutto i due trasduttori devono funzionare correttamente alla frequenza di incrocio; se così non fosse si andrebbe incontro a distorsioni elevate o alla rottura dell'altoparlante: questo fatto già spiegherebbe l'inesistenza del problema
velocità.
La velocità è un parametro tecnico che è denominato
fattore di accelerazione.
Questo è dato dal rapporto tra il fattore di forza del campo magnetico ed il peso della membrana.
Ma, come affermavo prima, la velocità è anche legata alle caratteristiche meccaniche del trasduttore, ossia alla sua destinazione in funzione della banda da riprodurre.
Come mai allora all'ascolto della musica non sentiamo questa differenza di velocità nei diffusori a più vie o ibridi? Semplicemente perché sono le frequenze riprodotte che determinano la velocità. Le basse frequenza sono così denominate in quanto è bassa la loro frequenza in unità di secondo: 20 Hz sono venti impulsi al secondo. Per cui quando ascoltiamo la musica l'enorme velocità del trasduttore ci servirà esclusivamente per avere maggiore precisione, ma non potrà mai aumentare la velocità di esecuzione di un brano.
In definitiva, quando incrociamo due trasduttori diversi i problemi non sono diversi da quelli esistenti nell'incrocio tra due trasduttori dalla tecnologia costruttiva identica, ma di diverse dimensioni (woofer, midrange, tweeter): occorre cercare la frequenza di incrocio
ottimale che permetta un transito tra i due altoparlanti senza sfasamenti, ritardi, ecc.. Dopodiché ognuno svolgerà il suo compito al meglio delle sue possibilità; nella regione d'incrocio non vi potrà essere differenza di velocità di emissione, semplicemente perché essi viaggiano alla stessa velocità,  stabilita dalle frequenze interessate.
Se l'incrocio è fissato a 250 Hz, entrambi i trasduttori emetteranno la stessa frequenza, quindi andranno alla stessa velocità: l'altoparlante più grande si attenuerà più avanti in frequenza lasciando il compito della riproduzione all'altoparlante più piccolo.
Se volessimo ricercare differenze timbriche per la maggiore qualità di un trasduttore rispetto all'altro, queste non saranno diverse da quelle esibite da due trasduttori realizzati con la medesima tecnologia.
Eppoi, il woofer ad esempio, del contrabbasso restituirà il suono emesso dalla cassa armonica, mentre l'altro trasduttore riprodurrà il suono emesso dalle corde. L'unione delle due emissioni genererà la sensazione di
veridicità del contrabbasso. A meno di trovarsi di fronte a casi di errori clamorosi di incrocio in un particolare diffusore, ma è un'ipotesi remota.

Morale della storia: affermare che esiste all'ascolto di un diffusore ibrido una maggiore velocità e quindi uno slegamento udibile tra un tipo di trasduttore rispetto ad un altro, a causa della loro differente natura costruttiva, è come raccontare una favola.

Alla prossima.

Francesco S. Piccione

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