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HIM HALL BY ARRANGEMENT
PREMESSA L'idea di fare la recensione di questo superbo CD, o meglio di questo strumento sonoro, poiché chiamarlo cd significa quasi disprezzarlo, è venuta a Gian Luca quando ha saputo che lo stesso lo possiede anche Roberto. Contattatomi mi ha estrinsecato la sua idea con una certa dose di entusiasmo ed io ho preso la palla al balzo. Non mi aspettavo invece una così bella riuscita, tanto da richiedere una recensione anche allo steso Roberto e la nascita di questa nuova rubrica, intitolata "Strumenti Sonori". Lo scopo principe è quello d'analizzare i CD con diversi impianti audio, ma soprattutto recensire CD che sono più degli strumenti sonori, data la loro elevata qualità, che dei semplici dischetti argentati. La nostra fortuna risiede nel fatto che CD del genere sono pochi diffusi, per cui non saremo certi oberati di lavoro in tal senso, situazione a favore della qualità delle recensioni. Lascio la parola ai miei due amici.
Francesco S. Piccione
BY ARRANGEMENT a cura di Gian Luca Marchetti
La recensione di questo CD ha rappresentato per me un momento di grande soddisfazione, poiché si tratta di un'opera di indubbio valore artistico, con delle esecuzioni strumentali di alto livello. Il commento artistico del CD non rientra nelle mie competenze, per cui mi limiterò a citare alcune informazioni contenute all'interno del CD stesso, scritte dalla figlia di Jim Hall. L'opera contiene nove brani che rappresentano dei classici del Jazz, tutti reinterpretati ed arrangiati in modo del tutto originale dal grande Jazzman. L'intento di Jim è stato quello di partire da brani di artisti\amici (ad eccezione del quinto e del sesto, da lui composti), per poter esprimere sentimenti personali, cercando però di non snaturare le caratteristiche dei brani originali. La figlia di Jim tiene a sottolineare che il padre ha reinterpretato i brani senza farsi influenzare da schemi musicali precisi, tanto che difficilmente si può inquadrare il contenuto di questo CD all' interno di un solo genere musicale. Anch' io, all' ascolto, ho avuto questa impressione: si tratta inequivocabilmente di grande musica, dove il Jazz si fonde con la musica da camera e con altri generi musicali. Una delle caratteristiche particolari di questo CD è l'assenza dei violini nei brani dove c'è l'intervento degli archi: questa scelta di Jim Hall è motivata dalla volontà di ottenere un "darker sound". Anche l' intervento degli ottoni è a suo modo atipico: il flugelhorn, le due trombe, il corno francese, i due tromboni e la tuba compongono una tavolozza ricca di contrasti e dissonanze, volute dall' Autore per ricreare un' atmosfera dalle molte sfumature.
Prima di passare alla prova di ascolto, desidero ricordare al lettore di vedere la composizione del mio impianto (inserire link), che risulta però sostanzialmente variata in questa occasione. Attualmente sono infatti alla ricerca di una bella coppia pre + finale: in questo momento ho in prova a casa mia il pre THRESHOLD FET NINE, ed il finale MC CORMACK MICRO DRIVE POWER, connessi con cavi XLO 150, il tutto gentilmente concesso da BREAK POINT, località La California, Livorno. Si tratta di un centro HI-END di altissimo livello, importatore e distributore di marche di alto qualità (sito internet: www.pfa.it). Un grazie sincero alle Signore Elena e Paola del Break Point!
Il THRESHOLD FET NINE è un preamplificatore di altissimo rango ma, al suo fianco, non ha stonato il buon MC CORMACK, anzi........Si tratterebbe pur sempre di un'accoppiata da almeno dodici milioni di lire, se il Threshold fosse ancora in commercio! Rammento anche di considerare bene le caratteristiche del mio ambiente di ascolto, che pongono sicuri limiti alla ricostruzione scenica, anche con un impianto di alto livello come quello a mia disposizione, terminato con ESS AMT 330. PRIMO BRANO: Django (John Lewis). Path Metheny e Jim Hall, chitarre acustiche; St Luke's Orchestra, archi.
Il soundstage appare ben scolpito, con archi ai lati, chitarre al centro e batteria più in dietro. La chitarra acustica sulla destra ha un suono pulito e ricco di sfumature. Si apprezza distintamente lo sfregare sulle corde. Il basso è ben scolpito, preciso ed articolato, anche se mai protagonista. I piatti della batteria sono ben disposti in altezza ed abbastanza puliti, anche se la loro resa non è ai massimi livelli, e viene superata in altri passaggi all'interno dello stesso CD. La voce che accompagna il suono della chitarra acustica in alcuni passaggi (Jim Hall?), contribuisce a donare un senso di ambienza. La scena si mantiene sempre buona e viene riempita alla fine del brano da un bellissimo assolo di chitarra, restituito con grande dettaglio, microdinamica ed ariosità.
GIUDIZIO: +++ (se non fosse per i piatti della batteria , sarebbe un ++++).
SECONDO BRANO: Waltz for Debby (Bill Evans, Gene Lees). Jim Hall, chitarra; The New York Voices, coro.
Le voci in apertura, maschili a destra e femminili a sinistra, consentono di apprezzare l'estensione orizzontale del soundstage. La chitarra elettrica sulla sinistra è limpida, la batteria sul fondo, almeno un metro dietro i diffusori, ed il basso più avanti, donano il senso della profondità. Le voci del coro sono ricche di sfumature; il respiro dei cantanti è presente ma non spiacevole, anzi! Molto buono il controllo delle sibilanti . I piatti della batteria, con il loro ticchettio molto ben restituito, sembrano segnare lo scorrere del tempo, accompagnandoti verso la fine di un brano veramente bello. Bello anche l' accompagnamento delle voci basse da parte del basso al centro.
Giudizio: ++++
TERZO BRANO: Ruby my dear (Thelonius Monk). Tom Harrell, flugelhorn; Jim Pugh, trombone; Marcus Rojas, tuba; Jim Hall, chitarra; Scott Colley, basso; ottoni.
Il trombone sulla sinistra ha un suono caldo, abbastanza pulito e potente, anche se suonato con delicatezza. Bella la dinamica nella restituzione delle trombe a destra e la microdinamica e dettaglio sulle corde delle chitarre. Bello il basso, sempre discreto ma ben presente ed articolato. Al minuto 3 circa, le trombe riempiono il centro del soundstage con una naturalezza disarmante, seguiti dal basso e da un'ottima batteria, i cui piatti si distinguono nel finale.
GIUDIZIO: ++++
QUARTO BRANO: Goodbye (Gordon Jenkins). Joe Lovano, clarinetto e sassofono soprano; Jim Hall, chitarra; St Luke's Orchestra, archi.
Ecco il basso protagonista, con dei bei piatti ad accompagnarlo e, sulla destra, una bella chitarra suonata su note medie che mai si confondono con quelle del basso. Il suono del clarinetto sulla destra denota una imperfezione di registrazione in alcuni passaggi iniziali: peccato, perché , per il resto, il timbro dello strumento non è male, anche se non eccezionale. La voce del sassofono soprano è migliore, direi molto buona, anche se non siamo ai livelli della resa delle chitarre, del trombone e dei piatti della batteria, durante i migliori passaggi. Profondo ed articolato il basso al centro del soundstage, sul finire del brano. Forse, il più bel basso del CD.
GIUDIZIO: clarinetto -\+, sassofono ++, il resto ++++
QUINTO BRANO: Art song (Jim Hall). Tom Harrell, flugelhorn; Jim Hall, chitarra; Terry Clarke, percussioni; ottoni.
Le trombe sono buone, anche se , forse, in alcuni passaggi, si avverte un po' troppo il soffiare dell'esecutore. Solito bel trombone e bei piatti della batteria, pane per i denti del tweeter di Heill. Ancora molto buono il basso. Si distingue la bellissima esecuzione della batteria, che diventa protagonista al minuto 5 circa, ma il cui contributo è sempre essenziale in questo CD.
GIUDIZIO: +++\++++
SESTO BRANO: October song (Jim Hall). Jim Hall, chitarra; Louise Schulman, solo viola; St Luke's Orchestra, archi.
La chitarra suona ben dietro ai diffusori, molto dettagliata e ricca di sfumature; veramente eccezionale! Gli archi non raggiungono vette da primato, ma sono buoni. Belli la viola sulla sinistra ed il basso sulla destra,, ma è ancora la chitarra ad essere protagonista, anche nella qualità della registrazione. Molto buona la separazione spaziale tra gli strumenti..
GIUDIZIO: archi ++, chitarra ++++
SETTIMO BRANO: Wendy (Paul Desmond). Jim Hall, chitarra; ottoni.
Chitarra!! Piatti e grancassa della batteria!! Basso che in un paio di passaggi si immerge in profondità. La qualità è nella media, alta, della registrazione.
GIUDIZIO: ++++
OTTAVO BRANO: The wind (Russ Freeman, Jerry Gladstone). The New York Voices, coro; Greg Hosby, sassofono alto; Jim Hall, chitarra.
Ancora qualità molto alta. Pulite le voci, molto belle le chitarre, bello il basso, molto bello il sassofono alto sulla destra. La separazione spaziale tra i vari strumenti è molto buona, meglio anche che nei brani precedenti.
GIUDIZIO: ++++
NONO BRANO: Whisper not (Benny Golson). Jim Hall, chitarra; Alex Brofsky, corno; Jim Pugh, trombone; Terry Clarke, percussioni; ottoni.
Molto buoni corno e trombone. Bello il senso di profondità donato dai piatti sul fondo, suonati con grande delicatezza. Bella la chitarra e la sensazione di presenza delle corde del basso. Anche la batteria si distingue.
GIUDIZIO: ++++
(Continua a pagina 2)
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