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I RIFERIMENTI REALI
CONFRONTI LIVE TRA STRUMENTI MUSICALI ED IMPIANTO AUDIO


DATA PUBBLICAZIONE
01/12/2007

FOTO

Il percussionista a cui vanno i nostri più sinceri ringraziamenti, è il maestro Filippo Gianfriddo.

(Continua da pagina 7)

Tornando al nostro "piccolo" strumento, un brano di musica classica, a dir poco celebre, che lo vede protagonista e del quale scandisce il ritmo, è il "Bolero" di Ravel.
Questa musica meravigliosa, ha il vantaggio di essere eseguita abbastanza spesso, quindi chiunque potrà sentirla dal vivo con una certa facilità ed avrà modo di conoscere, oltre al suono delle percussioni utilizzate, l'incredibile capacità di "crescendo" di una grande orchestra.
E' opportuno notare, come sia difficile iniziare la riproduzione del "Bolero", con un livello di emissione  sonora che approssimi quella del rullante durante l'esecuzione live; in qualsiasi punto di un teatro, il rullante si farà sentire, "purtroppo", ben più forte di quanto si possa immaginare se non lo si è ascoltato dal vivo, già dalle prime note del "Bolero" ed anche quando l'orchestra suona nel golfo mistico.

Altri 2 capolavori da ascoltare assolutamente, per conoscere il suono del
tamburo, sono  l'"Ouverture" di "La gazza ladra" di Rossini ed il "Festival at Baghdad-The sea" della "Sheherazade" di Rimskij Korsakov.
Un altro splendido intervento del rullante, in un momento di grande
tensione esecutiva, lo possiamo ascoltare in "Pictures at an exhibition" di Modest Mussorgsky, nel brano "Bydlo". Quando il sistema "risolve" questo bellissimo brano, la sensazione che 2 enormi buoi stiano veramente trainando in mezzo al fango, con indicibile sforzo, un pesante carro, è veramente fortissima; soprattutto se i 2 grossi animali, sono "condotti" da Herbert von Karajan….

CONCLUSIONI

Con l'analisi delle percussioni, è dimostrabile che se si vuole parlare di
riproduzione ad Alta Fedeltà, soprattutto degli strumenti musicali di grandi dimensioni, è necessario distinguere i vari livelli di approssimazione della realtà sonora, sino a giungere alla riproposizione nella propria sala di ascolto.
Intanto ho potuto accertare personalmente, che solo i megasistemi ed i grossi diffusori coadiuvati da grandi subwoofers, permettono un ascolto credibile degli strumenti in grado di scendere molto in frequenza ed una approssimazione accettabile durante la riproduzione dei capolavori più mastodontici o dell'organo a canne. Questo perché vi è un rapporto diretto tra le dimensioni fisiche degli strumenti musicali e quelle dei sistemi di diffusione del suono. Entrambi emettono aria che genera onde sonore in una quantità direttamente proporzionale, come stabilisce la fisica, alle loro dimensioni.

Mano a mano che diminuisce il rispetto dei parametri fisici che consentono di riprodurre almeno le frequenze udibili, il timbro degli strumenti riprodotti si allontanerà sempre più da quello originale, a prescindere dalla qualità delle incisioni, fino a non aver più niente a che fare con esso appena si scende sotto le misure indicate per i diffusori, nello
Standard Minimo
Tutto questo implica che certe categorie di prodotti non vengano considerate,
non per mancanza di rispetto verso gli stessi, ma perché sarebbe illogico parlarne in riferimento all'Alta Fedeltà, quando non ne rispettano i canoni di appartenenza. Vi immaginate la faccia di un appassionato di Formula 1 che compra una rivista specializzata e ci trova poi la descrizione della Fiat Seicento?

Ovviamente tutti i componenti del sistema hanno un ruolo fondamentale e non si può fare una vera e propria classifica, in ordine di importanza, senza cadere nella banalità; l'ordine sarà stabilito in maniera insindacabile dal budget che si ha disposizione, ma visto che difficilmente si potrà avere tutto e subito è importante
concentrare i primi sforzi sui diffusori.

Alcune
prove estreme possono facilmente dimostrare che se il diffusore viene scelto oculatamente, si possono ottenere buoni risultati "provvisori", già da subito, anche con spese modeste. Infatti , esistono un buon numero di sorgenti ed amplificatori, che rappresentano dei veri e propri miracoli, in relazione al costo. E' chiaro che lo Stato dell'Arte viene fatto pagare quasi sempre a caro prezzo, ma "purtroppo", a parte alcune realizzazioni da "esperimento di marketing", il livello prestazionale, è solitamente abbastanza ben allineato con il costo.
I diffusori, invece, hanno una caratteristica che li rende assolutamente unici: è possibile spendere svariate migliaia di euro per entrare in possesso di bottoli dotati di banda passante non troppo diversa da quella delle casse dei sistemi coordinati da 200 euro; vere e proprie utilitarie vendute a 50.000 euro giustificandone il prezzo con i cerchi in lega in dotazione….

A noi piace difendere la Cultura Musicale e la vera Alta Fedeltà consigliando l'ascolto dei riferimenti reali e dei componenti che veramente permettono una riproduzione fedele degna di tale nome.
Se poi si vuole banalizzare il tutto dicendo che l'importante è ascoltare e che la musica è tale anche se viene solo fischiata, non vedo perché definirsi appassionati di musica e/o audiofili, quando ci potremmo chiamare tranquillamente
fischiettofili e sarebbe uguale.
Oppure si può continuare con la tendenza a mischiare l'Alta Fedeltà con i giocattoli, gli accessori per computer, i cellulari ed altri oggetti non attinenti ad essa, ma poi non lamentiamoci quando gli adolescenti ci chiedono se l'"Aria"
sulla quarta corda sia stata composta da Piero Angela o se la "Badinerie" della "Suite BWV 1067" sia una soneria.

Giacomo Pischedda

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