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I RIFERIMENTI REALI
CONFRONTI LIVE TRA STRUMENTI MUSICALI ED IMPIANTO AUDIO


DATA PUBBLICAZIONE
01/12/2007

FOTO

Il pedale per la regolazione dell'accordatura del timpano.

(Continua da pagina 5)


Anche in questo caso è fondamentale saper "filtrare", durante la riproduzione tramite il nostro sistema, il modo in cui sembrino realizzate le eventuali incisioni. A tal proposito sento spesso dire che gli strumenti, in teatro, "suonano piano", ma senza considerare che magari li stiamo ascoltando a 30 metri di distanza ed in un ambiente enorme; se invece provassimo, a parità di condizioni, ad ascoltare un impianto, ci sembrerebbe  ancora che gli strumenti veri suonino poi così piano? Probabilmente no.
La sensazione alla quale è difficile abituarsi, durante l'ascolto di un disco non perfettamente riuscito o talvolta pessimo, è che certi strumenti ci sembrano addosso ed altri tendono invece a perdersi; si potrebbe anche dire che alcuni ci sembra di ascoltarli da vicino ed altri da lontano.
Vediamo quindi, che per accumulare esperienza e migliorare le proprie capacità di discernimento,
è indispensabile abituarsi a tutti i tipi possibili di ascolto reale, da quelli "dettagliati" e "vivi" della prima fila in platea a quelli "poco articolati" ed "un po' smorti" delle piccionaie, passando per le file più "equilibrate" e "neutre" della platea e delle logge.
Allo  stesso modo, è fondamentale abituarsi a tutti i tipi di incisioni, in modo da poter capire che talvolta si potrebbe trattare non di una brutta registrazione, ma di una corretta riproduzione di suoni "sconosciuti", che magari, non ci sarebbero piaciuti neanche dal vivo ….

Alcuni  dischi incisi allo Stato dell'Arte che, sistema permettendo, ci consentono di "ospitare" i grandi strumenti a percussione nella nostra sala d'ascolto (con tutto ciò che ne deriva),  sono:

- il
Super CD Test N° 2 della Telarc; ad esempio alle tracce N° 15, 16 e 26 (da poco recensito su HFG in Strumenti Sonori);
- i
"Carmina burana" della Sicut Sol; in alcuni passaggi si rischia semplicemente una leggera afasia;
-
"La sagra della primavera" diretta da Sir Colin Davis, con la London Symphony Orchestra (incisione Philips del 1977, "trattata" con il 96kHz-24bit Super Digital Transfer), un'incisione "normale", che ci permette di godere un'esecuzione magistrale e nella quale, durante "I giochi delle tribù rivali" ed il successivo "Corteo del saggio", si può percepire persino l'oscillazione della grancassa sui suoi supporti elastici.

IL TAM-TAM
Questi splendidi strumenti in bronzo, in questo caso di costruzione artigianale, hanno un fascino particolare che inizia già dalle loro origini cinesi, che praticamente si perdono nel tempo. Per quanto riguarda l'utilizzo di questi strumenti, nelle "nostre" orchestre, mi sembra invece che siano stati introdotti durante l'ottocento.

Spesso si tende ad identificare il
tam-tam con il gong, ma il "nostro" strumentista, storcendo il naso, mi fa notare che il  tam-tam è praticamente piatto ed è sempre a suono indeterminato, mentre il gong ha una forma vistosamente concava o comunque differente, soprattutto nel caso del gong a mamelon (che ricalca le forme femminili) ed è spesso richiesta una determinazione della sua nota.

Un compositore che ha fatto un largo impiego di questi strumenti idiofoni, è
Ottorino Respighi
I mastodontici poemi sinfonici di Respighi (ad esempio
"I pini di Roma"), sono notissimi per la loro grandiosità e devono essere assolutamente ascoltati dal vivo per capire cosa sia capace di fare un grande organico orchestrale quando suona con il massimo impeto. Durante l'esecuzione di "I pini della via Appia", il Direttore d'Orchestra sembra non trovare un "gesto" sufficientemente grintoso per spingere i suoi musicisti a suonare ancora più energicamente e sembra veramente di essere travolti dall'immanenza generata da questa musica.

Già in un grande teatro e contemporaneamente a svariate decine di altri strumenti, il tam-tam (da 32 e 43 pollici, quelli visibili nella foto) riesce a sovrastare il tutto ed a diffondere le sue magiche, quanto esplosive, sonorità in ogni punto dell'ambiente.
Nella saletta di prova, ho potuto sentire con attenzione il suo utilizzo più soft, cioè quando viene percosso con ferma delicatezza, per generare una sonorità profondissima e che sembra diffondere le sue vibrazioni nell'aria in maniera palpabile. È incredibile come anche un tocco delicato, produca basse frequenze "densissime" e talmente prolungate che, se non venissero "fermate" dallo strumentista, ci si stancherebbe di aspettare che smettano; un po' come accade con le grandi campane.


(Continua a pagina 7)

FOTO

Uno splendido esempio di Tam-Tam, strumento di origine cinese, spesso confuso con il Gong.

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