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I RIFERIMENTI REALI
CONFRONTI LIVE TRA STRUMENTI MUSICALI ED IMPIANTO AUDIO


DATA PUBBLICAZIONE
01/12/2007

FOTO

Particolare dell'elastico che tiene sospesa la Grancassa sul suo supporto di sostegno.

(Continua da pagina 1)

fondamentale del bassotuba (intorno ai 30 Hz nei bassotuba più giganti).
Nella platea di un teatro, invece, potremo sentire, oppure non sentire, ad orecchio, la nota fondamentale a seconda della nostra distanza dallo strumento. I frequentatori assidui dei concerti di musica classica, sanno infatti benissimo
quale fila scegliere, per sentire la musica nel modo che più gradiscono. Ecco, questa è la vera e sana soggettività, che si spera esista sempre per tutti ed in tutti i campi.
Le
finte soggettività audiofile, invece, accusano certi sistemi per i loro bassi eccessivi, dicendo che per i loro "gusti" preferiscono un altro suono, ma per fortuna non possono dire al percussionista di usare delle grancasse più piccole, durante l'esecuzione di "La Sagra della primavera", perché quelle previste dall'organico orchestrale Stravinskyano hanno troppi bassi e quindi "rimbombano un po' troppo", "producono risonanze" o "hanno delle code troppo lunghe".

Così come un
contrabbassista sceglie i puntali più adeguati ed il modo in cui va messo il silicone sul gommino del puntale stesso o dispone della sua sala come meglio crede, per "estrarre" il suono che vuole e che può ottenere, in base all'acustica dell'ambiente in cui suona (vera soggettività), così l'audiofilo deve riuscire a smorzare i diffusori e le elettroniche ed a disporre il suo sistema in ambiente, in modo tale da poter godere delle prestazioni permesse da una risposta in frequenza completa ed essere soddisfatto del suono che ha "creato" (altra vera soggettività: la reale capacità di "creare" il proprio suono ideale grazie alla corretta messa a punto del proprio sistema).
Consigliare invece un minidiffusore a "causa" di un ambiente piccolo, al posto di un sistema completo, per "colpa" dei troppi bassi, equivale a dire al nostro ipotetico contrabbassista, che abbia a disposizione un ambiente piccolo,
di accontentarsi di suonare il violino, al posto del suo strumento, perché il suono che ne verrebbe fuori in una piccola saletta di prova sarebbe senz'altro preferibile (strumentalizzazione del "de gustibus")….

IL RUOLO DELLE REGISTRAZIONI

Prima di descrivere il suono degli strumenti, penso  che sia utile sgombrare il campo da alcune osservazioni ovvie, quanto fuorvianti, che riguardano le
incisioni.
Di solito, quando si cerca di capire come devono essere riprodotti i supporti musicali adatti per una riproduzione ad Alta Fedeltà, cioè la maniera  in cui i medesimi ci comunicheranno o meno una certa sensazione di realismo, saltano fuori le solite cantilene relative al modo in cui è stata effettuata la registrazione.
Quindi si dice che non si può di solito essere presenti durante le registrazioni, che non si possono conoscere esattamente le metodologie usate dai tecnici del suono durante la ripresa sonora; che, in sintesi, non possiamo sapere esattamente cosa contengono i supporti e perciò neanche come dovrebbero essere riprodotti.
Queste osservazioni, nella loro
banalità, sono giuste solo se non vengono strumentalizzate per negare l'evidenza. Spero quindi, che ogni audiofilo, cerchi di accumulare quanta più esperienza possibile, proprio per saper giudicare con sufficiente "serenità" il modo in cui le incisioni devono essere valutate in relazione al loro "ipotetico" realismo e che tale  valutazione possa spaziare dalle registrazioni storiche del primo novecento, fino ad una straordinaria incisione Telarc o Reference Recording, per merito di un metro di valutazione costruito parallelamente negli anni, grazie alle passioni per la musica dal vivo e per la sua riproduzione.

E' chiaro, per fare un esempio attinente a questa prova, che la grancassa, che di solito è usata per "riempire", con la sua incredibile immanenza, ambienti di enormi dimensioni, dovrà essere "inserita" nel contesto generale di un'incisione, dal tecnico del suono, con tutti gli accorgimenti che gli permetteranno di ottenere una buona amalgama generale rispetto agli altri elementi dell'orchestra ed una buona resa durante l'ascolto effettuato nella maggior parte delle configurazioni domestiche. E' di conseguenza ovvio, che verrebbe registrata in modo completamente diverso, se venisse usata come strumento solista in una sala da 20 metri quadrati, visto che in un grande teatro, la possiamo sentire anche da diverse decine di metri di distanza. Potrebbe però accadere, che la grancassa sia stata
"microfonata" troppo da vicino o sia stata enfatizzata troppo, durante qualche fase di "lavorazione" del disco, perché spesso i monitor usati, contrariamente ai microfoni, non restituiscono una gamma bassa sufficiente; in questi casi la sua presenza sarà ovviamente eccessiva, soprattutto se la riproduzione sarà affidata a diffusori dotati di woofers da almeno 10 pollici. Chiunque può notare, ad esempio, quanto cambia, con le diverse incisioni e con le diverse "realtà" sonore, la resa della grancassa orchestrale, al suo primo intervento nell'esecuzione di "La Sagra della primavera", durante "La danza delle adolescenti"; cosa dovremmo fare nei casi in cui questo passaggio crei delle possenti vibrazioni all'interno della nostra sala d'ascolto? Staccare i subwoofers? Sostituire gli eventuali woofers da 12 pollici con un conetto da 5 pollici? Non credo proprio ….

ANALISI DEL SUONO

Proverò a descrivere il suono di
4 strumenti a percussione:

- la grancassa orchestrale,
- i timpani,
- i tam-tam,
- il rullante.

Farò l'ascolto in modo tale, da poter fare un ipotetico parallelo con un eventuale impianto audio. Il motore di questo straordinario "sistema" di riferimento è rappresentato dal bravissimo percussionista Filippo Gianfriddo, al quale facciamo i più sinceri ringraziamenti per la sua disponibilità e soprattutto i più vivi complimenti per la sua incredibile competenza tecnica e culturale.

LA GRANCASSA ORCHESTRALE


(Continua a pagina 3)

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