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APPREZZAMENTO CAVI DI MIMMO….
Egr. Dott. Piccione,
ho letto con attenzione ed interesse la Sua dissertazione sullo studio, l'analisi e la costruzione dei cavi di segnale, di potenza e di alimentazione, con riferimento ai vari parametri da considerare per il fine ultimo: il Buon Suono.
Ebbene, mi occupo di cavi da molti anni (oltre 20), e sono d'accordo con Lei riguardo ad alcuni accorgimenti adottati (foglio di alluminio, teflon, saldature in percentuale di argento, conduttori e connettori di ottima qualità), tutte cose già sperimentate per conto mio tanto tempo fa (sono pensionato). La maggior parte di questi accorgimenti funziona bene, altri vanno utilizzati con una certa accortezza (foglio di polietilene) perché il riscontro sonoro evidenzia delle mancanze di dinamica e di impatto sonoro.
Le posso suggerire un esperimento? Sostituire il foglio di polietilene con teflon professionale (quello nel rocchetto giallo): la qualità sonica migliora! Nell'attesa di una Sua risposta, colgo l'occasione per farLe i miei Auguri per la Sua rivista on-line. Con stima Mimmo
Risponde Francesco S. Piccione
Egr. sig. Mimmo,
la ringrazio a nome di tutta la redazione per il Suo apprezzamento. Fa piacere che ogni tanto qualcuno apprezzi la qualità del nostro lavoro, in un settore dove la qualità dell'informazione è praticamente assente. Troppo spesso ho letto articoli relativi alla realizzazione di cavi, che sono l'esatto contrario di ciò che ho sperimentato nel corso di lunghi anni. Eppure, basta che la rivista "tiri" o vada di "moda", per ottenere il certificato di "plausibilità" del contenuto dell'articolo. Sia chiaro che non voglio ergermi a paladino o superconoscitore dell'argomento! Semplicemente ritengo di avere studiato bene l'argomento e che secca il fatto di dare "attendibilità" a persone che invece mostrano di non saperne abbastanza, ingenerando confusione in tutti coloro che questo argomento non conoscono.
Purtroppo troppo spesso chi fa informazione, cerca di fornire le notizie che più attirano l'attenzione su un oggetto o soggetto. Queste non è detto che siano veritiere e fondate: l'importante è attirare l'attenzione, anche se qualche giorno prima si è detto l'esatto contrario. Cavalcare di continuo il mito della visibilità a tutti i costi, non porta alla qualità dell'informazione, ma al suo deterioramento, che alla lunga porta le persone ad averne un rigetto.
Non è il nostro caso. Noi seguiamo una precisa linea editoriale, dove l'informazione deve per prima cosa essere suffragata dalle leggi della Fisica ed in seconda analisi dalle prove di ascolto. Se vi sono elementi che rientrano nel nostro concetto di Esoterismo, ossia quegli che contribuiscono al miglioramento delle prestazioni sonore, pur senza comprenderne appieno il funzionamento, vengono approvati solo dopo risultati positivi all'ascolto presso più impianti audio dopo lungo tempo.
Il testo sui cavi a cui si riferisce è frutto di anni di studi e fatica. A mio modesto parere, ritengo di avere focalizzato la maggior parte degli elementi responsabili del "suono dei cavi". Difatti, è il testo di riferimento di molti novelli costruttori italiani di cavi (lungi dall'ammetterlo…), base facilitata per le loro sperimentazioni e sviluppi. Certo sfruttare anni di ricerca tra differenti soluzioni, presentati in modo semplice ed elegante, fa comodo a tutti. Dal mio punto di vista mi ha dato molta notorietà, poco pubblicizzata, per cui sono contento quando, come Lei, si riconosce la bontà del mio lavoro. Le sezioni differenziate, l'intrecciatura, la schermatura, sono elementi ormai assodati, che difficilmente possono essere superati da altre geometrie, non certo quella parallela. Si tratta per lo più di affinare questo modello teorico con l'utilizzo di materiali particolari, sia conduttivi che isolanti, allo scopo di realizzare il cavo perfetto.
Uno dei motivi per cui in HI-FIGUIDE non sono ammesse teorie contrastanti, sta proprio nel fatto che dall'attenta analisi è emersa che una delle due è errata. Se vi è un dubbio, si attende finché non emergono elementi sufficienti tali da stabilire quale delle due è fallace, oppure inadatta ai nostri scopi. Lo ripeterò sempre, e con me concordano diversi operatori seri, il relativismo non serve a nulla, se non quello di generare confusione nel mercato e negli audiofili. E' inutile, quindi, ogni volta riesumare lo stesso problema, a meno di sviluppi clamorosi. La nostra energia, deve essere indirizzata verso nuove soluzioni, sulla scia di quelle assodate.
Ad esempio, ogni tanto qualcuno rispolvera la "qualità" delle punte acuminate in rapporto agli smorzatori. Ovviamente, la ripresa dell'antica diatriba tra accoppiamento o disaccoppiamento (smorzato), non è effettuata su basi scientifiche, ma solamente su basi soggettive e di personale convincimento che tale soluzione "funziona", almeno nel suo impianto. Certi dogmi sono difficili da morire e da infrangere, specie se assodati da anni. Se ci fosse maggiore cultura e consapevolezza della stessa, non ci sarebbe l'inutile perdita di tempo tesa a spiegare nuovamente le basi teoriche di fondatezza od infondatezza di una teoria.
Ma ritengo di avere il merito, primo in Italia, di avere posto un freno al dilagare della cavo mania, soprattutto della sopravvalutazione dell'incidenza nelle prestazioni sonore. Con quell'articolo teorico ho appositamente ridimensionato l'influenza dei cavi, in virtù del fatto che questi sono sottrattivi, mai additivi. Gli elementi che interagiscono con lo scorrere degli elettroni e con il collegamento tra i due apparecchi, pur avendo una interazione "attiva", sono di natura "sottrattiva" nella misura rapportabile alla qualità del cavo.
Ne consegue che la funzione dei cavi è complementare a quella degli altri elementi, non principale. Il suono di un impianto è funzione della qualità dei diffusori, in misura principale e degli altri elementi in misura secondaria. Lo sosteniamo dall'inizio, contrariamente ad altri che oggi si sono dovuti adattare alla "moda" attuale di riposizionamento delle funzioni dei singoli componenti audio, da noi espressa sin dalla nostra comparsa. Fa piacere, quindi, che adesso sia di moda parlare di ciò. I cavi quindi, sono l'ultimo gradino di questa catena di elementi. Pur tuttavia, ciò non vuole sminuire la loro importanza. Quando questi sono particolarmente sottrattivi, il suono peggiora decisamente, segno inequivocabile della loro influenza, minima o grande che sia.
Si tratta ovviamente di una influenza minima, ma per noi audiofili abituati a percepire minime sfumature, queste vengono esaltate per darle il giusto valore. Altrimenti non sapremo che differenza passa tra il suono di una elettronica in Classe AB ed una in Classe D e via con altri esempi. Non si tratta di essere sordi o ascoltoni, Semplicemente di essere consapevoli dei pregi e limiti offerti dalle diverse tecniche, senza cedere all'emotività di un ascolto fugace, occasionale, o peggio, delle proprie convinzioni personali o di convenienza. E' questo genere di emotività, ad esempio, alla base dell'esistenza del partito dei contrari al suono dei cavi.
Francesco S. Piccione
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