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LETTERE ALLA RIVISTA | 2009

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APPREZZAMENTI A PRIMA LETTURA
DI ENRICO…

LETTERA 1

Egr. Direttore,

grazie per il benvenuto! Non ho avuto modo di leggere ogni numero, ovviamente, ma per quel che ho visto, e che mi ha fatto venire dei "dubbi" su quello che sto facendo e che poi le dirò, la rivista mi sembra ben impostata. Inoltre tende a formare oltre che ad informare. Ben oltre ogni suggestione: nozioni di base, teoria "digeribile" e pratica, si fondono e si uniscono, anche ad un po' di storia, che non guasta e non basta mai, aiutando il lettore a fare delle associazioni utili e stimolanti, fatto che in altre pubblicazioni è assente, a meno di voler leggere testi destinati al mondo accademico o specialistico. Ma questo, d'altronde, lei lo sa già!

Mi permetto di dirle che Fedeltà del Suono ed Audioreview, tanto per citarne due italiane, al di là degli sperticamenti e dei superlativi in molte recensioni, spesso ai limiti della decenza, anche per ragioni  comprensibili se proprio vogliamo, disorientano e raramente si trovano articoli ben costruiti e interessanti.
Tranne quelli tecnici però, di Audioreview, sui reel to reel che ogni tanto appaiono scritti dal mio amico Giorgio Foschi. Di pasta differente si mostra Audiophile Sound di Pierre Bolduc ma avara rispetto a determinati argomenti. Quindi, bene per HI-FIGUIDE!

Il dubbio che, invece, mi è venuto è il seguente.
Essendo ritornato, da almeno un anno, alla voglia di "sentire" la musica piuttosto che ascoltarla, ho rivoluzionato il mio vecchio impianto, che oggi è cosi composto:

Diffusori: ATC 150Sl, monitor triamplificati da studio;
Preamplificatore Audio Research Reference II (valvolare) e Bryston SP 26 a stato solido;
Lettore di CD: Studer A727;
Lettore Cassette: Studer A721;
Convertitore: Weiss DAC 2;
Registratore DAT: Technics SV360;
Bobine: Nagra IVS e Revox PR 99 MKII;
Compander: Telcom 400.

Ora, il problema (avendo letto qualche suo articolo) si pone con i cavi di collegamento, ma soprattutto con i mobili portaelettroniche, gli smorzatori e altro ancora….

LETTERA 2

Egr. Direttore,

grazie per la sua celere risposta che mi vede pronto a replicare, bontà sua, e a chiederle alcune delucidazioni, sempre che abbia il tempo e la pazienza per cimentarsi, con l'ultimo arrivato e con questo scritto.

Innanzitutto, una precisazione.
La scelta di utilizzare componenti pro nasce da due conseguenze.
La prima riguarda le intenzioni dell'ascoltatore. Per quel che mi riguarda, credo che il mondo dell'HiFi in genere, come anche da lei affermato nelle riviste, lette a spot per ragioni di tempo, sia popolato da abili venditori di suggestioni o, come direbbe qualcuno, da venditori di beni di consumo emozionali, che nell'ambito della percezione (sonora), mutabile per definizione, trovano la loro ragion d'essere e proliferare in eterno. Dall'altro lato, i consumer, che riversano spesso le loro frustrazioni cercando di soddisfare altrimenti, senza mai raggiungerla, qualcosa che apparterrebbe più ad un ambito prettamente psicanalitico. Esempi in tal senso, per quel poco che ho letto, si possono rintracciare spesso nelle sue pubblicazioni, alla faccia delle continue avvertenze. Se mi permette un parallelo, è la stessa dinamica dell'uso incondizionato dei farmaci, vera piaga del nostro sistema sanitario e di chi ne abusa in attesa del miracolo, ma molto proficua per chi li produce e per l'apparato che li sostiene.

Da qui la scelta di utilizzare degli strumenti che siano, più o meno, gli stessi che sono stati utilizzati dal fonico o dall'ingegnere del suono nel passaggio dal master al supporto e che tendano ad una riproduzione sonora diretta, senza aggettivi. Quella è la cosa per me che si avvicina più al "reale" e non ciò quello che vorremmo che fosse! Che poi i manipolatori siano stati fedeli all'esecuzione ovvero abili prestigiatori di note, è un altro paio di maniche, ma va comunque bene che ciò che appaia, e che non venga incartato, magari con uno scialle di seta a suon di migliaia di euro, possa essere rilevato dall'ascoltatore  per trarne un proprio giudizio (una volta, la carne non proprio fresca veniva cucinata con molto aceto per poi diventare, nel tempo, una ricetta particolare!).

La seconda conseguenza è la ripresa frequentazione, dopo un "secolo", di operatori pro, che come lei non credono alle sirene di Ulisse, ma badano alla sostanza e anche al portafoglio (si confrontino le apparecchiature utilizzate in studio per arrivare al supporto e tanti apparati Hi-End, che dovrebbero riprodurlo così come è stato fatto, dal costo, per dignità di chi i soldi se li guadagna, non pubblicabile!).

Mi permetta, ora, di rispondere alla sua e di porle i quesiti di cui le parlavo.
Per quanto riguarda i complimenti sono sinceri.
Riguardo al mio impianto, beh, tutto non si può sapere (e parla lei, si figuri chi scrive!!!). Le ATC, come le dicevo, nel mio caso amplificate, ma esistono anche passive, sono monitor da studio (200 watt con woofer da 38 cm, 100 w mid e 50 il tw) che riproducono ciò che gli si dà da "mangiare". Sorgente pessima, suono pessimo, registrazione pessima, idem; e al contrario..... Quello mi interessava.

Passo adesso,
agli interrogativi, di cui nessuno strano, per ora.

Supporti sovrasmorzanti.
Per le elettroniche, dal peso contenuto, nessun problema. Gli HI-FIGUIDE The Energy Basic, non dovrebbero dare problemi. Le ATC, invece, sono L 5 0cm x P 55 cm x 88 cm di altezza (due lavatrici). Sono diffusori che andrebbero, nel mio caso, su uno stand di 10 cm (pessimo quello proposto da ATC; un quadrilatero saldato su 4 gambe a quadrelli di ferro cavo, ma almeno sono stati onesti, me lo hanno detto a voce!) e pesano 75 Kg l'una. Come le dicevo, sono triamplificate e la sezione amplificatrice è contenuta nel case.
Per lo stand avevo pensato ad un blocco di marmo alto 10 cm di base uguale al diffusore o altro che spero lei mi possa consigliare (legno massello o MDF o base in ghisa e treppiedi fino a terra o.....). Quindi, che supporto sovrasmorzante, su tre punti, utilizzare per non farne una frittata per via del peso? E lo stand, andrebbe anch'esso su 3 punti, magari con piedi costruiti come in HFG The Miracle o basterebbe un blocco solido, a terra, a mò di rialzo dal pavimento (in legno, il pavimento, posato su tappetino in gomma), con sopra il diffusore poggiato sulle semisfere?

Mobile per le elettroniche.
Qui la cosa si fa più complicata perchè c'entra anche l'estetica (opinabile ovviamente, ma non tutto dipende da colui che le scrive!).
Per farle esprimere un giudizio le allego tre immagini jpg della stanza, di circa 24 metri quadri, rettangolare, con divani e tavolo. Insomma, quello che vede, per ora, a parte i "quadri" alle pareti di cui le dirò in seguito.
I mobili, come appare, dovrebbero essere due, identici, con ruote e aperti solo in faccia e in retro e possibilmente di materiale verniciabile (legno, ad esempio, da 3/5cm di spessore e 8 spazi da 60 cm di larghezze x 25 cm di altezza). Posto che non ci siano riserve a tale costruzione, pur avendo letto l'articolo, come fare per i piani tali da renderli efficaci come quelli da voi proposti? E le ruote, semmai, dovrebbero essere sempre 3, in gomma e con la base di metallo, attaccata al fondo del mobile, intercalata da gomma e sughero?

Cavi.
Per ora ci sto pensando. Tenga presente che l'importatore delle ATC, fornisce attrezzature per gli studi e per i concerti, usa in genere cavi Vovox, datemi anche per le ATC, dalla cifra "spropositata": 160 euro per due cavi di segnale XLR bilanciati Neutrik da 5 m ciascuno!
Spesso usano anche cavo Klotz, che costa molto meno e tali aggeggi sono gli stessi che hanno permesso in studio di fare il master e poi il supportino di plastica, ravvivabile tramite il procedimento HFG The Transparent CD (Geniale!!!!!!) che tanto ci impegna in discussioni interminabili.
Ora, per loro, pare che sia una cifra ragguardevole, ma per il mondo HI-End parrebbe un'inezia. Ad essere onesti, non so davvero se siano paragonabili ad altri, ma ciò che mi interessa e che la
logica "sottrattiva" di cui lei parla per i cavi sia ridotta al minimo tale da permettere al segnale di arrivare come la sorgente lo invia.
Quindi, anche per i cavi di segnale, che devo rifare per ogni collegamento, tutti in catena bilanciata, posso seguire le vostre indicazioni o c'è dell'altro?

Filtri di rete.
Stavo per ordinarne ad Aloia. Me ne servirebbero 1 per le sorgenti digitali, 1 per quelle analogiche e 2 per i diffusori amplificati. Mi imbatto, invece, in una considerazione su uno dei numeri della rivista, che spero di aver capito bene, circa quelli per i diffusori che non avrebbero il tempo giusto di reazione alle richieste di corrente del diffusore stesso. Vale anche nel mio caso, con casse amplificate?

Trattamento acustico.
Lascio per ultima questa parte, dopo aver sistemato le altre. Le dico solo che appena dietro il divano/punto di ascolto, battendo le mani si ode un riverbero forte e lungo, in alto, come se si fosse aperto e pizzicato un riverberatore a molle del tempo che fu! Quei quadri colorati, che vede nelle immagini allegate, non dovrebbero essere altro che telai con lana di roccia interna e copertura estetica in tela, messi così per ora ma oggetto, come sarà, di analisi dell'ambiente etc. Qualche consiglio?

Se è arrivato sin qui, la sua pazienza è davvero tanta!
Nel ringraziarla comunque per le sue missive, rimango in attesa di suoi consigli, sempreché abbia il tempo per occuparsene.
Un caro saluto a lei e ai suoi collaboratori. Continuerò ad approfondire la lettura di tutte le riviste ordinate dalla numero 1!!

Enrico

Risponde Francesco S. Piccione

Egregio sig. Enrico,

la ringrazio per i Suoi complimenti. Voglio ricambiarli complimentandomi per la qualità della sua prosa, conoscenza e passione per la corretta riproduzione sonora. Inoltre, ammiro la sua attenzione verso nostri scritti con riferimento ai nostri Esperimenti ed, in particolare, la volontà di procedervi. Non tutti i nostri lettori, hanno ancora compreso l'importanza di questi argomenti, anche perché sono il cuore della rivista, ancora più dei test e recensioni dei prodotti.

Sono d'accordo con Lei, specie a proposito del mercato audio, HI-END in particolare. In effetti ha ragione! Nel mercato c'è troppo fumo, polvere magica e … ladrocinio… tanto per essere schietti, cose che sosteniamo dal 1998. Mentre molti stanno cambiando idea, abbracciando molte delle nostre tesi per continuare ad operare in un settore ormai risicato, noi invece dal 1998 non abbiamo cambiato di una sola virgola la nostra filosofia. Ciò purtroppo, ci porta spesso ad essere ripetitivi, poiché gli argomenti non sono tanti; abbiamo in cantiere tante idee e lavori da presentare. L'esiguo numero di prodotti inviatici per i test, l'esiguità della bontà degli stessi e la conseguente necessità di realizzare numeri con due argomenti per copertina, non sono favorevoli alla celerità della diffusione delle nostre conoscenze, ma riteniamo che ogni numero sia tutto da leggere!

Venendo alle numerose domande, tutte interessanti, che in pratica abbracciano l'intera problematica audio, vediamo di rispondere senza fare confusione. In effetti per ognuna di queste, ci vorrebbe un apposito approfondimento, situazione che facciamo di volta in volta, appena si presenta l'occasione, sulla base dell'applicazione basilare delle leggi della Fisica.

Innanzitutto, da tempo abbiamo dimostrato che tutti i componenti vanno sistemati su tre punti di appoggio, meglio se smorzati, come conseguenza del fatto che suonano meglio che poggiati su quattro!
E' importante effettuare gli esperimenti per gradi, in modo da "conoscere" l'evoluzione sonora. E' fatto importante, poiché si acquisisce la conoscenza dell'incidenza sul suono e quindi la capacità di discernimento e di apprezzamento di certe sfumature, che altri non percepiranno. Inoltre, è importante fare trascorrere il tempo necessario per l'assetto meccanico delle numerosi parti oggetto dello smorzamento. Se è logico che sin dalle prime battute, ad esempio, si sente l'influsso dei The Energy Basic, la loro efficacia sarà massima dopo un certo periodo di tempo.

SUPPORTI
 
Le mie torri dei bassi pesano circa 150 Kg cadauna; per due punti poggiano su supporti in parte realizzati con lo stesso materiale dell'HFG The Energy Basic, ovviamente più grandi. Sino ad oggi, dopo dieci anni non si è degradato, per cui, lo presenteremo in seguito. Potrebbe per i suoi diffusori, realizzare tre Energy Basic, ma in contenitori dalle dimensioni almeno triple.

STAND

Due sono le strade. Innanzitutto, sarebbe opportuno che il tweeter sia posto ad una precisa altezza minima, specificata nel corso della prova delle Constellation Pegasus. In secondo luogo, lo stand andrebbe realizzato o in legno pieno, delle dimensioni similari alla pianta del diffusore ed altezza in rapporto a quella minima del tweeter dal pavimento; oppure con tubi metallici non risonanti (quindi a T o L), dove incastrare o poggiare il diffusore. Data la mole dei diffusori, per quanto riguarda lo stand con tubi, consiglio di verificare la sua stabilità su tre piedi, orientando due di questi dal lato dove il diffusore non possa sbilanciarsi con il suo peso e cadere rovinosamente a terra.
Lo stand in legno pieno, dovrebbe essere realizzato con strati sovrapposti di MDF, con facce rifinite con fogli di legno della stessa tonalità del diffusore. Per le dimensioni, valgono i consigli precedenti. In questo caso, il diffusore poggerebbe sullo stand tramite tre punti smorzati; a sua volta lo stand, poggerebbe sul pavimento, tramite altri tre punti smorzati. Le due fessure che si creano tra pavimento e stand e tra questo e il diffusore, vanno trattate con assorbente acustico….

MOBILI

Sinceramente sono contrario a mobili di grandi dimensioni: meglio utilizzarne diversi.
Ciò perché i mobili di grandi dimensioni, creano vibrazioni e risonanze di energia non trascurabile, che inquina con maggiore facilità il segnale audio. Due o tre tavolini, oltre ad avere un buon effetto scenico, permetterebbero un maggiore controllo degli effetti di vibrazioni e risonanze. In sostanza, meglio due tavolini a tre ripiani che uno a cinque o sei….Oppure meglio due da sei ripiani che uno più grande, lungo e pesante.

Per quanto riguarda le ruote, sinceramente non ho mai studiato l'effetto della loro presenza; se proprio devono esserci, meglio quelle di gomma, anche se questa potrebbe degradarsi nel tempo.
Riguardo i ripiani, andrebbero tutti sistemati secondo le indicazioni fornite nell'articolo sul The Miracle, facendo attenzione che il cuscinetto supplementare non tocchi con le fiancate laterali o con gli altri ripiani. Vedo invece, dura l'applicazione del concetto dei tre punti…nei mobili visti in foto.

CAVI

Tempo fa, presentammo un articolo sulla realizzazione di un ottimo, per non dire straordinario, cavo di interconnessione. Lo presentammo come cavo RCA, ma è perfetto anche per connessioni XRL.
Nel settore professionale la connessione bilanciata viene utilizzata perché in grado di "trasferire" il segnale per discrete distanze.
Noi audiofili, però, abbiamo un vantaggio: possiamo utilizzare cavi di lunghezza abbastanza corti, per sfruttare al massimo le loro capacità di "trasporto" del segnale.
Utilizzi, quindi, pure i Vovox (mai sentiti nominare…), facendoseli realizzare della lunghezza necessaria, per consentire eventuali spostamenti dei diffusori, mentre gli altri della giusta lunghezza. I diffusori amplificati, tra l'altro, hanno il vantaggio di non utilizzare cavi di potenza, i più sensibili alle perdite.
Concordo con lei sul costo dei cavi di collegamento hi-end, rilevando il fatto che spesso sono cavi privi di particolarità. Il nostro celebre HFG PF One, venduto costerebbe un sacco di soldi.

 FILTRI

E' l'ultimo problema... Come detto in precedenza, meglio procedere per gradi, in modo da avere presente lo schema del miglioramento (o peggioramento) sonoro. Tale fatto per ogni audiofilo è fonte di ricchezza e di evoluzione delle proprie conoscenze. 
 
TRATTAMENTO ACUSTICO

Con il posizionamento dei diffusori e delle elettroniche su tre punti ed altri accorgimenti, avrà un basso numero di risonanze create o insinuatesi nell'impianto. A quel punto, spesso l'ambiente non darà "fastidio"; per questo motivo, consiglio sempre di lasciarlo per ultimo. Bene la sua scoperta sul riverbero e la sua parziale o totale risoluzione del problema, con la realizzazione di particolari quadri. Se è d'accordo, potrebbe, vista la sua ottima prosa, presentare il procedimento di fabbricazione ai nostri lettori.

Altri eventuali problemi, tratteremo al momento giusto.

Francesco S. Piccione

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