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PRIMO ASSAGGIO DEL PF 1.5 DI FERRUCCIO…
Egr. Direttore,
sono Ferruccio (LC) e la informo che ho realizzato il cavo PF 1.5 in versione biwiring. Ho preferito realizzarlo unendo tutti i cavi in un unico fascio ottenendo così un serpentone di grossa dimensione.
Passare dal PF One al PF 1.5 si migliorano tutti i parametri e si fa un salto davvero notevole. Ora capisco il suo messaggio di benvenuto nel mondo dell'alta risoluzione. Non oso pensare ai suoi TMD e penso a quanta pochezza effettivamente ci sia in commercio, ma la cosa che mi turba maggiormente è soprattutto la mia ignoranza di fronte a tanta esperienza.
Sono davvero dispiaciuto di non essere arrivato prima all'alta risoluzione, se penso a quanti anni persi a seguire persone incompetenti e ad ascoltare in un certo modo; mi ammutolisco per non arrabbiarmi e dire parolacce. Grazie, grazie e grazie ancora.
Ferruccio (LC)
Risponde Francesco S. Piccione
Egr. sig. Ferruccio,
Lei si complimenta talmente spesso con me, che ormai i lettori pensano che siamo parenti, oppure che sia una bufala. Lasciamo perdere quello che pensano gli altri ed approfitto per ringraziarla pubblicamente e nuovamente: ogni tanto lettere come la sua ci vogliono. Sono stufo di leggere sempre epiteti contro di me e soprattutto vedere gli stessi autori esaltare altri recensori, famosi soprattutto per il nulla e per le recensioni truccate e fasulle. Sono pochi i miei, nostri estimatori, e credo che si siano quasi tutti abbonati a questa rivista.
Non mi stancherò mai di dire che questa rivista è una preziosa occasione per gli audiofili italiani di apprendere concetti legati all'alta fedeltà in modo differente rispetto a quanto fanno le altre, pur con le dovute distinzioni. In effetti, HFG è talmente forte dei suoi pensieri che sono diversi, anche troppi, gli operatori che la boicottano, semplicemente non inviando materiale in prova. Spesso quel materiale è di pessima qualità e l'operatore pensa che non inviandocelo non potremmo scoprirlo; oppure, certuni preferiscono avere a che fare solamente con le riviste tradizionali, ormai esistenti da tanti anni, ritenendole sufficienti per la divulgazione delle qualità dei prodotti da loro distribuiti; oppure, come recentemente ha affermato uno, preferiscono pubblicizzare i loro prodotti esclusivamente tramite la catena di negozi affiliati. In tutti questi casi, non solo non hanno compreso il valore aggiunto di HFG (o lo sanno perfettamente e quindi preferiscono evitarlo per ovvi motivi), ma soprattutto non si rendono conto, che il mercato dell'alta fedeltà non è come quello delle auto, dove la casalinga facendo il giro dei concessionari decide di acquistare l'auto a lei più piacevole. Lo ripeto nuovamente: l'appassionato prima di acquistare un prodotto hi-fi, vuole farsi un'idea leggendo non una recensione, ma diverse, tra cui quella di HFG, attualmente ritenuta l'unica rivista indipendente e diversa nel nostro panorama nazionale.
L'altro giorno, un lettore scroccone - perché non abbonato - aveva il mio articolo sul Denon DCD 2000 AE. Non so come facesse ad averlo, ma le ipotesi sono solo due: o costui lo memorizzò a suo tempo quando fu pubblicato per breve tempo on-line, o qualche nostro abbonato (…….) gli ha passato la copia. Il passaggio delle copie o i cosiddetti abbonamenti singoli ma con multilettori, producono un danno sostanziale a questa rivista. Molti operatori non sono interessati a pagare la pubblicità, né in denaro né tanto meno con la cessione di prodotti che intanto potremmo utilizzare nei nostri impianti di riferimento, migliorando la già ottima qualità delle nostre recensioni. Anzi! Spesso pretendono lavoro e pubblicità gratis, come se ci facessero un favore a collaborare con noi, mentre in realtà soprattutto di questi grandissimi scrocconi, molti destinati nel 2009 a causa della crisi a chiudere i battenti, non mi interessa nulla! L'unica cosa che mi interessa è l'alta fedeltà e la salvaguardia della corretta riproduzione musicale. Per cui il sostentamento di HFG proviene soprattutto dagli abbonamenti. 40 euro l'anno per un lettore italiano, sono nulla, a meno di avere problemi gravissimi e, in questo caso, avrebbe interesse a fare tutt'altro piuttosto che leggere a scrocco riviste hifi. 40 euro l'anno in meno per HFG non sono nulla; ma se moltiplicassimo il valore per 10, 100 o 1.000, l'abbonato si deve rendere conto che in questi valori risiede la differenza tra una attività che produce sostentamento al sottoscritto ed alla moglie ed una attività antieconomica, che conseguentemente porterà alla scomparsa di HFG…. facendo tirare un sospiro di sollievo agli operatori contrari alla nostra filosofia. Se volete questo me lo dite che non perderò più il mio tempo!
Fatto sta che questo audiofilo scroccone, tenendomi al telefono per mezz'ora, voleva sapere quale lettore digitale comprare, oltre ad altri apparecchi, avendo letto la mia recensione sul Denon (dal cui distributore non sono mai stato ringraziato, pur avendogli fatto vendere decine di lettori…); mi chiedeva opinioni su altri lettori, fra cui il suo (sinceramente una porcheria…) e uno di marca molto nota ed apprezzata tra gli audiofili italiani (in realtà particolarmente scadente). Io gli ho risposto educatamente, anche perché mi piace dialogare con gli audiofili, ma non mi sono spinto oltre nel consiglio, proprio perché si trattava di uno scroccone! Pensate che voleva spendere non meno di 4.000 euro per due apparecchi ex demo, un diffusore (Tannoy) e un amplificatore (Mc Intosh), di cui chiedeva insistentemente la mia opinione… E costui non ha speso 40 euro per abbonarsi ad HFG…. Ma vuole consigli! Questi sono italiani! Difatti, non l'ho indirizzato verso nulla, anzi…. Alla prossima simile telefonata, sarò decisamente scortese: il servizio di consulenza lo forniamo gratuitamente esclusivamente agli abbonati. Li ricordo nuovamente di non dare a nessuno, nemmeno ad un proprio parente, le copie di HFG. Solo costoro possono udufruire di servizi aggiuntivi extra rivista, alcuni in corso di elaborazione, quali la predisposizione degli elenchi degli operatori che si sono rifiutati di collaborare con noi con l'indicazione dei prodotti da loro distribuiti. Potranno così decidere liberamente, se acquistare o meno i prodotti indicati.
Questa rivista ha creato il PF One, cavo di potenza di eccezionale qualità, frutto di anni di lavoro e studi. Il PF 1.5 non nasce dal nulla: è anche questo il frutto di anni di studi ed è la chiara evoluzione del PF One. Lei stesso l'ha potuto appurare, non certo annebbiato dal suo "amore" nei miei confronti, ma da un sano e ponderato ascolto del suo impianto, confrontando i due cavi.
I cavi della serie PF presentati nella pagine di HFG, pur differenziandosi dalla Serie Perfect Wire© di TMD, ne riprendono alcuni elementi essenziali, che nel corso degli anni ho visto essere i principali responsabili del buon suono e quindi della maggiore efficienza del trasporto del segnale. Gli elementi essenziali, sono stati descritti nella serie di articoli intitolati "Dell'Enigma dei cavi", presentati nei suoi diversi aggiornamenti, sia sulla rivista CHF nel 1999 e successivamente su HFG.
Oggi, molti costruttori, si basano sull'architettura del PF One per la realizzazione dei loro cavi, cavo che ha avuto il più alto numero di cloni tra quelli presentati sul web, evidenti o nascosti, venduti illecitamente di nascosto da coloro che lo hanno realizzato. Tale fatto è successo a causa di due fattori. Il primo è la firma dell'autore: non tutti gli autocostruttori (ma anche costruttori…) di cavi possono vantare una conoscenza tale da scrivere un trattato sui cavi di collegamento come quello citato. Da ciò la curiosità di molti che si sono cimentati nella realizzazione del progetto. In secondo luogo, il fatto che questo cavo funziona e che, soprattutto, non risente degli interfacciamenti in modo tangibile rispetto ad altre tipologia circuitali. Ciò ne accresce la possibilità di "successo" nei diversi impianti e la diffusione in positivo della sua fama tra i fautori dei cavi di collegamento.
Diversi sono però gli scogli da superare. Innanzitutto, qualora si volesse provvedere alla sua diffusione commerciale, difficilmente avrebbe esiti positivi poiché gli audiofili tendono ad acquistare prodotti di marca molto conosciute, se non altro per poterli rivendere nel mercato dell'usato. E' notorio che nell'usato vendi facilmente solo i prodotti noti e non quelli sconosciuti, sia in periodo di crisi economica che in periodi di prosperità. In secondo luogo, chi ha realizzato il PF One ed il PF 1.5, comprende benissimo che è difficile realizzare in modo industriale questi cavi di collegamento. Ciò ne innalzerebbe notevolmente il prezzo di acquisto di qualche zero. Le cose fatte a mano costano un occhio della testa. Proprio per questo, il valore tecnico ed economico dei cavi della Serie PF è elevatissimo ed i concorrenti commerciali che si possono confrontare, costano sempre oltre i 700 euro… la coppia. Chi ci vuole credere ci creda, altrimenti amici come prima.
Grazie ancora sig. Ferruccio ed a presto. Francesco S. Piccione
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