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LETTERE ALLA RIVISTA CRITICHE… DI BRUNO…
Spett. Redazione, ad inizio Maggio mi sono permesso di disturbarVi inviandoVi le seguenti mail:
MAIL 1 "Sig. Francesco buongiorno, ho letto con molto interesse l'articolo in Internet sulla costruzione del cavo di rete Esopower "Advanced". Abito a ………., prima cintura di Torino, al terzo piano di un condominio di 9 appartamenti abbastanza "disturbato" da rumori di rete, chiaramente udibili (con variazioni temporali) nell'impianto. Mi sono chiesto: realizzando con molta pazienza il vostro cavo (sono in pensione da poco) potrei con l'aiuto di un amico elettricista collegarmi direttamente all'uscita del contatore ENEL in cantina (in parallelo ai cavi attuali) e portare questa linea direttamente alla ciabatta che alimenta l'impianto. A suo giudizio ne trarrei giovamento o sarebbe soltanto un'inutile perdita di tempo? Anticipatamente grazie. Bruno".
MAIL 2 "Rileggendo la mail inviata precedentemente mi sono accorto di una mia imprecisione (sarà l'età che avanza): l'introduzione del Vostro cavo di rete dal contatore ENEL alla ciabatta di alimentazione, oltre a portare benefici per i rumori impulsivi, può migliorare la resa sonora complessiva dell'impianto (CD Meridian 207, pre Conrad Johnson PV12, finale MV100, diffusori Martin Logan Ascent i) , considerando che i tratti di collegamento tra la ciabatta e le varie elettroniche (diffusori compresi) vorrei realizzarli analogamente? Ancora grazie. Bruno".
Non ho ricevuto da Voi alcuna risposta, se non la proposta di abbonamento alla Vostra rivista. In caso di risposta (Si, No, Non so) sarei stato interessato alla Vostra proposta, viceversa, col massimo rispetto, non mi resta che mandarVi a quel paese e, considerando che la pubblicità è l'anima del commercio, estendere tale valutazione a tutti gli amici e conoscenti.
Bruno… Località dichiarata
Risponde Francesco S. Piccione
Egr. sig. Bruno,
con tutto il rispetto, riceviamo decine di mail come la Sua ogni settimana. Ad alcune diamo risposta; a molte non rispondiamo. In passato, perdevo molto tempo in lunghe serie di risposte per riuscire a risolvere i problemi che affliggevano alcuni lettori. Lo facevo volentieri. Addirittura capitava che si accendevano discussioni su determinati argomenti, in cui il lettore palesemente ignorante pretendeva di avere ragione! In questi rari casi mi rompevo… Non solo: certuni pretendevano risposte meticolose! Nonostante molte risposte siano andate a buon fine, ho constatato che la maggioranza di coloro che hanno usufruito del mio tempo, non solo non si sono più fatti sentire ad esempio da quando siamo ritornati operativi, ma nemmeno hanno sottoscritto l'abbonamento a questa rivista! Si tratta indubbiamente di atteggiamenti indubbiamente deprecabili che mi hanno infastidito non poco, che dimostra una volta per tutte lo scarso livello culturale e la maleducazione di moltissimi audiofili.
Alla luce di ciò, poiché non sta scritto da nessuna parte che si debba rispondere in ogni caso, né abbiamo il dovere di farlo, da diverso tempo la mia politica in tema di risposte ai lettori è mutata, anche in contrasto con alcuni membri della redazione. Dipendendo dall'argomento trattato, ci limitiamo a fornire una sola risposta breve in privato e una risposta esauriente da pubblicare. Non si può pretendere, come vorrebbero molti, di ottenere una serie di risposte private, altrimenti dovremmo lavorare a sbafo ed a scrocco solo per rispondere a tutti. In particolare a coloro che, come Lei, non ritengono opportuno sottoscrivere il "costosissimo" abbonamento annuale. Preferiamo, anziché sprecare il tempo per gli scrocconi, essere più disponibili per i nostri abbonati, che devo ammettere si sono mostrati sempre rispettosi dei nostri tempi e dei nostri limiti.
Un fatto eclatante e dimostrativo dell'atteggiamento di molte persone, è l'attuale moda delle cosiddette risposte veloci. Sono queste risposte lampo a quesiti posti dagli audiofili, risposte che si esauriscono in meno di 10 righe. Nulla a che vedere con le copiose risposte che pubblichiamo in HFG, dove oltre a fornire la risposta ad un quesito, trattiamo l'argomento correlato. Questa risposta ad esempio è lunga, compresa la lettera del lettore, quasi tre pagine A4. E' chiaro quindi che questa risposta, non è maturata nel giro di 5 minuti, ma di diversi giorni, oltre le verifiche prima di andare in stampa. Per strutturazione rapida, quindi le risposte veloci "fast service" sono grossolane ed insufficienti, spesso prive di significato. Ma il fattore qualitativo a molti audiofili non interessa: l'importante è godere nell'ottenimento di una risposta, per mettersi in mostra on-line con il proprio nome.
Gli italiani impazziscono quando fiutano qualcosa di gratuito. Molti sono gli esempi e li tralascio. Il successo di quello che definisco "risponditori automatici" è sintomatico di questa passione tutta italica. Ma mentre nei distributori automatici si ha la possibilità di scegliere cosa si desidera, nei risponditori automatici "fast service" non si sa che risposta verrà data, in che modi e termini. Un vero e proprio terno al lotto! I personaggi autori delle risposte automatiche godono, inoltre, per certi periodi di una larga notorietà, che nulla ha a che vedere con la loro effettiva conoscenza degli argomenti audio. Mi sono divertito a fare una statistica e il risultato è che più sono notori, meno sanno di hifi. Costoro ricercano solo la notorietà e per ottenerla vi sono diversi modi, come offrire cose gratis (musica, consigli, apparecchi, riviste…), oppure fare recensioni di prodotti supereconomici illudendo i lettori che possiedono prestazioni sonore entusiasmanti. Alla fin fine, alla massa degli audiofili non importa sapere se chi risponde è effettivamente competente in materia, ma semplicemente ottenere una risposta, qualunque essa sia, anche un … "non so", "forse", "dipende".
In certi casi ho persino letto risposte di natura immorale e vergognose. Ad esempio: un audiofilo raccontava - contento - che aveva acquistato una coppia di pre e finale in Classe A (da me considerata ottima). Il risponditore automatico gli consigliava in ben 6 righe di buttarli subito ed acquistare un amplificatore integrato di marca sconosciuta! E' questo un esempio di risposta immorale! Non mi sarei, ad esempio, mai permesso di rispondere in questo tono per due motivi. Innanzitutto, l'audiofilo aveva appena acquistato, magari risparmiando parecchi soldi per tanto tempo, l'amplificazione e questa scelta, giusta o sbagliata che sia, andava rispettata. In secondo luogo, non avrei mai consigliato di sostituire una amplificazione in Classe A con un integrato sconosciuto… Mai! Resta da chiedersi come sia possibile dare una simile risposta e spetta a Voi trarre le dovute conseguenze. Mi chiedo: dove sono in questo caso le orde assatanate dei miei detrattori, tutta gente incivile e maleducata, che ad una simile risposta avrebbero dovuto sollevare un polverone? … Beh! Due pesi e due misure… Anzi: il consiglio di prodotti economici dalle grandi promesse sono i preferiti dagli audiofili gallina…. e dai recensori in cerca di facile notorietà. Anch'io in passato ho avuto questa magnifica opportunità, di quelle che ti cambiano la vita, ma la rifiutai… Preferisco essere deriso dagli ignoranti imbecilli, piuttosto che fare recensioni fasulle!
Altro esempio: un audiofilo che aveva realizzato il nostro celebre cavo di potenza PF One, chiedeva una opinione. Il risponditore automatico, nonostante avesse dichiarato di non averlo mai sentito né costruito, rispondeva che i cavi autocostruiti sono "dei colli di bottiglia", invitandolo a buttarlo via ed acquistare un cavo decisamente costoso, realizzato da "gente che sa fare i cavi" (dalle prestazioni paragonabili al PF One…), ovviamente spendendo 1.000 volte più di quanto avesse speso l'autore per la realizzazione del PF One. Lasciamo a coloro che hanno realizzato il nostro celebre cavo di potenza il giudizio su questa risposta. In appropriata occasione mi riservo il diritto di dire la mia su alcuni blasonati costruttori e su come di blasone non hanno nulla se non i pareri "spassionati" di certuni.
Per farla breve molti audiofili preferiscono rivolgersi a persone prive di professionalità e competenza (ma anche scrupoli, visto il tenore di certe risposte…) per chiedere consigli, proprio perché gratuiti. Pochissimi sono disposti a rivolgersi alle persone giuste, riviste o negozianti che siano. Nessuno, invece, si preoccupa di mandare pubblicamente a quel paese i "risponditori automatici" attualmente in voga: ho il sospetto che nonostante molti si pavoneggino alle mostre audio quali intenditori, in realtà ne sappiano meno dei risponditori. Certo che se avete da criticare il sottoscritto….
Veniamo al quesito posto dal nostro ex lettore. Data la pericolosità di giocare con la tensione di rete ed il rispetto della normativa vigente in tema di sicurezza, consiglio solo, qualora sia possibile, di effettuare il collegamento diretto dal contatore sino alla presa dell'impianto, utilizzando del normalissimo cavo elettrico da 6 o 10 mm2 di sezione per ciascuna polarità. Se le dimensioni della canaletta lo consentono, sarebbe utile farlo passare avvolto su se stesso e non con i fili separati, che si avvicinano e si distanziano secondo i loro capricci. Realizzare un lunghissimo cavo di alimentazione come da progetto HFG per inserirlo dentro la canaletta, per il collegamento diretto dal contatore alla presa dell'impianto, darebbe risultati positivi, ma ci sarebbe lo scoglio della normativa in tema di sicurezza, fattore che potrebbe essere superato rivolgendosi a personale specializzato. Un cavo adatto per l'uso è il trifase più schermo. Si tratta di un cavo con guaina, a tre poli, la cui sezione, se non ricordo male, è di 2,5 mm2, dotato di calza di rame che funge da schermo. Io non l'ho utilizzato per il semplice motivo che ho privilegiato la sezione dei conduttori.
In conclusione, sconsiglio a chiunque voglia realizzare i progetti di HFG per altri scopi, di non portare a termine la sua opera: ognuno si assume le responsabilità delle sue azioni ed HFG ed il sottoscritto non potranno essere considerati responsabili ad alcun titolo delle conseguenze negative di qualsiasi natura, derivanti dalla realizzazione dei propri progetti.
Francesco S. Piccione
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