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CARICHE ELETTROSTATICHE I TENSIOATTIVI CATIONICI DI GIUSEPPE… NOVARA
Egr. Direttore,
vedo dal Suo sito che ci riserva sempre sorprese gradite (rivista in pdf) e per questo la ringrazio.
Desidero contraccambiare questa sua generosità con un consiglio da vero impallinato: provi a mettere un dito di ammorbidente utilizzato per la biancheria, avente tensioattivi cationici tra il 15 ed il 30 per cento, su un CD. Lo lasci lì un pochino, poi sciacqui e passi con qualcosa di morbido (ma che non rilasci cariche elettrostatiche: io uso la carta igienica!!!!). I tensioattivi cationici, specie se abbondanti, annullano completamente le cariche elettrostatiche del policarbonato, con il risultato di migliorare drasticamente la capacità di lettura del laser.
Alla peggio avrà speso un paio di euro (ma nemmeno quelli visto l'uso del prodotto!!). Un grandissimo abbraccio.
Giuseppe…. Novara
Risponde Francesco S. Piccione
Egr. sig. Giuseppe,
la ringrazio per i Suoi complimenti e per la Sua segnalazione. Siamo sempre lieti di accogliere suggerimenti e consigli da parte dei nostri lettori e di poterli verificare. Spesso da una sperimentazione si ottengono ulteriori spunti per la prova di nuove soluzioni.
Da tempo, HI-FIGUIDE è costantemente impegnata nella ricerca e nella sperimentazione dei metodi e degli strumenti efficaci per migliorare le prestazioni sonore degli impianti di riproduzione audio, di qualsiasi qualità essi siano. Siamo, infatti, convinti che le sperimentazioni positive, producano effetti benefici in qualsiasi impianto e non solo in alcuni. Sperimentare, tra l'altro è la mia passione da anni: spesso mi ritrovo, oltre ad ascoltare musica, a cercare di comprendere i risultati di un esperimento a confronto con un altro. E quando non comprendo appieno il risultato, o se la discordanza non mi convince, lo rimetto nel cassetto in attesa di tempi più maturi per un giudizio ponderato.
Pensate che inizialmente, quando sperimentavo lo smorzamento dei coperchi delle elettroniche audio, il risultato sonoro era quello di un arretramento o affievolimento della gamma alta. Chiaro che in questi termini l'esperimento non forniva un risultato positivo. Ma occorreva interpretare il risultato con tre variabili:
- il tipo di registrazione utilizzato (vedi serie: "La qualità della registrazione"); - l'abitudine ad un determinato ascolto (che alla lunga porta assuefazione o preferenza); - la regolazione del livello acustico dei tweeter (sì, perché devo tenere conto anche di questa variabile).
In ogni caso, per avere una idea più precisa, occorre trasferire l'esperimento in un altro impianto della redazione. Spesso utilizzo quello del prof. Cotzia, particolarmente adatto allo scopo: ampia banda passante, dinamica e risoluzione. La procedura della sperimentazione è che lui non deve conoscere i miei risultati ed io non devo conoscere i suoi: è questa una procedura lunga, che porta al risultato finale anche dopo un anno dall'inizio dell'esperimento. Ebbene in questo specifico caso di sperimentazione dello smorzamento del coperchio delle elettroniche, la variabile impazzita che falsava il risultato, era quella del livello dei tweeters. Questo era regolato con le elettroniche prive dello smorzamento dei loro coperchi. In pratica, grazie alla enorme risoluzione dei miei diffusori, le vibrazioni dei coperchi di tutte le elettroniche (10 apparecchi… vedere foto del mio impianto), introducevano del segnale aggiuntivo al segnale audio, che alla fine si traduceva in un leggero innalzamento del livello di emissione dei 32 tweeters…. Ho persino scoperto che, a causa della differenza di assemblaggio, uno dei due finali Aloia ST 13.01i, quello di destra, vibrava maggiormente. Tale fatto, causava un percepibile innalzamento del livello sonoro del pannello dei medioalti di destra rispetto a quello di sinistra! Fatto che dapprima imputavo alla parete posteriore, maggiormente spoglia rispetto a quella di sinistra... Invece, il motivo era che il finale di destra, vibrando più facilmente rispetto all'altro, aggiungeva un suono spurio, che sommandosi al suono principale, lo innalzava leggermente di volume. Smorzato a dovere, tale fatto è cessato! Bella la sperimentazione eh?
La mia scoperta del Pronto Mobili, ad esempio, risale ai primissimi anni '80, quando sedicenne, pulendo l'auto del papà, scoprii che il Pronto Mobili, dopo averla lavata, me la rifiniva splendidamente, soprattutto le parti in plastica, lasciando una patina di pulito e di sciolina; ancora oggi, sono convinto che a 120 km/h, l'utilizzo di questo prodotto, faccia fare all'auto meno attriti….. Se lo passate anche nella gomma, in particolare anche nei copertoni, la macchina sembrerà uscita dalla fabbrica. Fate poi caso, dopo il trattamento con il Pronto, cosa succede all'auto in caso di pioggia: l'acqua sembra essere respinta.
Venendo alla Sua segnalazione, dell'utilizzo dell'ammorbidente quale trattamento per il CD non ne ero a conoscenza. Successivamente, dopo averne parlato con i miei amici, tra cui Giacomo Pischedda, ho scoperto che questo trattamento del CD è descritto in diverse parti nel web (ebbene lo confesso: non navigo molto su internet per evitare di morire dal ridere… o essere notevolmente infastidito dalla ciarlataneria di alcuni soggetti che irresponsabilmente con le loro risposte rapide, velocissime, fanno compiere danni spesso irreparabili ai malcapitati audiofili…Ma di molti non me ne frega perché a loro interessa solo scroccare gratis, consigli, pareri e risposte… Peggio per loro: se volete sostituire una amplificazione in Classe A pura perché un guru rapidissimamente vi ha detto che suona meglio un amplificatore sconosciuto, fate pure). Da qui la necessità e la curiosità di una mia indagine. Come è successo altre volte, il risultato di questa sperimentazione è stata la nascita del nostro nuovo procedimento di trattamento del CD, denominato HFG The Transparent, descritto nel n. 12 di HI-FIGUIDE.
Devo dirLe in tutta franchezza e con rammarico, che il trattamento del CD con l'ammorbidente non mi è piaciuto. In particolare tutto il procedimento, troppo invasivo e stressante per il disco digitale, da non effettuare soprattutto sui SACD e DVD. L'operazione da Lei descritta di applicazione del prodotto, di pulizia con l'acqua corrente e di asciugatura del disco, comporta molti rischi di creare graffi infinitesimali sul disco. Sempre di graffi si tratta. Anche effettuando l'operazione con estrema cautela, alla fine, la superficie trattata si presenta come in precedenza. L'annullamento delle cariche elettrostatiche, è poi temporaneo e costringe l'utilizzatore a ripetere il trattamento tutte le volte che vuole ascoltare lo stesso disco.
Il disco trattato all'ascolto non ha sortito gli effetti miracolosi rispetto a quelli che si ottengono, ad esempio, con il trattamento del solo Pronto Mobili. Il suono smagriva, ossia perdeva basse frequenze, migliorando lievemente la qualità delle alte frequenze. Nulla di paragonabile al solo utilizzo del Pronto Mobili ed inoltre, di durata effimera, contrariamente al trattamento con il Pronto.
HI-FIGUIDE è una rivista diversa da tutte le altre esistenti, professionali ed amatoriali. Pertanto segnala ai propri lettori gli stratagemmi e gli esperimenti perfettamente funzionanti e privi di controindicazioni. Tramite l'utilizzo di impianti audio dotati di sistemi di diffusione del suono dalla ampia risposta in frequenza ed alta efficienza, è possibile percepire all'ascolto anche lievi variazioni acustiche. Questo procedimento opera una sottrazione della gamma bassa che non è riferibile ad una migliore capacità di lettura del laser, ma semplicemente a sottrazione di informazioni a favore di altre. Inoltre, i tensioattivi cationici presenti negli ammorbidenti, essendo dei potenti germicidi, sono ottimi prodotti igienizzanti, molto usati negli Ospedali. Pochi però sono a conoscenza del fatto che questi possono essere cause di allergie molto gravi, che si manifestano aggredendo la pelle e/o l'apparato respiratorio o in altri modi. Inoltre, si ipotizza che possano favorire certi tipi di tumore alla pelle.
Il nostro nuovissimo procedimento di trattamento del disco a lettura ottica HFG The Transparent, invece, migliora la qualità della superficie del disco e può essere utilizzato anche una sola volta, se lo si vuole, migliorando al contempo la capacità di lettura, che si traduce nella completa estrazione delle informazioni digitali, dalle bassissime alle altissime frequenze. Inoltre, è in fase di ultimazione il miglioramento di questo trattamento, che descriveremo prossimamente su HFG.
La ringrazio per la Sua segnalazione. La invito se vuole a segnalarci altre cose in voga o di moda presso gli audiofili, in modo da accertarne la loro bontà. In ogni caso con questa sua segnalazione, abbiamo aperto un fronte di studio sulle cariche elettrostatiche presenti nella superficie del CD, che ci ha portato ad elaborare un trattamento economico ed efficace quanto quello realizzato dagli appositi accessori audio. Saluti!
Francesco S. Piccione
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