|
APPREZZAMENTI ED ESORTAZIONE
Egregio direttore,
sono un lettore di HI-FIGUIDE sin dal primo anno di vita. Sinora non mi sono mai fatto sentire perché non ne ho ritenuto il motivo ed anche per pigrizia. Ho seguito attentamente nel corso degli anni l'evoluzione della sua rivista e sono stato sempre d'accordo con Lei. Attendevo, ed attendo tuttora con ansia, ogni nuova pubblicazione, da quella più squisitamente tecnica, di cui riesco a comprendere qualcosa grazie al suo modo di esporre le cose, ai gustosi e squisitissimi Spropositi, di cui lo ammetto, spesso ne sono stato una vittima.
Qualche anno fa, quando improvvisamente si interruppero le pubblicazioni, rimasi sorpreso e sconcertato per l'accadimento. All'epoca pensai che forse non Le era giunto il calore e l'enorme ammirazione che noi audiofili nutriamo per Lei e le sue idee. Pensai: "forse ha smesso perché si è sentito solo e poco apprezzato". La colpa la diedi anche a me stesso: che ci voleva a scriverle, a farle sentire il nostro sostegno, a incoraggiarla ad andare avanti nella difesa della corretta riproduzione della musica. Che ci voleva a sottoscrivere il sostegno all'audio digitale non compresso, a sottoscrivere le news, a scriverle lettere e telefonare alla redazione, ecc. Ho pensato la colpa è mia e di tutti coloro che come me, stanno passivamente al buio ad osservare ciò che fanno gli altri, in particolare coloro che apprezziamo e che per le loro idee si pongono in prima linea.
Quando ho visto che ha ripreso la pubblicazione qualche mese fa, sono saltato sulla sedia: "Evviva, è tornato!", esclamai. E che gran ritorno: grafica lussuosa, copertine ben realizzate, l'organizzazione della rivista a numero, adesso anche in formato pdf come se fosse un mensile. Sono contento che Lei abbia voluto trasformare in questo modo la rivista. Anche se sono avanti nella età, ritengo che HI-FIGUIDE meriti, più di qualsiasi altra rivista italiana e la maggior parte di quelle straniere (leggo costantemente Stereophile e The Absolute Sound), di trasformarsi in una veste maggiormente professionale. Con l'esperienza di oltre quaranta anni di militanza audio, mi creda, Lei e la sua rivista siete coloro che maggiormente hanno contribuito al corretto concetto di Alta Fedeltà, riprendendolo dall'oblio in cui, a causa della crassa ignoranza di molti dei nostri recensori italiani, era caduto.
Lei con le sue idee ha portato a conoscenza delle nuove generazioni il corretto concetto di alta fedeltà, che non è quello che per ragioni di marketing e di arroganza intellettuale sinora si era diffuso. Lei con il suo coraggio è riuscito a scalfire teorie ormai assodate e date per scontate, di cui anch'io lo confesso, ero stato soggiogato dall'onda pecoristica dell'assimilazione alla moda, a ciò che alcuni vogliono che si pensi, si dica, si creda… Lei con le sue idee alla mia venerabile età mi ha riacceso l'amore per la musica e la riproduzione, dopo che per anni, ascoltavo la musica dal mio impianto, sì con godimento, ma anche con rammarico, poiché non possiedo un impianto alla moda ed a questa non mi sono mai voluto piegare.
Quando ho visto per la prima volta la sua arma di battaglia che è lo Standard Minimo, ho subito compreso di avere di fronte, non un chicchessia come quelli che firmano articoli adatti per essere letti seduti comodamente sul water, ma di una persona di alto spessore, in grado di fare la differenza, di incidere sul pensiero in modo positivo. Non si vergogni per tutti i complimenti, sinceri, che le sto facendo. Ne vada fiero! Glieli sto facendo per rimediare al mio immobilismo precedente. Dopo lo spettacolo che da poco ci ha offerto in nostro Parlamento, mi sono vergognato di esser un italiano. Dopo le ultime vicende giudiziarie, di intercettazioni telefoniche in cui deridono un candidato bravissimo solo perché il posto lo devono dare ad un altro impreparato e raccomandato, mi sono reso conto di come l'Italia sia il Paese del nulla, dei falliti al potere, dell'arroganza e della meschinità diffusa. Soffro al solo scrivere queste cose sulla mia bella Italia, che tanto ho amato ed ancora amo, ma non è possibile chiudere ancora gli occhi. Addirittura, ho letto che certuni trovano caro pagare 4 euro una rivista! Ma che razza di gente c'è in giro, persone che reputano caro spendere 4 euro al mese per acquistare una rivista, che contrariamente a tante contribuisce alla diffusione della cultura. Non mi si venga a dire che non se lo possono permettere, perché chi non se lo può permettere non possiede nemmeno un computer per collegarsi ad internet e chiacchierare del più e del meno per ore al giorno in tutti i gruppi di discussione. Che razza di gente è questa! Probabilmente sono i soli scrocconi che vogliono che gli altri lavorino gratis per loro! Non trovo altra spiegazione.
Scrivo allora questa lettera di getto allo scopo di invitarLa a tenere duro. Lasci perdere costoro, probabilmente appartenenti ad un certo gruppo politico incline alla distruzione della classe borghese; non si faccia intimidire da nessuno. HI-FIGUIDE e Lei meritate di diventare ciò che sinora non era agli occhi di tutti: una rivista a tutti gli effetti, in grado di competere con TAS e Stereophile. Non rinunci a nulla. Anche se pensa che nessuno sottoscriva l'abbonamento, lo faccia lo stesso e continui anche se gli abbonati saranno solo due o tre! Lei merita successo e io sono qui a nome di tutti coloro che non si fanno sentire, ma che La apprezzano.
Complimenti vivissimi e tanti auguri!
Arturo Provincia di Cuneo
Risponde Roberto Rubino, direttore responsabile
Continua in HI-FIGUIDE n. 10, Febbraio 2008. ABBONATI AD HI-FIGUIDE, sostieni la qualità delle informazioni.
|
|