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LETTERE ALLA RIVISTA | 2001

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LETTERE ALLA RIVISTA

2001

LETTERA N. 16/2001  1 | 2 | 3

(Continua da pagina 1)

dovesse essere di natura squisitamente economica, allora ha la mia "solenne benedizione" (scherzo eh?) sulla scelta indicatale dal negoziante ansioso di definire "esagerate" le K90 o, peggio, le 100.

Esagerate in che? Forse il paraurti della  Natasha Stefanenko, ingegnere minerario Ucraino, emigrata come conduttore televisivo in Italia è esagerato? No! Direi che è esagerato limitare l'estasi visual-otorino-gastroenterologica! Sennò, le ordini senza timore di pilotarle con la sua amplificazione che, seppur a mio modestissimo parere un po' "leggerina", si trova al di sopra dell'hi-fi puramente commerciale. Il tempo le darà ragione ed al limite potrà sempre modificarla per arricchire il suo impianto,
senza dover più pensare a migliorarne i diffusori.

Il nostro consiglio è sempre questo:
non allontanarsi mai dallo "Standard Minimo" per non rimanere delusi! In esso non potrà trovare menzionati gli altri componenti cui fa riferimento nella sua lettera, non perché HI-FIGUIDE ritenga non serie le case produttrici in questione, ma poiché per i nostri ideali, riscontri reali e tendenze alla assolutizzazione dei nostri concetti, riteniamo lontane dal nostro modo di sentire. Personalmente non amo le case produttrici di automobili che cambino i modelli ogni due anni per esigenze puramente commerciali. A che serve tutto questo? A farvi spendere del denaro in più, di certo. Ci sono costruttori che non scherzano con i loro utenti e mantengono alto il loro valore nell'usato, proprio per la bontà ab origine della loro impostazione tecnica. La bussola che umilmente vogliamo fornirvi è proprio questa: andate a cercare nell'annuario quante case producono da vent'anni lo stesso modello con poche modifiche, o, comunque, senza avere alterato la loro filosofia aziendale con effetti altisonanti. Andate a cercare quante casse sono state

reclamizzate come l'ultimo evento della tecnologia, per poi mandare in fallimento i rispettivi artefici e sparire dagli annuari dopo al massimo due anni. Altri hanno dovuto piegarsi alle logiche del "dove tira il mercato", per sminuire la loro idea originale. Chi ci rimane allora? Poca roba, signori miei, davvero poca roba per stare notti insonni a contemplare l'ultima forma spaziale presente nell'audioguida del 2020.

All'interno dell'animo di un audiofilo esiste un'idea, che coincide con una propria estetica sonora ed un proprio modo di sentire le cose. Talvolta è difficile anche solo avvicinarsi alla percezione del sé tramite anche una rappresentazione del reale che sia il trenta per cento di un'esecuzione dal vivo (ma riusciremo poi ad arrivarci a questo confine?).

Sorrido al pensiero di una persona che tempo fa ascoltava a casa mia l'impianto di turno in una delle migliori configurazioni che mi sia mai capitato di sentire. Ebbene questa persona ha avuto il coraggio di dire: "Roberto, sai, i piatti mi sembrano poco frizzantini".  Ed io di rimando: "Ma poco frizzantini rispetto a che? Conosci questa incisione?". E lui, candidamente: "No". "Ed allora come puoi valutare assolutamente il valore di ciò che tu senti? Un impianto hi-end dev'essere tarato durissimo. Proprio come una Formula Uno in pista, esso deve dare il massimo ottenibile dalla tecnologia con le migliori incisioni ed essere spietato con le peggiori…sennò come mai faremo a spostare in avanti la linea di confine?".

Ecco, forse noi presuntuosamente vorremmo che foste tutti vaccinati e guidati dalle regole della fisica e del ben costruire, ma ancor più idealmente vorremmo che chi condivide questa passione con noi capisca che bisogna formarsi


(Continua a pagina 3)

 

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