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ESCLUSIVO! I NOSRI APPROFONDIMENTI DEL RUMORE DI FONDO DEI TRASDUTTORI DI FRANCESCO S. PICCIONE
In passato i giuristi solevano intitolare i loro codici, regolamenti ed argomenti similari, iniziando con il suffisso "De" (De matrimonii, De paenitentiae, ecc.). Io farò altrettanto. Metterò il suffisso "De", tutte le volte che tratterò argomenti singoli, con l'intenzione di rendervi noto lo stato attuale delle mie conoscenze, e con l'intento di mettere la parola fine ad antiche diatribe. Questa volta vi parlerò di trasduttori….
I limiti, di qualsiasi natura, sono i confini imposti dal pregiudizio e dalla paura e non dall'intelletto e dallo spirito. (Francesco S. Piccione)
PREFAZIONE
Questo articolo lo voglio dedicare ai fondatori della Infinity (Arnie Nudell e Cary Christie) ed a Bartolomeo Aloia. Costoro sono stati tra i pochi al mondo a diffondere le corrette idee riguardanti la progettazione dei diffusori. Il loro valido pensiero è stato accolto da chi lo ha voluto recepire, in un meandro inestricabile di idee spesso confuse ed arrabattate.
Questo articolo tratta un argomento che credo non sia mai stato trattato da nessuno. Anzi invito i lettori che sapessero di altri simili argomenti, analizzati da altri, di segnalarmeli, perché, contrariamente ad altri progettisti, io ho sempre voglia di apprendere nuove cose in tema di diffusori, a patto che siano fondate. L'atipicità dell'argomento trattato in questo articolo, serve per dare impulso all'ormai sonnacchioso, per non dire in coma, mondo della progettazione dei diffusori, ormai allo sbando da anni.
PREMESSA
Già, perché nonostante nessuno ne parli, anche i trasduttori hanno il loro bravo rumore di fondo. Poco tempo fa, un mio amico che lavora alla NASA, scrutando con il satellite il pianeta, scoprì l'esistenza di una setta esoterica, in un villaggio sperduto della Cina orientale. Gli adepti sussurrano a bassa voce dei rumori prodotti dai trasduttori in movimento. Che sia lo spiraglio della nascita di una nuova civiltà? Non so. Fatto sta che costoro utilizzano le cantine delle loro case, quale vano per disporre la tromba piegata, come carico acustico posteriore dei loro diffusori. Ben 35 m3 di cemento armato per una risoluzione di 8 Hz in flat. Beati loro!
In realtà, questo scritto, sarebbe stato più corretto intitolarlo: "Della distorsione mascherante". Ma quasi tutti, alla vista di tale titolo, si sarebbero dedicati alla lettura, certamente più interessante, di Playboy. L'intestazione data a questo scritto è, invece, perfetta per stuzzicare la curiosità dei lettori. Costoro saranno pronti a farsi quattro risate a spese del sottoscritto, convinti dal fatto che io stia scrivendo una baggianata o festeggiando il fatto che mi sia bevuto il cervello. Fatto è, che la distorsione mascherante, è il risultato di un insieme di forze fisiche, che io ho riassunto in un unico termine: il rumore di fondo.
E così, dopo avervi descritto la progettazione del mio sistema su CHF n. 36; dopo aver descritto le problematiche sui cavi in tema di rumore indotto pubblicato su CHF nn. 41/42, ed i successivi articoli pubblicati in questa rivista, eccoci giunti ad un nuovo argomento: la descrizione dei trasduttori dal punto di vista esoterico. Perciò niente parametri elettromeccanici, ma uno sguardo disincantato alle loro caratteristiche fisiche, importanti per stabilirne i pregi ed i difetti e per poter scegliere con cognizione di causa.
LA DISTORSIONE MASCHERANTE: GENESI
Occorre, anzitutto, chiarire il concetto di timbro. Leggo dall'enciclopedia: "Caratteristica soggettiva di un suono complesso, per la quale esso si distingue da tutti gli altri". La natura ha dotato l'orecchio umano della capacità di discernimento, soprattutto in funzione di difesa da situazioni pericolose. Non occorre che il suono abbia una certa risposta in fase, una risposta in frequenza particolare od una data intensità. Occorre che questo possieda una determinata caratteristica, ossia un preciso timbro. Ciò ne permette il riconoscimento anche nei casi di brevissima durata, quali possono essere i suoni istantanei, tipici della caduta di un oggetto sul pavimento. Riusciamo persino a distinguere, anche da altre stanze, se sia caduta una pentola, un vaso oppure una bottiglia di vetro.
Questo concetto si può applicare perfettamente al settore dell'audio di qualità. Anche se tre diversi strumenti a fiato o a corda, suonano la stessa nota, sono immediatamente distinguibili grazie al loro timbro musicale. E' grazie a questo che si riesce a distinguere il violoncello dal contrabbasso quando suonano la stessa nota. Il timbro è la loro risonanza fondamentale, il loro codice genetico, la loro impronta sonora. La distorsione mascherante altera il timbro originale, rendendolo confuso e non percepibile con facilità. In pratica lo maschera rendendo confusi gli strumenti similari, ma anche alterando la timbrica generale, creando quel tipico "effetto nebbia" che tutti noi audiofili conosciamo.
Diverse cause generano tale distorsione. Per schematizzare le ridurrò a quattro grandi gruppi:
Il rumore generato dal trasduttore in movimento; Il rumore generato dal cabinet dei diffusori; Il rumore generato dalla catena audio; Il rumore generato dalle interferenze di radiofrequenza (RFI), e dai campi elettromagnetici (EMI).
Quando questi quattro gruppi agiscono insieme, il timbro si trasforma in polpetta, con chiara soddisfazione per le vostre madri o mogli, che finalmente hanno trovato il pretesto per sbarazzarsi di voi e delle vostre casse. Oggi descriverò il primo punto, dato che del quarto vi ho già parlato in abbondanza sugli scritti dedicati ai cavi di collegamento; del secondo punto potrete trovare ampie delucidazioni sugli articoli descrittivi del Reference System; infine, per quanto riguarda il terzo punto, troverete forse anche troppa letteratura in merito, in tutte le riviste audio.
I QUATTRO ASSIOMI
Prima d'addentrarci nella descrizione meccanica dei diversi tipi di trasduttori, che sarà oggetto di un'altra puntata, individuando al contempo la loro capacità di generare rumore, occorre sviluppare un esperimento e da questo trarre le dovute informazioni per compiere corrette valutazioni. Dai risultati delle valutazioni, ricaveremo degli assiomi che applicheremo ad ogni trasduttore esaminato, cercando di comprenderne pregi e difetti.
Continua in HI-FIGUIDE n. 13, Luglio 2008. ACQUISTA IL NUMERO ARRETRATO
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