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ALTOPARLANTI SOTTO LA LENTE I TRASDUTTORI ISODINAMICI ED A NASTRO DI FRANCESCO S. PICCIONE
Ogni tanto si vedono e si ascoltano diffusori che riempiono il cuore ed i sogni degli audiofili, grazie all'ingegno umano, capace di realizzare oggetti senza tempo.
PREMESSA
La prova delle Magnepan MG 2.6R realizzata da Pischedda, mi ha spinto a rispolverare il mio libro dedicato alla progettazione dei sistemi di diffusione del suono, ormai in cantiere da diversi anni, ma mai terminato. Per una corretta ed approfondita informazione, ritengo che sia necessario che i nostri lettori siano messi al corrente sul funzionamento degli oggetti di cui leggono le prove, in particolare dei diffusori. In questo modo approfondendo le loro conoscenze in materia audio, possono scegliere con maggiore consapevolezza, avendo la possibilità di decidere quale compromesso è disposto ad accettare. E' opinione comune, che le prestazioni degli apparecchi audio, sono legate in parte alle caratteristiche intrinseche dell'oggetto ed in parte al suo costo. Per cui ogni oggetto, fino ad un certo livello costruttivo e di costo, è frutto della sapiente mescola dei compromessi, che conoscendoli anticipatamente, si potrà decidere con calma quello a cui non si è disposti a rinunciare.
Per quanto riguarda gli altoparlanti, la conoscenza approfondita del loro funzionamento, permette agli audiofili di accostarsi a questi oggetti in modo più razionale, ottenendo, qualsiasi siano le loro intrinseche caratteristiche, le massime prestazioni. Oggi parliamo di trasduttori, in particolare di una categoria tra quelli piatti, quelli isodinamici ed a nastro.
Continua in HI-FIGUIDE n. 10, Febbraio 2008. L'ABBONATI AD HI-FIGUIDE
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