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Nel rame multifilare, gli elettroni compiono spesso e volentieri dei passaggi tra un filo e l'altro. Tali passaggi non sono del tutto indolore. Ostacoli ad esso sono rappresentati:
- dall'aria (anche se in misura irrisoria) presente tra un conduttore e l'altro; - dall'ossido che sempre si forma tra conduttori; - dal diverso coefficiente di conduttività che esiste tra la parte periferica del conduttore e la sua zona interna.
Tutto questo girovagare degli elettroni, porta alla creazione di distorsioni (d'intermodulazione e d'isteresi) e di rumore aggiunto. Ecco così creata la distorsione mascherante (in realtà vi sono altre concause, ma meglio citare solo queste).
Sorte diversa tocca al conduttore di rame solido, che anche se immune dai problemi appena descritti, potrebbe soffrire di maggiori impurità rispetto al rame trafilato.
Non tutti sono d'accordo su questa distinzione tra il rame solido ed il multifilare. Anzi, sembra che i contrari siano molti di più. La cosa non m'interessa minimamente. Soprattutto perché occorre realmente sperimentare l'esistenza di tali differenze e per farlo occorrono strumenti (soprattutto sonori) adeguati.
Accertata la reale differenza tra i due tipi di conduttori, occorre ritornare alla domanda iniziale. I cavi utilizzati nel settore delle telecomunicazioni e quello dell'informatica, centrano in pieno tutti i requisiti necessari per la costruzione di cavi di collegamento del tipo High-End? Si trovano in rame solido o multifilare, intrecciati e con sezioni esigue. In più sono con singola o doppia schermatura. Per di più anche in rame argentato.
Per la vostra sperimentazione vi potete sbizzarrire. Innanzi tutto, scarterei i coassiali, che ritengo non adatti per l'impiego hi-fi, poiché il polo caldo e freddo sono strutturati diversamente, sono in posizione perfettamente parallela tra loro, oltre al fatto che la calza è impiegata per il trasporto del segnale, quindi non schermante. Occorrono cavi dove entrambi i poli sono strutturati in modo uguale, o similarmente, e lo schermo sia attuato separatamente in modo che non sia assolutamente percorso dal segnale.
Sono questi i cavi bilanciati, la cui sezione di taglio assomiglia ad un 8. Questa è la tipologia di partenza per la realizzazione di un qualsiasi cavo di collegamento. Prestazioni tecniche e sonore migliori si ottengono con sezioni di taglio simili ad uno zero con la varicella, cioè pieno di puntini raffiguranti i diversi capicorda:i cosiddetti cavi multipolari.
Nel settore informatico, esistono dei cavi multipolari di sezione esigua. Si tratta per esempio, dell'otto poli twistati più schermo, con sezione per polo pari a 0.22 mmq. Tagliato mostra una sezione somigliante allo zero con varicella. La ridotta sezione ci permette un'estensione verso l'alto, superiore a qualsiasi cavo hi-fi e la messa in parallelo di più conduttori ci permette di recuperare la gamma bassa. Ecco così creato un cavo a larga banda.
Di questo tipo di cavo, n'esistono numerose varianti: dal 2 a 42 poli; twistati insieme o a coppie singole; oppure in forma elicoidale; con schermo singolo o doppio; rame multifilare, solido od argentato.
Anche i cavi telefonici sono perfetti. Sono esclusivamente in rame solido da 0.22 mmq, per di più ben lucidato. Spesso questi cavi rappresentano l'unica fonte d'approvvigionamento della vostra zona dei conduttori in rame solido. Pure in questo caso, occorre mettere in parallelo più poli, per ottenere una notevole estensione della gamma utile. E' necessario schermarli, se non lo sono già, ed a questo soccorre il nostro caro rotolo d'alluminio. Potete anche togliere la guaina esterna e costruire con i singoli fili architetture particolari, come del resto anche con gli altri cavi. Sono certo che la fantasia non vi difetterà.
CONDUTTORI IN RAME SOLIDO, MULTIFILARE E SEZIONE DIFFERENZIATA
Esiste una differenza timbrica tra cavi in rame multifilare e quelli solidi? Per saperlo occorre verificare, e per verificare occorre sperimentare. Ho così realizzato quattro cavi, due di segnale e due di potenza, dall'architettura identica, impieganti però rame multifilare o rame solido. I singoli fili sono di sezione di 0.22 mmq. Ne ho adoperato diversi in parallelo. L'architettura base è quella classica: conduttori intrecciati, smorzati e schermati.
All'ascolto i due tipi di rame hanno esibito differenze sonore rilevanti. I cavi di segnale e quello di potenza della stessa famiglia, ossia entrambi multifilari o solidi, hanno esibito una familiarità tipica dei gemelli: sono talmente simili che mi verrebbe voglia di dire identici. Perciò le differenze esistono tra cavi a conduttori di rame solido e quelli di rame multifilare.
I cavi realizzati interamente in rame solido, esibiscono prestazioni timbriche assimilabili ad amplificatori facenti uso d'alta controreazione. Il suo colore sonoro tende più verso il bianco che il nero. Pregi: elevata trasparenza, note dal contorno netto e nitido, voci dettagliatissime, spazialità proiettata in avanti, larghezza banda elevata, rabbiosità negli attacchi e rilasci. Dal punto di vista umano, assomiglia maggiormente ad un soggetto dal carattere impulsivo che ponderato. Le sibilanti delle voci sono sotto controllo se non sovrasmorzate. I difetti si riscontrano: in una povertà armonica, nonostante la ricchezza di dettagli; in una prevalenza di distorsione d'armoniche dispari, che evidenziano all'ascolto passaggi musicali con punte d'acutezza, anche se mai fastidiose, quanto basta per mettere in evidenza le registrazioni che seppur ottime non sono riuscite appieno. Dei singoli strumenti si privilegia più lo stacco della nota che le armoniche dello stesso. In conclusione, è un cavo radiografante non idoneo ad impianti dalle medesime caratteristiche, in grado di ben figurare in determinate condizioni.
I cavi realizzati interamente in rame multifilare, appartengono più alla famiglia degli amplificatori a valvole a ridotta controreazione che alla categoria precedente. Il colore sonoro è più virato verso il nero che il bianco. All'ascolto il cavo esibisce una ricchezza d'armoniche realmente elevata, esibendo maggiormente la natura globale degli strumenti musicali che non le loro singole note. La spazialità è decisamente elevata, con il suono stavolta centrato e non proiettato in avanti. Il suono ha un carattere più morbido in tutto lo spettro di frequenze, con un medio basso più gonfio, privilegiando maggiormente il risultato d'insieme che i singoli. Le voci sembrano più realistiche, ma mancano d'incisività. Le sibilanti sono molto più evidenti a causa della maggiore ricchezza armonica. La larghezza banda è identica all'altro cavo, segno che l'architettura costruttiva prevale sul materiale conduttivo. La distorsione è prevalentemente d'armoniche pari, perché non si trova traccia di qualsiasi forma d'asprezza. Ciò non vuole affermare che il cavo sia privo d'acuti. Il confronto tra quattro registrazioni diverse, caratterizzate tutte dall'utilizzo di piatti di diversi diametri e marche (Telarc, Concord Jazz, ECM, Novus) evidenzia nettamente le diverse nature sonore dei due tipi di cavi. Entrambi esibiscono un'estensione negli altissimi elevatissima, ma con diversità sonora ben marcata. Piatti squillanti ma sovrasmorzati per i cavi in rame solido, dove è privilegiato più il colpo della bacchetta che altri parametri; piatti ricchi d'armoniche dal tempo di decadimento leggermente allungato, con un colore sonoro più bello anche se poco preciso.
Il passaggio da un cavo all'altro è sempre salutato con favore, con una tendenza all'infinito, segno che entrambi sono ben accetti ed apprezzati. La soluzione migliore è da ricercare nell'alternanza dei cavi.
A questo punto è d'obbligo una considerazione. I due tipi di cavi hanno tempi di propagazione, perciò risposta in fase, e fattori di smorzamento diversi. Ecco allora la nascita dei primi cavi High-End ad elevata tecnologia: i cavi ibridi, dove per ibrido non s'intende l'impiego di materiale conduttivo diversi, rame-argento per esempio, ma l'utilizzo di diverse sezioni.
La sperimentazione ha appurato il risultato della teoria. I cavi ibridi rappresentano la summa delle diverse caratteristiche sonore delle diverse sezioni di conduttori. Il loro colore sonoro vira verso la metà tra il bianco ed il nero. Lo spettro della distorsione armonica sembra essere del tipo monotonicamente decrescente. Un oggetto del genere, dato l'alto costo dei cavi in commercio e la loro rozzezza costruttiva, dovrebbe essere venduto a non meno di 5.000,00 € (!!?!!) al metro.
L'ESPERIMENTO: ALLA RICERCA DEL RUMORE IN UN AMBIENTE D'ASCOLTO
Vorrei illustrarvi i risultati di un esperimento condotto, anni fa, da me e da un mio amico ormai scomparso: Franco Adorno.
L'esperimento consisteva nell'indagare, tramite opportuna apparecchiatura, la quantità di radiofrequenze presenti nella sua camera d'ascolto. Il nostro scopo era quello di ricercare le zone dove il rumore generato dalle onde radio, raggiungesse i massimi livelli, non quello d'ascoltare bene le stazioni radio in qualsiasi punto della stanza. Abbiamo potuto costatare che il rumore era maggiormente presente in corrispondenza delle pareti della stanza, pavimento e soffitto compresi, e che la quantità aumentava in vicinanza degli angoli. Allontanandoci da essi, e quindi andando anche verso il centro virtuale della stanza, tale rumore cessava. Lo stesso identico comportamento esibito dalle risonanze ambientali: il punto minimo si riscontra al centro virtuale della stanza, invece il loro massimo si situa verso le pareti, in particolare in prossimità degli angoli.
Quest'esperimento ci convinse che era assolutamente necessario schermare i cavi di collegamento e di realizzare architetture in grado di minimizzare le onde elettromagnetiche.
Secondo noi, i risultati raggiunti dall'esperimento, confermavano anche un'altra teoria: quella sui cavi di potenza che se sollevati dal pavimento tramite spessori, suonano meglio…. Situazione quest'ultima, che permane anche dopo la schermatura degli stessi, chiaro segno che anche questa non fa miracoli. Successivamente si è scoperto che all'origine del miglioramento o peggioramento sonoro dei cavi di potenza sollevati o meno dal pavimento, vi sono anche le risonanze e vibrazioni.
Francesco S. Piccione
BIBLIOGRAFIA
A tutt'oggi poco si è scritto con nozioni tecniche sui cavi, sulle riviste audio specializzate, almeno per quello a mia conoscenza. Molto, a livello soprattutto d'esperienze personali, lo troverete su Internet. Per il resto quest'articolo è frutto dei miei studi e della mia esperienza maturata in tanti anni su quest'argomento.
PAOLO NUTI Mito e realtà dei cavi. Audioreview n. 54 e 55, Ottobre e Novembre 1986
VINCENZO CURCI I cavi di segnale: vediamoli da vicino. Audioreview n. 97 Settembre 1990
FRANCESCO S. PICCIONE L'alta fedeltà esoterica. Scelte chiare, consigli e suggerimenti a difesa del buon ascolto. 1990
FRANCESCO S. PICCIONE Dell'Enigma dei Cavi (prima edizione). Costruire HIFI nn. 41 e 42, Giugno e Settembre 1999
GEORGE CARDAS I cavi secondo George Cardas www.cardas.com
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