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LABORATORIO ESOTERICO
TECNICA & TECNOLOGIA


DATA PUBBLICAZIONE
06/08/2007

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Anche la cella di compensazione della linea dei tweeters è realizzata con la stessa componentistica a norme militari indicati nella descrizione della cella dei midranges.
I tweeters sono cortocircuitati alla loro frequenza di risonanza per aumentare dresticamente la loro risoluzione.

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Questi tweeter, avendo una superficie radiante di ridotte dimensioni, sono pertanto estremamente leggeri, e rapidissimi nei transienti.
I migliori di loro, hanno, infatti, un fattore di accelerazione minimo, di ben 10.000 m/sec. Si tratta di scegliere quello più adatto ai nostri scopi.
In questo caso, ho dato la predominanza a due criteri:
la qualità del suono, e la linearità della risposta in frequenza.
La qualità sonora di un tweeter è importantissima, specialmente se abbiamo intenzione di seguire la strada dell'alta efficienza. Credetemi. Non occorre una particolare bravura, per costruire un diffusore dal suono freddo, acido e metallico.
La linearità della risposta in frequenza è importantissima, non soltanto per raggiungere frequenze di taglio elevatissime, da 32 Khz in su, ma soprattutto, per evitare qualsiasi forma di correzione della stessa.
La scelta è caduta su un tweeter a cupola da 25 mm in seta trattata, dalla qualità costruttiva all'avanguardia.

Questo trasduttore, come gli altri impiegati in questo progetto, è particolarissimo.
Innanzi tutto è parzialmente caricato a tromba, caricamento ottenuto impiegando un particolare tipo di polimero, rinforzato in fibra di vetro.
Il caricamento ci permette d'ottenere un controllo omogeneo della dispersione del tweeter, su tutto lo spettro acustico di sua competenza. Ma, anche di mantenere inalterata la sua potenza sonora, situazione diversa dalla risposta in frequenza elettrica, come ormai ben sapete, nella parte bassa della gamma di frequenze cui è destinato.
In più è dotato di una linearità straordinaria, rafforzata dal suo montaggio in un pannello avente determinate caratteristiche, compresa entro i +/- 1 dB. Tant'è che non ha bisogno di una lente acustica…...

Il suo motore lo porta alla fantastica velocità di 11.000 m/sec. La sua sensibilità è di 94 dB e la sua efficienza è dello 1%.

Per ottenere la "Sorgente Lineare Cilindrica", per aumentarne l'efficienza, per ottenere maggiori prestazioni da questo tweeter, ne impiego ben 20 per canale: 16 ad emissione anteriore e 4 ad emissione posteriore. Sedici trasduttori hanno una superficie d'emissione complessiva di 99,2 cmq, pari ad un diametro 11,2 cm.

La sua efficienza raggiunge il ragguardevole valore del 16% (1 canale), mentre la sensibilità ad 1 W raggiunge i 106 dB (1 canale).
Valori anch'essi da diffusore a tromba, che ci permettono inoltre d'utilizzare per pilotarli, degli amplificatori monotriodo da 1 W.
La sua bobina è caratterizzata da una qualità del rame, ancora più elevata di quella degli altri trasduttori.

LA RIPARTIZIONE DELLE FREQUENZE

Sono stati scelti tre modelli diversi di trasduttori: un woofer, un midrange, un tweeter, tutti del tipo magnetodinamico. Ciò significa che il sistema sarà a tre vie.

La scelta è avvenuta sulla base della loro destinazione d'uso.
In pratica, questi trasduttori sono specializzati nella riproduzione di settori di frequenze predeterminati, in parte, dalla curva d'isosensazione dell'orecchio umano, ed in parte, dalle loro caratteristiche meccaniche.

Adesso occorre, per evitare disfunzioni delle caratteristiche spazio/tempo della riproduzione, che la ripartizione delle frequenze, ed in particolare i punti d'incrocio, siano individuati sulla base dalla linearità della risposta in frequenza dei trasduttori, ad angoli diversi dall'asse d'emissione.
Questo modo di procedere, non deve essere in contrasto, con quanto stabilito nella fase di elaborazione del progetto:
la gamma media, ed in generale la gamma delle voci umane, deve essere riprodotta da un unico trasduttore.
In questo modo, si evita di creare interferenze di qualsiasi genere, che cadendo in una gamma di frequenze particolarmente sensibile all'orecchio umano, si noterebbero in modo drammatico.
Così stabilito, abbracciamo in pieno la filosofia progettuale del diffusore monovia o a larga banda, ma n'evitiamo accuratamente i suoi molteplici difetti.

Così individuate le frequenze d'incrocio, occorre adesso decidere con quali sistemi attuare queste intersecazioni; se utilizzare crossover di tipo passivo o attivo.

Una prima indicazione, ce la fornisce l'analisi dei diffusori elettrostatici monovia, e dei sistemi a cono a larga banda. Qual è il motivo che permette a questi sistemi di suonare bene, ed io aggiungo benissimo, in un ristretto range di frequenze? Perché non utilizzano alcun crossover, non hanno alcun incrocio nella terribile gamma delle parole, ed il finale è direttamente collegato al trasduttore.

Il collegamento diretto tra il finale di potenza ed il trasduttore, permette di non disperdere particolari musicali di piccola entità, e di tenere direttamente sotto controllo il movimento della membrana radiante, così aumentandone la precisione dei movimenti.
Da ciò discende l'opportunità d'utilizzare il
crossover attivo, per incrociare gli altoparlanti.
E' vero che i sistemi prima menzionati, non utilizzano alcun crossover, ma è anche vero che quello attivo, non si posiziona tra il diffusore e l'amplificatore.

L'analisi dei diffusori isodinamici c'indica un'ulteriore strada.
Questi trasduttori hanno un'impedenza pressoché piatta, facilitando così il lavoro degli amplificatori. In particolare gli amplificatori privi di controreazione, tenderanno e ricalcare la loro risposta in frequenza, sul modulo d'impedenza dell'altoparlante.

Ecco l'ulteriore opportunità, d'introdurre le uniche correzioni dei trasduttori, basate sull'adozione di componentistica passiva. Queste saranno attuate mediante l'adozione di
celle di compensazione, poste in parallelo al segnale. In questo modo il loro modulo d'impedenza, sarà trasformato in una risposta perfettamente piatta. Dato che i trasduttori sono di qualità allo Stato dell'Arte, anche i componenti utilizzati dovranno esserlo.
Per abbattere la frequenza di risonanza dei midrange, è stata utilizzata una particolare rete di compensazione priva di condensatori.
Invece i tweeter, saranno cortocircuitati alla loro frequenza di risonanza. Questo ci permetterà di ridurre drasticamente la sua distorsione, ottenendo così un suono d'una pulizia inimmaginabile. 

Per i woofer occorre spendere qualche parola in più.
La maggior parte di voi, è a conoscenza dell'esistenza di circuiti di servocontrollo, basati sulla controreazione, applicati ai subwoofer di qualsiasi foggia. Generalmente sono utilizzati, per sopperire alle deficienze meccaniche del sistema, in particolare per ottenere da woofer di ridotte dimensioni, l'emissione di basse frequenze con bassi tassi di distorsione. Peccato solo, che a seguito dell'intervento del servocontrollo, gran parte del segnale sia cancellato.
In alcune situazioni, il servocontrollo è invece utilizzato per sopperire all'utilizzo di cabinet piccoli, rispetto al considerevole diametro del woofer utilizzato. Quest'ultimo fatto è da capire. Un piccolo mobile dotato di woofer da 38 cm di diametro, può essere facilmente venduto, perché maggiormente tollerato dalle mogli o dalle madri.
In pratica in questi casi, siamo in presenza di sistematiche violazioni delle leggi della Fisica, attuate a fini commerciali. D'altra parte se volete accordare un woofer da 38 cm in bass-reflex, occorrono non meno di 500 litri di volume interno della cassa. In sospensione pneumatica, ne basteranno la metà.

La via da me prescelta, segue perfettamente le leggi della Fisica. Il sistema d'accordo adottato, è una variante d'un modello più noto, che ho denominato "
Baffle pseudo-infinito". Questo sistema permette di raggiungere smorzamenti superiori alla norma, senza intaccare l'estensione verso il basso dello spettro udibile. Un particolare circuito passivo, sempre in parallelo al segnale, ci permette d'aumentare il controllo sul movimento del cono. Il tutto è raggiunto, senza ricorrere all'utilizzo di servocontrolli, a tutto vantaggio della purezza sonora.

In questo periodo, è in corso di progettazione un
crossover attivo di nostra concezione.


(Continua a pagina 7)

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Stanchi ma felici.
Questo è il momento in cui ci congediamo con l'ebanista e suo figlio. E' una giornata di settembre.

Da sinistra: Salvo e Sebastiano Blandino, gli ebanisti, Francesco S. Piccione e l'ideatore del colore Giovanni Granatello (fornitore di molte radio d'epoca utilizzate nel film di Tornatore, "Malena", oltre che comparsa in alcune scene).
Dietro di noi, sistemato sul tre ruote da ben quattro persone per ogni elemento, si erge imponente il Reference System.

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