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Bene! Iniziamo a farci da noi i nostri cavi, secondo le linee guida sin qui tracciate. Otterremo dei cavi in grado di competere, ci crediate, o meno, con i migliori e supercostosi cavi presenti in commercio.
Innanzi tutto, prima di costruirli di sana pianta, occorre informarvi dell'esistenza in commercio di cavi adatti ai vostri scopi. Recatevi in un negozio di materiale elettrico e, se vi fanno consultare un po' di cataloghi generali, ne troverete a bizzeffe. Oppure cercateli nei cataloghi presenti su Internet.
I CAVI DI ALIMENTAZIONE In commercio esistono cavi di alimentazione a tre poli twistati + schermo in maglia di rame.
E' il cavo adatto per alimentare le vostre apparecchiature audio. I tre capi serviranno come polo caldo, freddo e terra. Questi dovranno essere di diametro non inferiore a 1.5 mmq ciascuno (max 2.5 mmq) ed essere intrecciati. Lo schermo potrà essere costituito da una treccia di rame, o da una lamina di metallo, in genere d'alluminio. L'importante è che sia collegato alla presa di terra della spina, assieme al polo di massa (quello giallo-verde per intenderci). Lo schermo non deve invece essere collegato dal lato della presa IEC (quello che entra nella vaschetta dell'apparecchio per intenderci).
In questo modo entriamo in possesso di un cavo d'alimentazione di squisita fattura e per di più "direzionale", in grado di fronteggiare concorrenti temibili.
I CAVI DI INTERCONNESSIONE Esistono negli sterminati cataloghi ottimi cavi in rame (qualche ditta specifica anche il tipo di conduttore utilizzato) e rame argentato. Tre sono le tipologie che ci interessano come cavi d'interconnessione:
1. due poli twistati + schermo, o a doppio schermo, di piccola sezione, solitamente 0,2 mmq cadauno, adatti solo per collegamenti con linee sbilanciate; 2. multicoppie twistati + schermo, o a doppio schermo, di piccola sezione, solitamente 0,2 mmq cadauno, adatti anche collegamenti con linee bilanciate; 3. multipoli + schermo, avvolti a spirale, solitamente da 0,2 mmq di sezione cadauno, adatti anche come cavi bilanciati.
Nel caso dei multipli, dato che in hifi le polarità sono due nel caso di linee sbilanciate, polo caldo e freddo, occorre collegare in parallelo i singoli poli di modo da creare due polarità per cavo di interconnessione. Questo permette di abbassare notevolmente la resistenza in serie, la capacità e l'induttanza.
Un cavo simile, l'abbiamo presentato, sempre nella sezione dedicata ai cavi di collegamento, con il nome di HI-FIGUIDE PF One Interconnect.
Nel caso vogliate un cavo d'alte prestazioni sonore, occorrerebbe ricercare la qualità del conduttore. Lo schermo, solitamente a treccia di rame avvolto su una sottile pellicola di alluminio, a sua volta separato dai conduttori tramite pellicola trasparente, dovete collegarlo alla massa del pin RCA, lato partenza del segnale. Mi raccomando non collegate l'estremità opposta: la treccia non deve fungere da percorso del segnale. Otterrete, così, un cavo d'interconnessione con pin RCA, discretamente schermato e dalle prestazioni particolarmente avanzate.
Mi raccomando la qualità delle connessioni, RCA placcate oro, ed occhio alle saldature che dovranno essere eseguite con stagno ad alta percentuale d'argento. Potete utilizzare anche pin RCA con serraggio a vite o a pressione.
Come tutti i cavi, occorre il periodo di rodaggio. In particolare occorre attendere un periodo di 24/48 ore per eliminare la resistenza da contatto che si forma tra spinotto e presa tutte le volte che staccate e rimettete il cavo. Per cui le prove comparative tra cavi attuate all'istante non funzionano.
I CAVI DI POTENZA Per i più pigri, come cavo di partenza consiglio il 4 poli intrecciati + schermo, di sezione non maggiore di 1,5 mmq per polo. Occorre mettere in parallelo due poli, attuandolo in configurazione a X.
Molto interessante è l'aggiunta a questo cavo di una coppia intrecciata di cavi di interconnessione da 24 poli + schermo, da 0,2 mmq cadauno. I 48 poli devono essere collegati in parallelo formando 24 coppie per coppia di cavo. A loro volta occorre intrecciare tale cordone con il 4 poli da 1,5 mmq di cui sopra.
Risultato eccezionale ha ottenuto il cavo di potenza da noi presentato come HI-FIGUIDE PF ONE, che ha subito diversi tentativi di emulazione e di vendita senza il nostro consenso. Le sue prestazioni sono riconosciute come appartenere all'olimpo dello Stato dell'Arte del suono e della tecnica.
Lo schermo, potete connetterlo direttamente alla presa di terra (a vostro rischio e pericolo), o al polo negativo del vostro finale o meglio ancora al morsetto di massa del giradischi analogico presente nel vostro preamplificatore, ovviamente lato partenza segnale, ossia dal lato dell'amplificatore e non dei diffusori.
Potete terminare il vostro cavo con forcelle o banane ad espansione placcate oro 24 K. Potete anche lasciarlo scoperto, magari facendo fuoriuscire dal gruppo di fili elettrici, un piccolo spezzone di rame solido e pulirlo ogni tanto. Spesso anche le migliori connessioni perdono in sfumature.
Se decidete di costruirvi cavi per eseguire collegamenti in biwiring, o meglio triwiring, vi consiglio di attuare la regola delle "diverse sezioni". L'effetto autoinduttivo e l'effetto pelle avvengono a frequenze alte (ma anche a frequenze basse il primo). Perciò potete utilizzare sezioni microscopiche per i tweeter, magari più poli messi in parallelo e sezioni maggiori per i bassi, come attuato per il PF ONE.
Se dovete necessariamente adoperare un unico cavo di collegamento per singolo diffusore, occorre utilizzare una sezione intermedia (per esempio 1.5 mmq), o meglio ancora un parallelo di sezioni diverse, attuando così il cosiddetto conduttore "multivia". Attenzione a non fraintendere quest'ultimo termine, indicato esclusivamente per rendere chiara l'idea.
I cavi a più vie o corretti in fase, non esistono. Anche in questo caso, se attuate il biwiring, occorre che la coppia di cavi di potenza destinati ai bassi e ai medioalti, dovrà necessariamente essere intrecciata.
LA SCHERMATURA DEI CAVI DI POTENZA
Tutti i cavi di potenza presenti in commercio sono privi di schermo metallico. Tale fatto ha portato all'affermazione della sua inutilità. Niente di più sbagliato: lo schermo è necessario sempre e l'affermare la sua inutilità in quanto all'ascolto non s'ode differenza tra lo stesso cavo schermato e non schermato, significa solamente che o lo schermo non funzionano o che i vostri diffusori o l'intero impianto hifi non è in grado di farvi ascoltare la differenza.
Lo schermo per funzionare abbisogna di notevole spessore. Ecco come realizzare una corretta schermatura.
1. SCHERMO CON TUBO DI RAME Un giorno rovistando tra le cose in soffitta, feci un incontro illuminante: vidi un tubo di rame con guaina in PVC, di quelli utilizzati in idraulica. Pensai che fosse perfetto per utilizzarlo come schermo per i cavi in mio possesso in quel periodo. Lo provai soprattutto come schermo per i cavi di potenza. L'effetto fu drammatico. Pensai d'avere fatto una scoperta interessante, legata non tanto all'utilizzo del rame come schermo (è ovvio!), quanto all'utilizzo del tubo. Gli entusiasmi si stemperarono nel momento in cui scoprii su Internet che qualcun altro lo usava già! Il tubo di rame per l'acqua o il gas, può avere molteplici applicazioni nel campo audio.
L'unica controindicazione risiede nella sua scarsa flessibilità, però può assumere delle posizioni fisse, quindi in alcuni casi questo fatto lo rende piacevole a vedersi.
2. IL PASSO SUCCESSIVO LO SCHERMO DI ALLUMINIO Il tubo di rame mi ha permesso di toccare con mano l'efficacia ed il funzionamento di uno schermo ad alto spessore. Però ha un'unica controindicazione: l'assenza di flessibilità. Per provare configurazioni particolari, occorre uno schermo discretamente flessibile, continuo senza buchi. Un giorno, al supermercato feci un altro incontro illuminante: ma sì, il rotolo d'alluminio. Quale schermo migliore di questo? E' amagnetico, è conduttivo, è facile da lavorare e soprattutto disponibile in grandi quantità a bassi costi.
Non so se qualcun altro abbia sperimentato questa soluzione. Non posso controllare ciò che succede in tutto il globo e letture sull'impiego dell'alluminio come schermo non ne ho trovate. Pertanto nel mio ambiente sono il primo ad averlo sperimentato.
Il mio sistema funziona in triamplificazione, per cui vi sono tre coppie di cavi di potenza per canale. Due coppie intrecciate vanno ad alimentare il pannello. La restante coppia alimenta le torri dei bassi. Nel realizzare questi cavi di potenza, sono stati tutti avvolti, per una decina di giri, dalla pellicola di alluminio, poi collegata a massa lato partenza segnale. Le coppie che vanno verso il pannello dei medio alti sono state a loro volta schermati con foglio di alluminio, attuando così una doppia schermatura.
3. L'ULTERIORE PASSO SUCCESSIVO: LE LAMINE DI RAME E DI PIOMBO Per migliorare ulteriormente l'effetto della schermatura, dopo che i cavi sono stati preformati per il corretto collegamento, potete avvolgere, attuando così la doppia o tripla schermatura, attorno al cavo finito, o meglio sopra l'alluminio, fogli di rame o di piombo.
Con i fogli di piombo otterrete il massimo effetto schermante ed inoltre appesantirete il cavo di potenza, rendendolo ulteriormente efficace contro le vibrazioni e risonanze. Certo a questo punto il cavo assume dimensioni gigantesche, ma avvolto da una pellicola di stoffa avrà una parvenza di aspetto gradevole.
Certo le prestazioni saliranno alle stelle…
COME SUONANO I CAVI COSI' REALIZZATI?
Più che sul come suonano, presterei l'attenzione sulla loro capacità di far passare segnale audio alterandolo il meno possibile. In effetti, se si realizzano i cavi come sopra descritti, giungendo alla complessa configurazione dell'HI-FIGUIDE PF ONE di potenza, il trasporto del segnale avviene con il minor numero di alterazioni ed inconvenienti. Ne consegue che il suono che si ottiene è molto simile a quello presente in ingresso nei cavi. Perciò, i parametri sonori audiofili della trasparenza, risoluzione, dinamica, micro e macrocontrasto, ampia banda passante, ecc., risentono della qualità delle registrazioni e dell'impianto hifi.
In definitiva i cavi sopra realizzati hanno carattere universale, perciò adatti per qualsiasi impianto di alto livello, poiché non prediligono nessuna porzione dello spettro di frequenze in transito entro di esso e hanno bassa capacità di manipolarlo. In un'unica parola: sono cavi trasparenti! Ciò non li rende adatti per correggere le imperfezioni degli impianti audio!
Ne consegue che i cavi realizzati come descritto sopra, avranno prestazioni tecniche e sonore, superiori al 99% dei cavi per audiofili attualmente esistenti sul mercato internazionale. E' possibile fare meglio del cavo di potenza HI-FIGUIDE PF One? Certo, ma ciò fa parte di quel quid pluris che al momento non può essere divulgato a causa dell'esistenza degli sciacalli.
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