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architetture costruttive particolarmente avanzate, questi non potranno mai travalicare i limiti imposti dalla natura dell'oggetto sottoposto a trattamento di ricablaggio.
Qual è allora il suo ruolo all'interno della catena audio? E' l'ultimo. Prima scegliete i singoli pezzi e poi ottimizzateli (o collegateli) utilizzando ottimi cavi. Certo migliore sarà la reiezione dei disturbi esterni, maggiore sarà la qualità del conduttore, superiori saranno i risultati, ma sempre nei limiti delle possibilità dei singoli apparecchi audio. In ogni caso questi affinamenti avranno valore inferiore in confronto, ad esempio, al lavoro diretto all'ottimizzazione dell'impianto hifi da noi suggeriti in Esperimenti Esoterici.
5. ALLA RICERCA DEL CAVO IDEALE
Adesso entriamo nel vivo della trattazione. Dalle letture da me fatte su tale argomento sulle riviste specializzate, in diversi siti Internet ed in vari gruppi di discussione, è emerso un fattore predominante: ognuno ha la sua ricetta! Ciò denota scarsa attenzione e conoscenza della tecnica oltre alla errata interpretazione delle risultanze sonore delle diverse tipologie di cavi. Tuttavia alcuni positivi tratti comuni si possono intravedere:
A. Innanzi tutto si parla della differenza sonora tra il rame solido e quello multifilare. Il primo sarebbe responsabile di superbe prestazioni in gamma media. Il secondo, invece, d'ottimi risultati agli estremi gamma. B. Il secondo consiste nell'intrecciare (twistare) i cavi, sia essi di segnale, che di potenza, che d'alimentazione. C. In ultimo: tutti i cavi necessitano di uno schermo, anche se in realtà pochissimi ne parlano nei casi di cavi di potenza.
Queste ultime due argomentazioni, twistare e schermare, come già anticipato, non sono fatte a caso. Voi sapete che io preferisco stare con i piedi per terra e prendo a guida le leggi della Fisica per realizzare i miei diffusori. Queste leggi le ho pedissequamente applicate anche nel corrente caso: la costruzione di cavi di collegamento ideali. La schermatura dai segnali radio, s'ottiene utilizzando materiale di natura metallica. La reiezione ai campi elettromagnetici, è migliorata intrecciando i cavi tra loro. Sono delle regole assodate. Per questo è necessario applicarle, poiché le interferenze elettromagnetiche e quelle di radiofrequenza s'introducono con estrema facilità all'interno del cavo di collegamento. Come spiegato prima, succede che un tappeto di rumore interagisce con il segnale in transito, alterandolo in modo più o meno marcato. Vi sono diversi tipi d'alterazioni: dalla cancellazione di parte del segnale, all'esaltazione di esso, sino alla falsificazione dello stesso. Tutto è possibile. Il risultato sarà un suono fortemente compresso, ricco di risonanze e distorsioni, con i picchi massimi letteralmente tranciati, lento negli attacchi e rilasci, con evidenti discontinuità nella risposta in frequenza.
REGOLE BASILARI PER LA REALIZZAZIONE DEI CAVI Forte di queste convinzioni, ho sbirciato nei cataloghi di diversi distributori di cavi elettrici destinati a svariati utilizzi: dalle applicazioni industriali a quelli di tutti i giorni. Esistono cavi di tutti i generi, aventi precise funzioni e scopi. Si trovano cavi intrecciati e non intrecciati. Con e senza schermo. Con schermo in lamina o intrecciato. Con conduttori solidi o multifilari.
Ho individuato cavi adatti per uso audio destinati ad altre applicazioni, generalmente per la trasmissione dei segnali digitali e conduttori idonei per essere modificati e trasformati per impiego audio.
Qual è la mia personale strada alla ricerca del cavo di collegamento ideale? E' quella tracciata sopra nei punti 1 e 2, che pur non abbracciando l'intera tematica legata ai cavi, tocca però i punti che io ritengo assolutamente imprescindibili:
a. qualità dei conduttori, b. reiezione ai disturbi RFI, c. reiezione ai disturbi EMI, d. lotta alle risonanze e vibrazioni.
A. QUALITA' DEL CONDUTTORE Vi affermavo che ho letto opinioni che sostengono l'esistenza di differenze timbriche tra rame multifilare e rame solido. Io ho sperimentato tale differenza ed ho verificato la migliore generale qualità del rame multifilare.
La mia attenzione si è rivolta anche verso la qualità dei materiali conduttivi. Di conduttori in rame n'esistono di diversi tipi. Troviamo l'OFC, LC-OFC, l'OFHC, il Low Resistance e via dicendo. Qualitativamente migliore è il rame argentato, con argentature più o meno consistenti. Ancora più sopra si situano i conduttori in argento puro, dal costo rilevante. Successivamente si dovrebbe passare all'oro. Penso seriamente che sia più logico, invece di spendere 1.000,00 € per una coppia di cavi, spenderli per placcare d'oro il rame solido, ed autocostruirsi un cavo di collegamento con questo materiale, seguendo tutte le regole ed indicazioni presenti in questo scritto.
Altro elemento importante è rappresentato dal fatto che i due capi, ossia polo caldo e freddo (e neutro nei cavi bilanciati), devono essere necessariamente identici. Perciò, niente cavi coassiali. Questi sì che hanno problemi di autoinduttanza.
Ritengo che il rame di buona qualità sia adatto per impianti di livello medio-alto, specialmente nelle configurazioni da me indicate. Il rame argentato, l'argento puro o il rame placcato oro, sono necessari per gl'impianti esoterici allo Stato dell'Arte.
Ma lo Stato dell'Arte si raggiunge quando si tiene particolare attenzione al materiale conduttivo ed alla sezione dello stesso. Quindi prima ancora di costruirsi un cavo interamente in oro, occorre badare alla diversità dei materiali e delle sezioni.
B. REIEZIONE AI DISTURBI DA RADIOFREQUENZA Le interferenze di radio frequenza (RFI) si combattono efficacemente utilizzando cavi con schermo metallico, di lamina o misto lamina-treccia. Questa lamina deve essere connessa esclusivamente da un solo lato, lasciando libero l'altro capo, al fine di evitare che tale lamina funga da percorso aggiuntivo del segnale audio. Tale connessione a massa deve compiersi dal lato di partenza del segnale, creando così un verso di "direzione".
Avrete notato che un siffatto cavo, sia d'alimentazione, che di segnale o di potenza, ha un conduttore in più di quelli che solitamente trovate nei vostri, anche supercostosi, cavi audio. Tale conduttore è una lamina di rame o d'alluminio, o un misto treccia-lamina, che avvolge interamente il cavo di collegamento. In più, questa lamina che funge da schermo, al contrario dei collegamenti tradizionali, non è assolutamente interessata dal percorso del segnale. Lo schermo dovrà semplicemente essere connesso:
- se si tratta di cavi d'interconnessione, al polo freddo o negativo dello spinotto RCA. In alternativa anche al morsetto della massa del giradischi analogico del preamplificatore; in caso di connessioni bilanciate XRL alla massa; - se si tratta di cavo di potenza, oltre che al polo negativo dello stesso cavo, sempre lato partenza segnale, potrà essere connesso al morsetto della massa del giradischi analogico del preamplificatore o alla presa di terra del vostro impianto elettrico (a vostro rischio e pericolo); - se si tratta di cavi di alimentazione, alla presa di terra della spina da 220 Volt/16 A.
L'uso d'anelli di ferrite o di calamite, sistemati lungo i cavi di collegamento, senza fare loro compiere pieghe o giri intorno ad essi, hanno una funzione attiva di modificare la qualità sonora e deve essere verificato caso per caso. Gli esperimenti sinora svolti, sono stati tutti controproducenti, sbilanciando innaturalmente l'impianto verso la parte alta delle frequenze, con risultati addirittura disastrosi. In pochi casi, l'uso della ferrite è consigliabile per controbilanciare un'eccessiva perdita della gamma medioalta, dovuta o a carenze dell'impianto o alla sua sistemazione in ambienti d'ascolto particolarmente dispersivi, con il punto d'ascolto posizionato a distanze superiori ai 4 metri dai diffusori. Ad ogni modo, l'uso di questi oggetti non possono sostituire la schermatura.
Per un'efficace schermatura occorre che la lamina di metallo raggiunga un certo spessore. Nel settore aerospaziale la schermatura è attuata tramite materiali metallici dallo spessore minimo di 3 mm. Nel settore audio, dato che la flessibilità del cavo è quasi una necessità, consiglio nel caso dell'autocostruzione di dare una forma voluta al cavo di modo da poter aumentare lo spessore della lamina di metallo.
C. REIEZIONE AI DISTURBI DAI CAMPI ELETTROMAGNETICI Le interferenze elettromagnetiche (EMI) si combattono esclusivamente intrecciando (twistando) i due poli tra loro (o i due poli e la massa nel caso dei cavi d'alimentazione o bilanciati) ed a loro volta intrecciando tra loro le singole coppie nei cavi dalla costruzione a coppie multiple.
Quindi è importante che tutti i cavi di collegamento siano formati da una treccia di coppie di cavi e che attorno ad essi si trovi uno schermo, singolo o doppio che sia. Per ottenere il massimo, potete anche schermare le singole coppie di cavi, per poi dopo intrecciati, schermarli tutti insieme.
Intrecciare i cavi unipolari interni ai diffusori è sempre consigliabile. Apporre uno schermo attorno a questa treccia è anch'esso preferibile.
D. LOTTA ALLE RISONANZE E VIBRAZIONI Punto debole d'ogni cavo sono le risonanze e vibrazioni che si creano quando un cavo è percorso dalla corrente alternata (CAR).
Queste sono anche create dai materiali impiegati per la costruzione degli stessi, ma principalmente il fattore scatenante di queste rimane la corrente alternata. Occorre combatterle mettendo degli smorzatori e costruendo i cavi adoperando in misura massiccia materiale smorzante, ricorrendo anche a diverse configurazioni costruttive. Intrecciare i cavi, ad esempio, è un ottimo sistema per attenuare le risonanze. Adoperare cavi di diversa sezione per creare un unico polo, è un'ottima scelta.
Lo smorzamento s'ottiene primariamente utilizzando materiale adatto allo scopo, come la gomma. Ottimo materiale è il polietilene, in altre parole la pellicola trasparente utilizzata in cucina. Avvolta attorno al cavo in discreta quantità, funge da smorzatore oltre che da ottimo isolante. Insomma due funzioni in una. Materiale superbo è quella pasta morbida e malleabile, inalterabile nel tempo, utilizzata nel campo dell'idraulica (si pensi alla guarnizione utilizzata nei lavelli delle cucine componibili), o nel settore dell'autocarrozzeria. E' possibile creare delle strisce rettangolari ed avvolgerle, a mo' d'anello, nel vostro cavo a distanze ben definite. In questo modo s'ottengono ottimi risultati.
GUIDA ALLA REALIZZAZIONE BASE DEI CAVI DI COLLEGAMENTO
Nei punti A, B, C e D, vi ho già anticipato le linee guida, quelle imposte dalle leggi della Fisica, su come si devono realizzare i cavi di collegamento (d'alimentazione, di segnale e di potenza) d'elevato livello, se non di qualità assoluta.
Riepilogando:
a. qualità dei conduttori, b. reiezione ai disturbi RFI, c. reiezione ai disturbi EMI, d. lotta alle risonanze e vibrazioni.
L'architettura realizzativa dei cavi, contribuirà a mantenere sotto controllo i parametri classici utilizzati per schematizzare dal punto di vista elettrico un cavo di collegamento. E' chiaro sin d'ora che il modello matematico sinora realizzato per rappresentare il cavo, non prende in considerazione le altre variabili descritte in precedenza. Un accurato studio volto alla revisione di quel modello matematico deve essere attuato.
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