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variazione esista, essa avrebbe valori tali che a confronto, i valori raggiunti nell'alterazione del segnale, dai crossover passivi e dalla disposizione dei trasduttori nel pannello frontale, sarebbero chilometrici.
La velocità di propagazione è fortemente influenzata da diversi fattori. In primo luogo evidenzierei la qualità del dielettrico, teflon in primis, e le interferenze elettromagnetiche. In seguito le interferenze da radiofrequenze. Da non trascurare, invece, contrariamente a quanto scritto qualche anno fa, l'influenza delle risonanze e vibrazioni. Queste certamente alterano la velocità di propagazione degli elettroni.
L'effetto sonoro vivido causato dalla scarsa velocità dei conduttori è costituito dal tranciamento netto dei picchi orchestrali. Se il vostro diffusore è in grado di compiere escursioni maggiori di 30 dB, in modo rapido e con pochissimo sforzo, allora il fenomeno è evidente. In caso contrario, un diffusore dalle ridotte escursioni dinamiche, sarà più lento dei cavi stessi, quindi nulla potrà essere ad essi imputato. Un cavo lento sarà anche responsabile della pessima risposta ai transienti, in particolare nella microdinamica. Quest'effetto può essere percepito anche dai minidiffusori, ed in genere da diffusori che non siano delle carrozze. Perciò, ridurre il problema della velocità di propagazione degli elettroni a semplici ripercussioni nella risposta in fase, è un errore talmente clamoroso da fare accapponare la pelle. Tale errore è però commesso in buonafede. Costoro sono figli di una precisa mentalità, atta ad escludere tutto ciò che non abbiano appreso o compreso.
3.7. INTERFERENZE ELETTROMAGNETICHE Attenzione particolare va posta alle interferenze elettromagnetiche (EMI). Succede che la corrente che percorre un certo circuito, concatenandosi con esso genera dei campi magnetici che interferiscono con il segnale stesso. Queste interferenze sono responsabili principalmente dell'aumento del valore dell'induttanza posta in serie alla cella della linea di trasmissione sopra raffigurata, determinando così un'attenuazione nella parte alta dello spettro di frequenze. La loro incidenza non si limita esclusivamente al semplice aumento del valore dell'induttanza, ma tali alterazioni saranno diffuse in tutto lo spettro di frequenze. Il rallentamento della velocità di propagazione del segnale, oltre all'insorgere di distorsioni timbriche e prospettiche, sono alcuni degli effetti maggiormente evidenti.
3.8. INTERFERENZE DI RADIOFREQUENZA Letteralmente sottovalutate sono le interferenze di radiofrequenza (RFI). Non si comprende perché un semplice spezzone di filo elettrico collegato ad un qualsiasi sintonizzatore è sufficiente per un'ottima ricezione delle stazioni radio migliori e non lo è invece una coppia di cavi di potenza non schermati da 2,5 m ciascuno! Come al solito, siamo in presenza della classica situazione "due pesi uguali, due misure diverse".
Se un telefono cellulare posto per terra ha un'ottima ricezione, anche se si tratta di segnale ad alta frequenza, quindi al di fuori della banda audio, questo segnale sarà presente in modo massiccio dentro il cavo. Mi sembra veramente stupido ignorare questa situazione, o relegarla ad un semplice sorriso.
Le radiofrequenze hanno subdole capacità di peggiorare la qualità del segnale in transito, arricchendolo di distorsioni in grado d'alterare in primo luogo l'equilibrio timbrico. Tali alterazioni sono causa d'un aumento percepibile del volume sonoro ad alcune frequenze, con chiari fastidi ad alti livelli d'ascolto. Nel momento in cui tutti i cavi sono schermati, il suono assume caratteristiche diverse, arricchendosi di microparticolari, linearizzando la risposta in frequenza che si manifesta principalmente tramite diminuzione apparente del livello sonoro, grazie alla diminuzione del rumore aggiunto. Il suono sarà pertanto più dolce, più equilibrato. Soprattutto l'insorgere della fatica d'ascolto: subentrerà a livello del volume più alto che in precedenza. Ma anche l'intelligibilità a basso volume sarà più marcata.
3.9. LE RISONANZE Anche un cavo di collegamento ha le sue brave risonanze. Su questo argomento George Cardas è stato il primo a richiamare l'attenzione degli appassionati e tecnici. Per una maggiore comprensione vi rimando alla lettura del sito web o della traduzione riportata in HI-FIGUIDE, questa stessa sezione.
Riassumendo, è indubbio che il passaggio di corrente alternata all'interno di un conduttore, porti lo stesso a vibrare maggiormente all'aumentare dell'intensità della corrente. Una sorta di filo di chitarra: quando è pizzicato, questo comincia a vibrare ed emettere suoni. Ovviamente parlo di microrisonanze, ma tali da sporcare segnali di piccola entità, e non solo quelli. E' chiaro che non sentirete mai improvvisamente il suono di una chitarra, ma questo in misura microscopica succede: le vibrazioni generano risonanze e rumore che si sommano al segnale in transito alterandolo in un modo più o meno marcato.
Di qui la necessità di realizzare dei cavi con struttura meccanica particolarmente smorzata. Qualità dei materiali conduttivi e plastici, l'utilizzo di materiale smorzante, l'intreccio dei cavi, le sezioni differenziate sono tutti ingredienti per la realizzazione di un cavo dalle alte prestazioni sonore. E scordatevi la storiella dell'esigua corrente e perciò della sua ininfluenza sulle risonanze…
All'ascolto le risonanze si presentano in modo evidente, come un aumento delle armoniche d'ordine dispari. L'aumento delle sibilanti delle voci sono un importante sintomo. Un cavo smorzato riduce le sibilanti a quelle che sono, senza alterare il bilanciamento timbrico, cioè lasciando inalterate le alte frequenze come livello sonoro, ma migliorandone la qualità. Un cavo non smorzato, non solo aumenta le sibilanti, ma contribuisce ad arricchire d'armoniche dispari la parte alta dello spettro rendendola pungente ed anche poco trasparente.
Anche i pieni orchestrali subiscono delle limitazioni. L'aumento di vibrazioni e perciò di risonanze indotte dall'aumento della corrente in transito nei cavi porta il suono ad irrigidirsi e comprimersi, restituendo un pieno orchestrale riconoscibile all'ascolto come compresso.
Anche la timbrica subisce delle alterazioni riconoscibili soprattutto come scarsa aderenza al suono originale. Ovviamente prima occorre che ci sia un buon diffusore, ma questo è sottinteso in tutto l'articolo.
3.10. IL RUMORE DI FONDO Anche i cavi di collegamento hanno un loro rumore di fondo. In questo caso si parla di rumore termico creato da un moto incessante e disordinato degli elettroni all'interno del conduttore. Vi è un moto che oscilla continuamente tra piccoli valori positivi e negativi. Queste oscillazioni casuali si concretano in una piccola corrente, che provoca una tensione variabile ai capi del cavo di collegamento. Tale tensione è bassissima, quindi pericolosa solo nei confronti di segnali di bassa entità, come quello del giradischi analogico o le informazioni che determinano la spazialità del suono. L'unico rimedio possibile è quello di tenere i cavi lontano da fonti di calore.
4. CARATTERISTICHE E RUOLO DEI CAVI DI COLLEGAMENTO
All'interno della catena audio, i cavi di collegamento svolgono una funzione passiva di comunicazione tra apparecchi, ma allo stesso tempo interagiscono con loro in modo attivo. L'importanza del loro ruolo all'interno della catena audio è in ogni caso sovrastimato, almeno secondo i canoni classici di gerarchia all'interno di un impianto hi-fi, specie nei confronti dei diffusori.
4.1. CARATTERE PASSIVO Funzione principale del cavo elettrico è quello di fungere da tramite per il passaggio d'elettroni da un punto all'altro del cavo stesso. Ciò avviene in modo passivo, poiché non esistono componenti attivi all'interno del cavo. Da questo punto di vista il cavo può essere sostanzialmente assimilato ad una resistenza pura, data principalmente dal materiale conduttivo utilizzato. Tuttavia residui di capacità e d'induttanza possono essere misurati. Di ciò parleremo tra poco.
Il cavo elettrico è un componente passivo. Non aggiunge nulla al segnale (per il momento, in base a questo paragrafo). Può solo togliere particolari musicali, in una misura che dipende essenzialmente dalla qualità del conduttore utilizzato: il rame, l'argento o l'oro. In conseguenza di ciò, occorre affermare che un cavo ha una gamma medio-alta attenuata, in tutti quei casi in cui lo stesso esibisca all'ascolto dei bassi maggiormente presenti rispetto ad un altro. Proprio a causa della sua resistenza il cavo non aggiunge nulla ma sottrae segnale. Per diminuire questa sottrazione occorre innanzi tutto migliorare la qualità del conduttore. Per esempio, se utilizzassimo del rame placcato argento in luogo del semplice rame, s'avrebbe un miglioramento delle caratteristiche del conduttore. Il fatto che molti sostengano che tale tipo di conduttore sia sgradevole all'ascolto, perché accusato d'incrementare la quantità delle alte frequenze, non è colpa del conduttore, ma dell'intera catena audio. Generalmente, gli apparati elettronici sono progettati e tarati con l'utilizzo di conduttori in rame. Questo comporta un bilanciamento tonale a favore delle alte frequenze, subito messo in evidenza nel momento della loro sostituzione con cavi dalla migliore conducibilità. Proprio per questo l'intera catena audio andrebbe ritarata. Ricordatevi che, da questo punto di vista, il cavo di collegamento non aggiunge nulla, ma toglie sempre.
4.2. CARATTERE ATTIVO E' anche vero, però, che il cavo interagisce in modo attivo con i componenti della catena audio.
Vi è da sostenere un fatto. Innanzi tutto, i residui valori di capacità potrebbero influenzarne il bilanciamento timbrico. Tali valori sono generalmente esigui, dipendendo dalla architettura costruttiva del cavo. Prendiamo, ad esempio, un preamplificatore la cui impedenza d'uscita è particolarmente bassa, sotto i 1.000 ohm: la sua capacità di pilotare cavi di segnale sarà ottima, soprattutto in quei pre la cui impedenza d'uscita tenderà verso lo zero. Lo stesso discorso può applicarsi ai finali di potenza, correggendo l'affermazione e sostenendo che i residui valori di capacità sono irrisori in confronto alle complesse interazioni amplificatore-crossover-trasduttori.
Nel caso di linee di lunghezza ridotte questo problema è trascurabile. In ogni caso, quando queste variazioni esistono, a causa di molteplici fattori, sempre d'interazioni passive si tratta, a causa della natura stessa del conduttore. E' questo uno dei motivi della necessità di lunghezze ridotte per gli stessi.
Invece, l'interazione attiva con le altre apparecchiature della catena audio, principalmente si attua a causa di tre fattori:
- le interferenze da radiofrequenza (RFI) - le interferenze elettromagnetiche (EMI) - le risonanze e vibrazioni create dal passaggio della corrente alternata (CAR).
La chiamo interazione attiva perché, mentre nel primo caso il conduttore in modo del tutto passivo altera per sottrazione la qualità del segnale audio, nel caso delle RFI, EMI e CAR non ci troviamo di fronte a sottrazioni più o meno marcate, ma d'aggiunte di rumore al segnale stesso. E tutto ciò che è aggiunto esula dal concetto di passività. Una quantità indefinita di rumore entra in un componente dalla natura essenzialmente passiva. Quest'intromissione produce diversi gradi d'alterazione del segnale in transito.
4.3. IL RUOLO ALL'INTERNO DI UN IMPIANTO HIFI Abbiamo accertato che i cavi di collegamento infliggerebbero alterazioni e sottrazioni più o meno marcate al segnale audio. Occorre adesso ridimensionare il loro ruolo, attribuito da molti, all'interno di una catena audio. Esso è sovrastimato. Un cavo non può migliorare il suono di un impianto hi-fi, nel senso di superamento delle prestazioni dei singoli apparecchi audio. Nella migliore dell'ipotesi lo può ottimizzare, oppure può semplicemente svolgere il suo compito: trasferire un segnale da un capo all'altro. In definitiva un cavetto di collegamento non potrà migliorare la qualità dei componenti costituenti la catena audio. Le apparecchiature audio, il preamplificatore, il finale di potenza, il lettore cd, o una coppia di diffusori, non potranno migliorare le loro prestazioni esclusivamente utilizzando un buon cavo di collegamento. Neppure il ricablaggio di un apparato elettronico può sortire effetti miracolosi. Spesso è controproducente perché si utilizza cavo di grossa sezione introducendo così l'effetto pelle ed altri deleteri effetti.
Anche conseguendo gli effetti sperati, dato dal fatto che s'utilizzano conduttori di migliore qualità, o (Continua a pagina 3)
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