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LABORATORIO ESOTERICO
TECNICA & TECNOLOGIA


DATA PUBBLICAZIONE
06/08/2007

FOTO

L'intero sistema appena terminato.
Notare l'assenza delle basi nelle torri dei bassi, per evitare di scalfirle.

(Continua da pagina 1)

I PARAMETRI DI RIFERIMENTO

Vi possono essere diversi modi di progettare dei sistemi d'altoparlanti. Io ho preferito il sistema "estremistico".
In pratica si tratta, di considerare in modo complessivo tutti i parametri occorrenti per una corretta riproduzione sonora, e confrontarli costantemente con le leggi della Fisica, dell'Acustica, dell'Elettrodinamica.

Questo sforzo progettuale, ha comportato un impegno notevole, che perdura ancora oggi, e mi sono avvalso anche della collaborazione d'altre persone.
Il risultato, non definitivo, di tanta fatica è un sistema di diffusione del suono imponente, privo di qualsiasi limitazione, cui sono soggetti invece i diffusori commerciali. Limitazioni di natura tecnica ed economica.

Per elaborare un progetto serio, occorre fare riferimento alle leggi della Fisica.
Così, come un ingegnere edile è tenuto alla loro osservanza, nella progettazione e successiva costruzione di un palazzo, anche il progettista di diffusori deve necessariamente attenersi a loro. In passato ciò avveniva. In questo periodo, la stragrande maggioranza dei diffusori presenti nel mercato, sono progettati seguendo altre regole, in primis, quelle imposte dagli uffici di marketing, dalla moda estetico-sonora del momento, e dalle preferenze personali del progettista.

I parametri da me utilizzati come punti di riferimento, per ottenere una corretta riproduzione sonora, sono i seguenti:

1. L'estensione della risposta in frequenza.
2. La dinamica.
3. La velocità di risposta ai transienti.
4. La selettività.
5. L'immagine spaziale.
6. La distorsione.
7. La colorazione.
8. La risposta nel tempo.
9. La fase acustica.

Questi parametri, che non sono allineati in ordine d'importanza, devono confrontarsi con le famigerate leggi della Fisica, situazione necessaria affinché siano raggiunti gli obiettivi che essi si prefiggono. In pratica:

I. Una completa estensione della risposta in frequenza.
II. Un'elevata dinamica.
III. Un'estrema velocità ai transienti.
IV. Una raffinata selettività.
V. Un'immagine spaziale credibile.
VI. Una distorsione inesistente.
VII. L'assenza di qualsiasi forma di colorazione.
VIII. Un'omogenea e rapidissima risposta nel tempo.
IX. Una fase acustica lineare.

Obiettivi questi, ambiziosi oltreché comuni a tutti i progettisti, ma, contrariamente agli altri progetti, perfettamente raggiunti, superando ogni più rosea previsione.

Da un'analisi della foto del sistema, si evidenzia a colpo d'occhio la somiglianza di questo ad un altro molto più famoso: le
Infinity IRS.
Da cosa dipende questa situazione? Forse che non sono stato capace di progettare un diffusore e ne ho copiato un altro già esistente? La risposta è semplice.
Ho detto sin dall'inizio che, nella stesura del progetto del sistema,
ho seguito pedissequamente le leggi della Fisica, ed i parametri sopra elencati. Il fatto che il risultato visivo, sia un diffusore somigliante ad altro già esistente, rende un omaggio alla bontà del sistema di riproduzione commerciale. Rispetto, però, quell'altro sistema, il mio si differenzia non poco in alcune scelte, che si mostreranno decisive per la riuscita del progetto.

In definitiva, le leggi della Fisica sono immutate da secoli, ed i materiali a mia disposizione sono anche nella disponibilità d'altri soggetti. Di conseguenza, non è semplice per nessuno proporre qualcosa di nuovo, se non modificando le stesse leggi che presiedono a tutto.
Se avessi progettato un minidiffusore, sicuramente dal punto di vista estetico, sarebbe stato identico ad altro esistente in commercio, ma non lo sarebbe stato nelle scelte progettuali di fondo.
A meno che, non volessi proporre qualcosa di veramente innovativo, come potrebbe essere il
diffusore ad elettrodi ionizzanti. Questo però è un altro discorso.

IL PROGETTO

Cuore pulsante di un sistema di diffusione acustico, è il trasduttore.
Sulla natura elettromeccanica di tale componente, non è questa la sede adatta per parlarne. Qui posso solo mettervi al corrente, dei criteri da me seguiti per le scelte degli stessi.
Un trasduttore è un dispositivo che converte una grandezza, in altra ad essa proporzionale.
Nel caso degli altoparlanti, l'impulso elettrico è trasformato in movimento della membrana. Le difficoltà che s'incontrano nel corso del processo di trasformazione, sono a noi ben note, ed altro non intendo dirvi.
A causa di ciò, nel corso degli anni, persone di buona volontà crearono diversi tipi di trasduttori, il cui funzionamento differiva in maniera apprezzabile, secondo il modello di trasformazione utilizzato.

I modelli di funzionamento sono essenzialmente 4:

- i trasduttori magnetodinamici;
-
i trasduttori elettrostatici;
-
i trasduttori al plasma;
- i trasduttori con membrana piezoelettrica.

I magnetodinamici si distinguono a loro volta in:

1. i tradizionali magnetodinamici con membrana a
cono o a cupola;
2. i magnetodinamici con caricamento a
tromba;
3. i trasduttori
isodinamici, meglio conosciuti come altoparlanti piatti;
4. il famigerato altoparlante a
nastro.

Questo è il panorama dei diversi trasduttori esistenti fino ad oggi, ed il povero progettista è percosso da atroci dilemmi, nel momento in cui prende carta e penna per stendere un progetto. Per evitare di farsi ingannare dal fascino d'un particolare modello di trasformazione, occorre mettersi bene in testa, che nessuno di questi è esente da difetti.
Occorre fare un grande sforzo d'elaborazione mentale. Radunare tutte le leggi della Fisica, confrontarle con i parametri presi a riferimento per una corretta riproduzione sonora, analizzare il modo di propagazione delle onde acustiche, e coordinare il tutto con il timbro degli strumenti musicali.
Il primo risultato di tale sforzo si sintetizza in una parola chiave:
efficienza.


(Continua a pagina 3)

FOTO

Il pannello dei medioalti appena terminato. Notare la sua mole e la sua eleganza.

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