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LABORATORIO ESOTERICO
TECNICA & TECNOLOGIA

DATA PUBBLICAZIONE
09/12/2003
Ultimo aggiornamento: 02/08/2007

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Cavo di alimentazione HI-FIGUIDE Esopower Advanced.

(Continua da pagina 3)

di grossa sezione introducendo così l'effetto pelle ed altri deleteri effetti.

Anche conseguendo gli effetti sperati, dato dal fatto che s'utilizzano conduttori di migliore qualità, o architetture costruttive particolarmente avanzate, questi non potranno mai travalicare i limiti imposti dalla natura dell'oggetto sottoposto a trattamento di ricablaggio.

Qual è allora il suo ruolo all'interno della catena audio? E' l'ultimo. Prima scegliete i singoli pezzi e poi ottimizzateli (o collegateli) utilizzando ottimi cavi. Certo migliore sarà la reiezione dei disturbi esterni, maggiore sarà la qualità del conduttore, superiori saranno i risultati, ma
sempre nei limiti delle possibilità dei singoli apparecchi audio. In ogni caso questi affinamenti avranno valore inferiore in confronto, ad esempio, al lavoro diretto all'ottimizzazione dell'impianto hifi da noi suggeriti in Esperimenti Esoterici.

ALLA RICERCA DEL CAVO IDEALE

Adesso entriamo nel vivo della trattazione.
Dalle letture da me fatte su tale argomento sulle riviste specializzate, in diversi siti Internet ed in vari gruppi di discussione, è emerso un fattore predominante: ognuno ha la sua ricetta! Ciò denota scarsa attenzione e conoscenza della tecnica oltre alla errata interpretazione delle risultanze sonore delle diverse tipologie di cavi.
Tuttavia alcuni positivi
tratti comuni si possono intravedere:

A. Innanzi tutto si parla della differenza sonora tra il
rame solido e quello multifilare. Il primo sarebbe responsabile di superbe prestazioni in gamma media. Il secondo, invece, d'ottimi risultati agli estremi gamma.
B. Il secondo consiste
nell'intrecciare (twistare) i cavi, sia essi di segnale, che di potenza, che d'alimentazione.
C. In ultimo: tutti i cavi necessitano di uno schermo, anche se in realtà pochissimi ne parlano nei casi di cavi di potenza.

Queste ultime due argomentazioni, twistare e schermare, come già anticipato, non sono fatte a caso.
Voi sapete che io preferisco stare con i piedi per terra e prendo a guida le leggi della Fisica per realizzare i miei diffusori. Queste leggi le ho pedissequamente applicate anche nel corrente caso: la costruzione di cavi di collegamento ideali.
La
schermatura dai segnali radio, s'ottiene utilizzando materiale di natura metallica.
La
reiezione ai campi elettromagnetici, è migliorata intrecciando i cavi tra loro.
Sono delle regole assodate. Per questo è necessario applicarle, poiché le interferenze elettromagnetiche e quelle di radiofrequenza s'introducono con estrema facilità all'interno del cavo di collegamento.
Come spiegato prima, succede che un tappeto di rumore interagisce con il segnale in transito, alterandolo in modo più o meno marcato. Vi sono diversi tipi d'alterazioni: dalla cancellazione di parte del segnale, all'esaltazione di esso, sino alla falsificazione dello stesso. Tutto è possibile. Il risultato sarà un suono fortemente compresso, ricco di risonanze e distorsioni, con i picchi massimi letteralmente tranciati, lento negli attacchi e rilasci, con evidenti discontinuità nella risposta in frequenza.


REGOLE BASILARI PER LA REALIZZAZIONE DEI CAVI
Forte di queste convinzioni, ho sbirciato nei cataloghi di diversi distributori di cavi elettrici destinati a svariati utilizzi: dalle applicazioni industriali a quelli di tutti i giorni. Esistono cavi di tutti i generi, aventi precise funzioni e scopi. Si trovano cavi intrecciati e non intrecciati. Con e senza schermo. Con schermo in lamina o intrecciato. Con conduttori solidi o multifilari.

Ho individuato cavi adatti per uso audio destinati ad altre applicazioni, generalmente per la trasmissione dei segnali digitali e conduttori idonei per essere modificati e trasformati per impiego audio.

Qual è la mia personale strada alla ricerca del cavo di collegamento ideale?
E' quella tracciata sopra nei punti 1 e 2, che pur non abbracciando l'intera tematica legata ai cavi, tocca però i punti che io ritengo assolutamente imprescindibili:

a. qualità dei conduttori,
b. reiezione ai disturbi RFI,
c. reiezione ai disturbi EMI,
d. lotta alle risonanze e vibrazioni.

A. QUALITA' DEL CONDUTTORE
Vi affermavo che ho letto opinioni che sostengono l'esistenza di differenze timbriche tra rame multifilare e rame solido. Io ho sperimentato tale differenza ed ho verificato la migliore generale qualità del rame multifilare.

La mia attenzione si è rivolta anche verso la qualità dei materiali conduttivi. Di conduttori in rame n'esistono di diversi tipi. Troviamo l'OFC, LC-OFC, l'OFHC, il Low Resistance e via dicendo.

Qualitativamente migliore è il rame argentato, con argentature più o meno consistenti. Ancora più sopra si situano i conduttori in argento puro, dal costo rilevante.
Successivamente si dovrebbe passare all'oro.
Penso seriamente che sia più logico, invece di spendere 1.000,00 € per una coppia di cavi, spenderli per placcare d'oro il rame solido, ed autocostruirsi un cavo di collegamento con questo materiale, seguendo tutte le regole ed indicazioni presenti in questo scritto.

Altro elemento importante è rappresentato dal fatto che i due capi, ossia
polo caldo e freddo (e neutro nei cavi bilanciati), devono essere necessariamente identici. Perciò, niente cavi coassiali. Questi sì che hanno problemi di autoinduttanza.

Ritengo che il rame di buona qualità sia adatto per impianti di livello medio-alto, specialmente nelle configurazioni da me indicate. Il rame argentato, l'argento puro o il rame placcato oro, sono necessari per gl'impianti esoterici allo Stato dell'Arte.

Ma lo Stato dell'Arte si raggiunge quando si tiene particolare attenzione al materiale conduttivo ed alla sezione dello stesso. Quindi prima ancora di costruirsi un cavo interamente in oro, occorre badare alla diversità dei materiali e delle sezioni.


B. REIEZIONE AI DISTURBI DA RADIOFREQUENZA
Le interferenze di radio frequenza (RFI) si combattono efficacemente utilizzando cavi con schermo metallico, di lamina o misto lamina-treccia. Questa lamina deve essere connessa esclusivamente da un solo lato, lasciando libero l'altro capo, al fine di evitare che tale lamina funga da percorso aggiuntivo del segnale audio.
Tale connessione a massa deve compiersi dal lato di partenza del segnale, creando così un verso di "direzione".

Avrete notato che un siffatto cavo, sia d'alimentazione, che di segnale o di potenza, ha un conduttore in più di quelli che solitamente trovate nei vostri, anche supercostosi, cavi audio. Tale conduttore è una lamina di rame o d'alluminio, o un misto treccia-lamina, che avvolge interamente il cavo di collegamento. In più, questa lamina che funge da schermo, al contrario dei collegamenti tradizionali, non è assolutamente interessata dal percorso del segnale.
Lo schermo dovrà semplicemente essere connesso:

- se si tratta di cavi d'interconnessione, al polo freddo o negativo dello spinotto RCA. In alternativa anche al morsetto della massa del giradischi analogico del preamplificatore; in caso di connessioni bilanciate XRL alla massa;
- se si tratta di cavo di potenza, oltre che al polo negativo dello stesso cavo, sempre lato partenza segnale, potrà essere connesso al morsetto della massa del giradischi analogico del preamplificatore o alla presa di terra del vostro impianto elettrico (a vostro rischio e pericolo);
- se si tratta di cavi di alimentazione, alla presa di terra della spina da 220 Volt/16 A.

L'uso
d'anelli di ferrite o di calamite, sistemati lungo i cavi di collegamento, senza fare loro compiere pieghe o giri intorno ad essi, hanno una funzione attiva di modificare la qualità sonora e deve essere verificato caso per caso.


(Continua a pagina 5)

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