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Z1 ALNILAM AMPLIFICATORE FINALE A STATO SOLIDO DI CRISTIAN LUCA ATZORI
Mi piace ricordare che nel Gennaio del 1999 mi baleno' l' idea di costruire un finale, e, scorrendo i post su it.hobby.hi-fi, trovai l'ispirazione per il circuito da adottare. Si discuteva sulla composizione dei propri impianti; qualcuno scrisse di aver ricavato grandi emozioni da un progetto di B. Aloia, precisamente il SuperTigre. Alla smisurata pazienza, cordialità e perizia di Alexf63 (alias Alessandro Furlani) devo la nascita di questo progetto, e la corretta realizzazione dei suoi circuiti.
Costruzione, forma e funzione (Alnilam è una stella, la perla nella cintura di Orion)
E' sorprendente, quante emozioni possano evocare o rievocare certi oggetti solo a sentirli nominare… Nel mio caso non penso alla "timbrica"……alla sua distorsione..o al rumore di fondo…..no. Ricordo per primo l'odore dell'iroko, mentre spostavo con grandissima attenzione i pannelli grezzi sulla fresa; pur attraverso una maschera distinguevo l'odore del legno asportato a diverse velocità…..certe volte fumava… Già durante la realizzazione del layout circuitale (basandomi sullo schema di Aloia) e la scelta dei componenti, mi resi conto che sarebbe nata un ottima macchina da musica. Così mi decisi a completare l'opera impegnando tutta la mia passione per l'arte e il design, cercando di dare a questo finale una forma "adeguata" al suo cuore.
Definite le dimensioni dei pcb e di tutti gli altri componenti è iniziata la fase di studio della forma…. (non parlerò di ispirazione o motivazioni sulle scelte stilistiche, se vi piace bene, il resto sono chiacchiere da salotto) A dire il vero sono serviti molti schizzi prima di approdare alla versione attuale. In seguito tutti i disegni su carta hanno migrato nello spazio tridimensionale: ero troppo impaziente, volevo un'idea ben chiara di quel che avrei potuto toccare solo dopo mesi di lavoro…
Il telaio in alluminio è stato lavorato interamente in Sardegna, a Portoscuso, presso un'officina meccanica che opera nel settore industriale e navale. Qui ringrazio una persona eccezionale, il Sig. Muntoni, che ha saputo interpretare alla perfezione tutti i disegni (inviati da Torino) lavorando al tornio con una maestria davvero unica. L'intera struttura, oltre a gratificare la vista del creatore, adempie a precisi requisiti funzionali. La parte anteriore sostiene i 2 toroidali in posizione verticale: è conformata in modo da ostacolare il passaggio di vibrazioni sia tra i medesimi toroidi che verso il resto del telaio. Una lastra da 8 mm, presenta 16 feritoie accordate per impedire il nascere di risonanze lungo le linee di forza, è la base; da questa si può chiaramente desumere il perimetro interno, in guerra dichiarata contro qualsiasi vibrazione nefasta proveniente sia dall'interno che dall'ambiente esterno. I dissipatori centrali sono disaccoppiati elasticamente dal telaio; la disposizione dei bjt è su 2 piani orizzontali, mentre le piastre sono montate in verticale senza alcun vincolo meccanico rigido. Chiaramente associabili ad una composizione di coni tronchi, i 4 piedi sono composti da 3 pezzi separati, torniti dal pieno ed uniti mediante spine elastiche in acciaio. Grazie alla loro conformazione (ed al fissaggio con il telaio) si potrà agevolmente "impilare" 2 o più finali scaricando i pesi sempre in verticale, nessun pericolo di deformazioni tensionali dunque.
Passiamo ora alla parte più insolita. Quello strano spacco centrale è una doppia iperbole convessa che ha il preciso compito di mettere in trazione costante il telaio frontale con il pannello posteriore, in maniera rigida ma non troppo. A dire il vero ha avuto pure il compito di farmi impazzire durante la sua realizzazione…che definire ostica sarebbe oltremodo sminuente. Composizione? Resina polimerica, armata con 4 strati di maglia in alluminio. Facendola breve…è il colpo di grazia per rendere il telaio totalmente sordo agli urti. Cuore muscoli e polmoni. Si tratta di un finale totalmente dual mono; in pratica segandolo al centro otterrei 2 metà speculari, e funzionanti. Scenderò nei dettagli, per quanto possibile, dopotutto non è qui il fulcro del mio lavoro. Il modello circuitale deriva dal SuperTigre dell'Ing. Bartolomeo Aloia. Il pcb è nuovo, frutto di varie prove, che mi hanno portato ad uno schema dai percorsi brevi, spaziosi dove serve e senza alcun cablaggio o ponticello volante. I bjt finali sono raddoppiati rispetto al progetto originale, quindi 8 per canale (con opportune modifiche). Per aumentare l'affidabilità ho letteralmente duplicato i bjt all'ingresso, accoppiandoli termicamente dopo una lunga selezione: in questo modo sia il guadagno che l'offset rimangono uguali per i due canali senza bisogno di regolatori. La temperatura di tutti i finali è resa omogenea dalla disposizione a castello, in questo modo le variazioni, seppur piccole, verranno compensate molto velocemente. Tutti i componenti sono tra i migliori disponibili sul mercato, il cablaggio di segnale è Van Den Hul all'argento (a proposito, l'ingresso è bilanciato o sbilanciato a scelta, mi basta cambiare i supporti in teflon). Cuore? Due toroidali da 400 VA filtrati con diodi ultrafast e polmonizzati da 98.000 microF per canale: 8 x 10.000 e 8 x 2200 mediante condensatori ultraveloci. Lo stadio di guadagno può essere controllato direttamente dal pre ANITAK, per mezzo di una connessione apposita, in automatico: questo dovrebbe ridurre gli effetti del potenziometro (ALPS) sul segnale, soprattutto ai bassi volumi (non ho proprio intenzione di usare i commutatori).
Altri dati: Impedenza di ingresso: > 50 KOhm su ingresso sbilanciato/bilanciato. Dumping factor: > 200 Dimensioni: 54 x 54 x 25 h. Peso: 37 Kg.
Mi riservo di non aggiungere altro riguardo potenza massima, rapporto S/R o distorsioni varie per due motivi: 1. ogni volta che ci metto le mani queste potrebbero cambiare 2. non credo siano attinenti lo spirito di questo progetto. Vi posso dire che soddisfano le aspettative.
Commenti sui risultati musicali? Quando ben "incatenato" spingerebbe a danzare anche i piedi di un tavolo….
Ultima cosa, dedicata ai pseudo-funzionalisti: giustificate un esterno indubbiamente sgraziato, aggrappandovi al fatto che producete qualcosa che si ascolta, non che si guarda. Se la ragione trionfa quando la forma rispecchia la funzione, allora non si può ammettere che uno strumento di piacere possa urtare la vista.
Cristian Luca Atzori
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