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SERIE: OPERAZIONI DI MESSA A PUNTO DELLA DISPOSIZIONE DEI CAVI OVVERO: COME POSIZIONARE CORRETTAMENTE I CAVI DI COLLEGAMENTO E STARE (DISCRETAMENTE) TRANQUILLI DI FRANCESCO S. PICCIONE
In passato i giuristi solevano intitolare i loro codici, regolamenti ed argomenti similari, iniziando con il suffisso "De" (De matrimonii, De paenitentiae, ecc.). Io farò altrettanto. Metterò il suffisso "De", tutte le volte che tratterò argomenti singoli, con l'intenzione di rendervi noto sullo stato attuale delle conoscenze e con l'intento di mettere la parola fine ad antiche diatribe. Questa volta vi parlerò della disposizione dei cavi…
WARNING! Questo articolo contiene nozioni ed argomenti riguardanti il trasporto del segnale all'interno dei cavi di collegamento che potrebbero arrecare gravi danni neurologici e psicofisici ai detrattori del suono dei cavi. Pertanto, viste le convulse ed isteriche reazioni da parte di alcuni di questi a seguito della pubblicazione di "Dell'Enigma dei Cavi, Verso la Soluzione", se ne sconsiglia la lettura a chi già soffre di questi gravi problemi mentali, di modo da evitare ulteriori peggioramenti. Questo forse spiega la motivazione del loro ostinato accanimento nel negare il suono dei cavi, poiché non solo non hanno impianti hifi, ma addirittura non hanno mai sperimentato alcunché.
PREMESSA
Il mondo dell'hifi è affascinante per numerosi motivi. Anzitutto ci permette di ascoltare la nostra musica preferita innumerevoli volte. Di conseguenza è uno dei pochi hobby nobili, ossia fondato sulla cultura, in particolare quella musicale. In secondo luogo, stuzzica il nostro io esploratore, la nostra curiosità per le cose nuove e la voglia di ascoltare sempre meglio la nostra musica preferita. Questa nostra eterna insoddisfazione per il suono riprodotto, anche se di alto livello, è la molla che ci spinge a ricercare costantemente il miglioramento della riproduzione musicale, la stessa che da sempre anima i musicisti ed i migliori costruttori di prodotti hifi. Per migliorare il nostro impianto hi-fi c'informiamo leggendo nuovi libri e riviste, rispolverando i libri studiati a scuola o all'università per rinfrescarci la memoria, parlando (e litigando) con gli altri appassionati con la speranza di apprendere qualcosa di nuovo, sperimentando vecchie e nuove soluzioni.
Chi di noi non ha mai provato a sperimentare il suono dei cavi costruiti in modo differente, magari cercando di comprendere i meccanismi tecnici responsabili delle varie differenze sonore tra cavi dalla diversa tipologia costruttiva? Sperimentare, appunto. E' questa la parola chiave per comprendere i fenomeni fisici. Il funzionamento dei cavi è regolato dalle leggi della Fisica e con la sperimentazione delle diverse tipologie costruttive e delle diverse disposizioni dei cavi si potrà giungere ad una maggiore comprensione del fenomeno. Perché tale fenomenologia esiste, anche se vi sono individui che negano l'esistenza del suono dei cavi, ossia la loro influenza più o meno marcata sulla loro capacità di alterare il segnale audio in transito dentro di essi.
I CAVI DI COLLEGAMENTO UN REBUS QUASI RISOLTO
Nell'articolo pubblicato in precedenza su HI-FIGUIDE "Dell'Enigma dei Cavi, Verso la Soluzione", abbiamo appreso quanto sia difficile trasportare senza alcuna perdita, il segnale da un apparecchio all'altro. Abbiamo anche notato come non esistano diverse tipologie di realizzazione dei cavi di collegamento. Tantissimi propongono la loro ricetta su come realizzare il cavo perfetto. Un'approfondita analisi della problematica ed il confronto con le idee progettuali dei migliori progettisti e costruttori di cavi, ha rivelato che in realtà non vi è molto spazio alla fantasia progettuale, se non come variante di uno schema che ha dato e continua a fornire ottime prestazioni: il cavo intrecciato. Da questo modello si dipartono tutte le varianti prendendo spunto da quanto di meglio è stato sinora proposto e soprattutto dalle indicazioni date dalle Leggi della Fisica: sezioni differenziate, schermatura, lotta alle risonanze e vibrazioni, ecc.
Se costruire dei cavi di collegamento di buona qualità ed efficienza è impresa difficile ma al contempo facile visto l'esiguità delle tipologie costruttive realmente efficaci, altrettanto non semplice è disporli in modo da non innescare interferenze nel loro funzionamento, tali da vanificare anche la capacità di trasferimento del miglior cavo mai realizzato. Un ottimo cavo di collegamento, infatti, potrebbe funzionare male se posizionato in modo errato. Spesso gli audiofili si preoccupano di altri particolari per la corretta messa a punto del proprio impianto, tralasciando la corretta disposizione dei cavi di collegamento. Difatti, se si cerca di sbirciare dietro il mobiletto dello stereo, solitamente si osserva una selva di cavi impressionante, regno incontrastato delle interferenze elettromagnetiche (EMI), di vibrazioni, risonanze e delle interferenze di radiofrequenza (RFI).
Questo articolo cerca di dare indicazioni definitive, almeno allo stato attuale delle conoscenze, sulla corretta disposizione dei cavi di collegamento: tra apparecchi audio, tra questi e la rete elettrica e del collegamento con i diffusori. Alcuni soggetti non saranno d'accordo su quanto leggeranno più avanti. A questi posso suggerire di sperimentare seriamente sul campo la costruzione di diverse tipologie di cavi di collegamento e di verificarne le differenze sonore. Inoltre, suggerisco di prestare molta attenzione alle differenze sonore scaturite dalla diversa disposizione dei cavi. Difatti costoro dicono di non scorgere nulla semplicemente perché nulla hanno sperimentato. A meno che, non possiedano l'impianto hifi di Big Jim …
REGOLE SALIENTI PER LA DISPOSIZIONE DEI CAVI DI COLLEGAMENTO
Dopo aver letto l'articolo, prima richiamato, dedicato ai cavi di collegamento, è chiaro a tutti che questi non sono due semplici pezzi di filo elettrico rosso e nero, come vorrebbero darla a bere alcuni soggetti. Esiste un micro cosmo in cui molti parametri cozzano o sono strettamente collegati tra loro. Se prendessimo, ad esempio, il normale cavetto rosso e nero e lo analizzassimo attentamente, ci renderemmo conto che i due poli, positivo e negativo, sono disposti parallelamente. Ciò rende il cavo soggetto ad una certa autoinduttanza. Se volessimo abbassare la sua resistenza aumentando la sezione dei poli, aumenterebbero l'effetto pelle e le interferenze elettromagnetiche; diminuendo la sezione, aumenterebbero la resistenza e la capacità, abbassando l'induttanza. La teoria della coperta corta rende chiaramente l'idea della complessità del fenomeno: se ti vuoi coprire la faccia, si scoprono i piedi; viceversa, si scopre la faccia.
Le problematiche non si esauriscono nella fase di progettazione realizzazione di un qualsiasi cavo di collegamento. Per sfruttare appieno le loro capacità di trasporto del segnale audio, occorre fare attenzione anche alla loro disposizione. Infatti, alcuni parametri appena descritti sono influenzati anche da come il cavo viene disposto. Per cui conviene seguire delle regole ben precise, affinché il trasporto del segnale audio o della tensione avvenga con le minime interferenze.
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