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Vanno, tuttavia, considerati due aspetti. Il primo è che non sempre si ha la possibilità, la pazienza, la fortuna, l'applicazione necessaria per arrivare ad assemblare un impianto hi-fi che possa riprodurre l'equilibrio sonoro ideale (da non confondere con l'emissione reale, che è tutt'altra e irraggiungibile cosa); in questi casi il filtro di rete non solo non aggiunge alcunchè ma, anzi, tende a coprire. Se invece il vostro impianto soffre del cosiddetto "effetto Sahara" , se si caratterizza per secchezze e asciugature eccessive, probabilmente da questo accessorio potrete trovare un qualche beneficio. Salvo che abbiate una rete elettrica disastrata e dai vostri diffusori esca un alfabeto Morse sotto forma di spikes: nel qual caso diventa indispensabile. Ma, fortunatamente, il mio impianto riceve una corrente di buon livello avendo la cabina elettrica di distribuzione a 50 metri da casa, un impianto elettrico nuovo, una linea elettrica dedicata e schermata che mi fornisce la preziosa linfa a livelli di purità eccellenti.
Inoltre, secondo aspetto, è da tenere presente anche che non ho potuto effettuare il rodaggio consigliato da Roberto Garlaschi: il filtro di rete che mi e' stato fornito ha lavorato solo una cinquantina di ore(prima di essere giudicato) contro le minimo 200/300 che sarebbero richieste per ottenere i massimi risultati. E per funzionamento non si intende il solo filtro acceso, ma il lettore in funzione cio' perche' si realizzi il passaggio di corrente e non la "stagnazione" nel cavo di collegamento.
Direi che a questo punto rimane solo una domanda da svolgere: ma allora perché la Lector non cura maggiormente la sezione di alimentazione separata? Lo fa, cari lettori, lo fa. Infatti il prodotto in vendita va visto nella sua interezza e negli obiettivi finali di vendita. In senso di prodotto, c'e' un grande equilibrio complessivo ancor più se ci riferiamo ad una elettronica che è in vendita a soli 2.400 Euro: vi ho già detto che non ha rivali in Italia e compete, per qualità e prezzo, con concorrenti di prezzo maggiore sui mercati esteri. E questo grazie, appunto, al grande equilibrio che esprime e alla notevole qualità della cura costruttiva e del conseguente risultato acustico. Se sommate i due prezzi (alimentatore Angstrom e lettore cd) vi trovate ad affrontare una spesa non indifferente: 4.400 Euro. Cioè oltre 8.500.000 delle vecchie lire, che fa più effetto. Ma i costi di una azienda strutturata sono più alti di quelli che sostiene un'artigiano (spero che il buon Garlaschi non se la prenda, ma con questo termine intendo esprimere tutta la passione e l'entusiasmo che i piccoli produttori profondono nella propria attività). L'artigiano non vi fa pagare, di solito, la passione che ci mette nel lavoro: ma è quella che porta a certi risultati. Non vi fa pagare l'entusiasmo e la cura quasi maniacale che esprime: ma è quella che si riscontra nei risultati di tante loro produzioni. Non che l'azienda strutturata non sia in grado, eccome se lo è! Ma in questo caso ciò comporta maggiori costi (altri dipendenti, staff di progettisti, prove e materiale…). Poi ci sono i relativi costi di distribuzione, pubblicità, ecc…. Credo che se la Lector decidesse di fare sua questa alimentazione, difficilmente potrebbe vendere i due pezzi a meno di 6.000/7000 Euro. Ma restringerebbe di molto il suo mercato potenziale. Questo porta ad un bivio decisionale: è meglio il Lector attuale o un Lector abarthizzato con alimentazione "tipo Angstrom"? Io, personalmente, credo che la scelta Lector attuale sia indovinata: prodotto di elevata qualità ad un prezzo che può risultare avvicinabile da una buona fascia di audiofili. Chi è oltremodo esigente ed ha un po' di disponibilità in più da destinare all'amato hobby, può sempre decidere di intervenire con questa alimentazione. E non se ne pentirebbe.
Scusate, ma a forza di parlarne mi e' venuta voglia di un po' di ottima musica: ora vado ad ascoltare un cd sul mio Lector versione Angstrom. Come sempre, buoni ascolti.
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