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L'IMPORTANZA DI UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE ALIMENTAZIONE DEDICATA PER IL LETTORE CD LECTOR CDP7… E NON SOLO DI GIORGIO CAPELLI
PREMESSA Su quanto sia importante, fondamentale direi, che il flusso di corrente inviato alle apparecchiature hi-fi sia di qualità e quantità ineccepibile credo che nessuno abbia alcunchè da ridire. Sulla QUANTITA' di corrente l'imputata principale è l'azienda di fornitura che non sempre e in tutte le zone assicura quei 220-230V costanti per dissetare le vostre apparecchiature; ma se fosse solo questo il problema le soluzioni sono relativamente difficili: uno stabilizzatore, un'alimentazione a batteria (che risolve anche i problemi di qualità). Quest'ultima, peraltro, non è semplice da attuare: un conto è pensare ad un giradischi analogico un altro è pensare ad un Krell da 600 W!! Il pulcino e la balena. E in mezzo ci sta tutto il resto.
Beh, da un punto fermo bisogna pur partire…. Diciamo che quel problema l'abbiamo risolto. Ora il nostro amato flusso di plasma energetico dopo aver viaggiato per chilometri, aver raggiunto il vostro condominio e curiosato per i vari appartamenti dei vicini entra a casa vostra. Già, entra….. ma come entra? Un pochino stanco (la tensione di partenza non e' quella di arrivo) ma abbiamo detto che a questo si pone rimedio: un bagnetto nella tinozza dello stabilizzatore ed ecco che esce vispo come un grillo! Ma tutto lo "sporco" che ha raccolto? Ah beh…. A questo ci pensa il filter box (alias il filtro di rete, una specie di lavanderia): così insaponato, lavato e centrifugato riecco in pieno spolvero quei lucenti e preziosi volts. Lucenti? Ne parliamo dopo, non abbiate fretta. Ora comincia il bello: lo aspettano insidie e maltrattamenti che vanificheranno tutto.
E siamo finalmente arrivati anche all'apparato di alimentazione dell'apparecchiatura. Di cui vi dirò fra poco perché un piccolo pensiero vorrei rivolgerlo anche ai produttori: quanti mettono in pratica i dovuti accorgimenti, utilizzano la migliore componentistica per realizzare nella pratica ciò che è a loro noto? Già… ma è a loro noto? Cioè l'importanza di una adeguata e ben progettata sezione di alimentazione da quanti è sentito come un dovere e non solo come una necessità di "dar da bere"?. Mi è capitato spesso, molto spesso, di vedere elettroniche progettate e realizzate a modo che poi miseramente scivolavano quando l'occhio si posava sulla sezione di alimentazione: trasformatorini-ini, condensatorini-ini, cablaggi che io-quando-cucio-faccio-di-meglio e via dicendo.
E' con questi grigi pensieri che nel febbraio del 2001 al Milano Hi-End seconda edizione, nell'angolo di un corridoio prendo conoscenza visiva dei prodotti Angstrom, una giovane azienda specializzata in filtri di rete passivi e alimentazioni. L'aspetto estetico e la qualità costruttiva (veramente pregevoli) stimolavano una verifica sul campo delle premesse dimostrate, ma lo scetticismo sul futuro di questa giovane realtà al momento mi frenò dal procedere a richieste ufficiali: era prima necessario capire se mi trovavo al cospetto di una iniziativa con carattere di continuità o di un capriccio del momento. La curiosità aumentò quando lessi, nel maggio seguente, l'intervista del nostro collaboratore Max Bianchi al titolare dell'Audioplus srl, Roberto Garlaschi, distributrice dei prodotti Angstrom (che poi è sempre lui, per dirla tutta fino in fondo). Nel corso dell'ultimo Milano Hi End ritrovando, con l'entusiasmo di allora, le medesime persone ed i medesimi prodotti, due chiacchiere informali furono sufficienti per capire che quel progetto era ormai una realtà che avrebbe avuto un futuro. Si poteva "affondare il colpo", non avrei più rischiato di recensire una bolla di sapore o un miraggio. Da lì nacquero i primi contatti che hanno, alla fine, portato all'oggetto di questo articolo.
(Continua a pagina 2)
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