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MULTIAMPLIFICAZIONE ATTIVA, LA VIA PER LA "RIPROPOSIZIONE" DELLA REALTA' Di Francesco Piccione Data pubblicazione originaria: 6/2007 Versione ridotta per il Web
Finalmente dopo 3 anni di attesa ho potuto montare il mio impianto nella nuova sala di ascolto, appositamente realizzata per accogliere il mio sistema di diffusione del suono. Ovviamente ne ho approfittato per apportare rinnovamenti, miglioramenti, sostituzioni e sperimentare nuovamente vecchie idee per una loro verifica sul campo.
Sulla genesi del mio impianto, si può fare una idea leggendo interamente HI-FIGUIDE. Per cui riassumo sinteticamente le mie idee. Per la costituzione del mio impianto audio ho seguito un itinerario tortuoso e difficile. A ciò sono giunto lentamente negli anni, non aiutato dalle classiche rivista audio e dopo una lunga serie di studi e confronti con il suono degli strumenti musicali e le esecuzioni dal vivo. Nell'ascolto diretto del suono degli strumenti musicali e delle orchestre sinfoniche, ho dedotto che l'impianto di riproduzione deve per prima cosa possedere una ampia risposta in frequenza, non solo per riprodurre qualsiasi strumento musicale con bassa distorsione ma soprattutto per avere una maggiore coerenza di emissione in tutto l'arco di frequenze udibili.
Ne consegue che l'anello debole della catena audio sono soprattutto i diffusori. Perché proprio questi? Perché se ci fate attenzione, difficilmente troverete delle elettroniche audio le cui prestazioni tecniche siano inferiori ai canonici 20-20.000 Hertz. I diffusori invece, no! A parte le caratteristiche tecniche mendaci e fantasiose, spesso le prestazioni dei diffusori, specialmente in gamma bassa, sono nettamente inferiori a quanto dichiarato. La mancanza o non corretta riproduzione delle basse frequenze genera una alterazione della timbrica degli strumenti musicali, rendendoli irriconoscibili o confondibili
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