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IMPIANTI AUDIO IMPIANTI AUDIO COMPLETI DELLA REDAZIONE
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DATA PUBBLICAZIONE 01/08/2007
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Il lettore solo CD Accuphase DP 70, in visione statica.
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(Continua da pagina 2)
L'Accuphase DP 70 ha qualche problema elettrico dovuto all'eccessivo utilizzo, per cui è stato sistemato in visione statica. Non so se farlo aggiustare o meno dato che nel confronto diretto il Denon DCD 2000 AE è risultato vincente sotto ogni punto di vista. Purtroppo i lettori digitali sono come i computer: quando viene realizzato un nuovo processore, le capacità di calcolo e di elaborazioni migliorano notevolmente, rendendo obsoleto il modello precedente. In hifi, 10 anni di lettore digitale si fanno sentire, contrariamente a quanto accade con la sorgente analogica. Il divario sonoro con il DCD 2000 AE pur se ridotto rispetto al Naim si fa sentire in tutte le occasioni. Senza confronto diretto il DP 70 se la cava egregiamente sfoderando tutte le armi che l'hanno portato ad essere il mio riferimento per tanti anni. Purtroppo l'età avanza per tutti.
Al momento, il suo frontale dorato di bellissima fattura e le fiancatine in legno lo rendono un bell'oggetto da arredamento.
IL PREAMPLIFICATORE Cuore dell'impianto stereo è il preamplificatore, oggetto delicato ai fini della riuscita del risultato finale. Il suo compito è quello di presentare una impedenza costante a tutte le sorgenti audio, in modo da farle suonare al meglio possibile. In secondo luogo, determina in misura preponderante il suono di tutto l'impianto. Il preamplificatore potrebbe fare suonare l'impianto con poca dinamica o vivo, con ampia spazialità o con effetto monitor, ecc. In generale sarebbero da preferire a valvole, dato che queste sono ottimi amplificatrici di tensione e possiedono architetture circuitali più semplici rispetto allo stato solido. Così infatti è stato fino a poco tempo fa. Dopo oltre dieci anni di utilizzo del pre a valvole Hampton HD 7 II, sono passato allo stato solido di prestigio assoluto, dotato di alimentazione separata induttiva e privo di controreazione, oggetto che permette di raggiungere prestazioni allo Stato dell'Arte: si tratta dell'Aloia PST 11.01i.
E' un apparecchio che abbiamo già recensito nella sezione preamplificatori: leggetela per farvi un'idea sulla sua realizzazione. Io però ho intenzione di redigere un'altra prova nel mio impianto.
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Il preamplificatore a stato solido con alimentazione separata induttiva, privo di controreazione e telecomandabile Aloia PST 11.01i.
Il crossover elettronico a stato solido The Music Dream Activer, derivato da una coppia di AM Audio AS 1, a due telai, tre vie.
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Qui vi anticipo che la sua costruzione è semplicemente ineccepibile, tanto da sembrare più un prodotto americano che europeo. Le prestazioni sonore sono paragonabili ai migliori prodotti americani ad un costo decisamente irrisorio.
Il glorioso Hampton HD 7 II è stato sistemato in mostra statica.
LA MULTIAMPLIFICAZIONE ATTIVA Vi avevo anticipato che questo impianto audio stereo presenta delle caratteristiche uniche nel panorama degli impianti utilizzati dalle diverse redazioni delle riviste audio internazionali: oltre al particolare sistema di diffusione del suono, in questo impianto si ricorre alla multiamplificazione attiva.
Nei diffusori una delle cause di degrado delle prestazioni sonore sono da imputare ai crossover passivi, specialmente quelli che incrociano la gamma bassa con quella media. A conferma di ciò basterebbe prendere come esempio la voce che circola nel nostro ambiente, che asserisce che i crossover passivi a 6 dB/oct suonano meglio di quelli a 12 o più dB/oct. A parte il fatto che questa affermazione potrebbe essere presa da un certo punto di vista per vera, occorre riflettere sul fatto che i crossover a 6 dB/oct non sono dei crossover!
Altri invece, affermano che i crossover elettronici introducono distorsioni maggiori rispetto ai crossover passivi. Sono falsità. E' vero che utilizzando il crossover elettronico si ottiene una maggiore complessità del sistema. Basta pensare ad esempio ai cavi di collegamento che indubbiamente sono più numerosi. E' però anche vero che i crossover elettronici sono utilizzati nel settore professionale allo scopo di ottenere il massimo della resa dei diffusori. Infatti, quando il tutto è ben regolato, le prestazioni migliorano in termini di qualità timbrica e bassa distorsione, più di quanto si ottiene sostituendo il diffusore. Per questo HFG consiglia la biamplificazione attiva o passiva dei diffusori. Il fatto che l'utilizzo dei crossover elettronici non sia di moda o non è consigliato da negozianti o dalle altre riviste audio, non vuol dire automaticamente che è una pessima soluzione. Vi sono degli aumenti di costo che spesso l'audiofilo non vuole sostenere ed il sistema in multiamplificazione è complesso, spesso al di fuori della portata dell'esperienza di molti negozianti e recensori. Oggigiorno va di moda il Plug and Play, per cui perché proporre un impianto multiamplificato ad audiofili che ricercano ciò che fa moda o tendenza?
Il crossover elettronico è il The Music Dream Activer, derivato da una coppia di AM Audio AS 1, a due telai, tre vie e stato solido.
I FINALI DI POTENZA Il segnale, quindi, dalle sorgenti entra nel preamplificatore. Uscendo da questo entra nei due crossover elettronici ed esce diviso in tre parti (tre vie): bassi, medi ed alti. Ne consegue che ho la necessità di utilizzare tre finali di potenza stereofonici: uno per le (Continua a pagina 4)
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Il finale a stato solido con alimentazione separata induttiva, privo di controreazione Aloia ST 13.01i. L'alimentatore separato è quello posto più in basso, sotto l'altro alimentatore del preamplificatore PST 11.01i.
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